Cos’è la riserva ovarica

In tutte le pazienti infertili e soprattutto nelle donne che vanno incontro a stimolazione ovarica ha assunto grande importanza la valutazione della riserva ovarica.

Per riserva ovarica si intende la quantità di follicoli ovarici (misurata ecograficamente) e di conseguenza uova residue nelle ovaie; i follicoli contengono i precursori delle uova che maturando possono essere fecondate e dare origine all’embrione.

Gli ovociti: un numero fisso e non riproducibile

E’ ben noto che gli ovociti vengono acquisiti in un numero fisso per ciascuna donna in epoca fetale, quindi prima della nascita.

Il numero di ovociti in epoca fetale è ritenuto il massimo numero disponibile destinato a ridursi progressivamente nel corso della vita. Ogni donna riceve un numero ben definito di ovociti, già prima di nascere: durante il periodo della vita fetale e dopo la nascita la maggior parte degli ovociti degenera.

Infatti, già alla nascita un gran numero di ovociti è stato perso (si passa da 7 milioni nella vita fetale a 2,5 milioni alla nascita), e al primo ciclo (menarca) il numero di ovociti residui è circa 250mila.

Dall’età di 31 anni questo numero si riduce a velocità accelerata, e dunque la fertilità di una donna si riduce significativamente dopo i 31 anni, anche per l'”invecchiamento” degli ovociti che riducono progressivamente la loro qualità genetico-cromosomica.

Per alcune donne il patrimonio ovocitario può essere eccessivo (ovaio policistico), per altre “normale”, per altre insufficiente (ridotta riserva ovarica), per altre molto insufficiente e portare a un prematuro esaurimento ovarico.

Tale patrimonio è appunto la riserva ovarica.

Quando la riserva ovarica si riduce

Mediamente, in una donna sopra i 40 anni, la riserva ovarica è già ridotta; inoltre si osserva una ridotta qualità biologica degli ovociti.

I test di riserva ovarica

Molti test sono stati proposti per valutare in ciascuna donna la riserva ovarica, ma nessuno è sufficientemente accurato per essere totalmente affidabile.

Il test più usato nel passato è stato il dosaggio dell’FSH al 3° giorno del ciclo mestruale: si è osservato che, superata una certa soglia di FSH (10-12) la percentuale di gravidanze evolutive ottenute con la fecondazione assistita si riduce.

Attualmente l’FSH viene ancora diffusamente utilizzato, ma gli si affianca, per aumentarne la affidabilità, il dosaggio di estradiolo sempre al 3° giorno del ciclo mestruale e soprattutto la conta ecografica dei follicoli ovarici (follicoli antrali), resa possibile dal perfezionamento dei macchinari ecografici (conta dei follicoli antrali).

Una ulteriore buona valutazione della riserva ovarica si ottiene con il dosaggio dell’ormone antimulleriano (AMH).