Nella tecniche di fecondazione assistita, che sia FIVET o ICSI, il momento finale della procedura è il trasferimento di embrioni. Hai sentito parlare di due modalità di trasferimento degli embrioni: transfer embrionale a blastocisti cioè al giorno 5° o 6° di sviluppo embrionale, o più precocemente,  allo stadio di embrioni al giorno 2°-3°. Non sai però esattamente che cos’è il transfer a blastocisti e quando conviene farlo?

La materia è un po’ complessa, ma cercherò di spiegare in modo semplice le differenze tra un transfer a blastocisti o allo stadio del 2°-3° giorno, come faccio in studio quando visito i miei pazienti. Leggendo questo semplice articolo, capirai cos’è il transfer a blastocisti e se ti conviene richiederlo per aumentare il successo del tuo ciclo di fecondazione assistita.
Per comprendere se ti conviene effettuare il transfer embrionale a blastocisti o prima, sono fondamentali 2 semplici concetti, vediamoli insieme.

blastocisti

BLASTOCISTI UMANA. 1. blastocele, cavità piena di liquido 2. trofectoderma, dà origine alla placenta 3. zona pellucida, protegge l’embrione 4. massa cellulare interna, dà origine al bambino

Che cos’è la blastocisti


La blastocisti umana è l’embrione che raggiunge 5-6 giorni di sviluppo. È formata da:

  1. una cavità interna detta blastocele ripiena di liquido per cui i vecchi anatomisti consideravano l’embrione umano simile a una “cisti” da cui il nome di blastocisti
  2. uno strato esterno detto trofoectoderma che darà origine alla placenta e le altre strutture che supportano la gravidanza
  3. la zona pellucida che protegge l’embrione finchè esso ne sguscerà fuori per l’impianto nell’utero
  4. un ammasso cellulare detto massa cellulare interna da cui originerà il bambino vero e proprio

Perché la blastocisti: il primo concetto


  • durante la sua crescita nel corpo della donna, l’embrione rimane per circa 5 giorni all’interno della tuba di Falloppio fino allo stadio di blastocisti, quando l’embrione arriva all’interno dell’utero, per l’impianto
  • non tutti gli embrioni riescono ad arrivare allo stadio di blastocisti e moriranno all’interno della tuba senza procedere per problemi:
    • genetici
    • cromosomici
    • biologici
  • solo se l’embrione riesce a superare una serie di fasi di sopravvivenza, può giungere nell’utero e impiantare
  • se non ci riesce, è come se fosse un aborto tubarico precocissimo
  • purtroppo, il meccanismo di selezione, che consente alla natura di ridurre al minimo il tasso di malformazione o aborto, è talmente forte che in qualche caso si sbaglia e anche embrioni normali non riescono a raggiungere l’utero
  • gli embrioni che si sviluppano fino allo stadio critico di blastocisti hanno maggiori probabilità di impianto e di gravidanza evolutiva
  • il trasferimento embrionale a blastocisti ha lo scopo di replicare, in laboratorio, il fenomeno naturale e di generare embrioni più forti, con maggiore possibilità di successo

Presso il nostro Centro circa la metà degli embrioni diventano blastocisti, e queste sono più forti, e di conseguenza hanno un maggior tasso di impianto se paragonati agli embrioni al giorno 2-3.

Grazie a questa maggiore potenzialità, noi trasferiamo in genere non più di 2 blastocisti, ma più spesso una sola, ottenendo:

  • ottimi tassi di gravidanza
  • un basso tasso di gemellarità

Perché la blastocisti: il secondo concetto


  • per fare correttamente la coltura a blastocisti, il laboratorio deve essere impeccabile
  • se il laboratorio non possiede la dovuta tecnologia, meglio sarà per te trasferire al giorno 3, anzi meglio addirittura al giorno 2: gli embrioni potrebbero non farcela ad arrivare al giorno 5 non per loro incapacità, ma per incapacità del laboratorio a sostenere la crescita fino a blastocisti
  • i centri di fecondazione a bassa tecnologia per questa ragione trasferiscono gli embrioni più volentieri al giorno 2-3 di sviluppo
  • molti utilizzano la metodica del transfer selettivo di blastocisti, che vuol dire arrivare a blastocisti solo se al giorno 3 tu avrai molti embrioni di ottima forma (tipo 1 o tipo A). Ma è corretto questo approccio? Secondo noi no !!!
  • noi pensiamo invece che proprio nei casi in cui hai pochi embrioni al giorno 3 occorre verificare se questi sono in grado di raggiungere lo stadio di blastocisti. E soprattutto se sono brutti !! Trasferire un brutto embrione (tipo C o tipo 3 per esempio) al giorno 3 esiterà quasi sempre in test di gravidanza negativo, ma se il tuo cattivo embrione raggiungerà la blastocisti, avrai più possibilità di successo

Transfer a blastocisti: i fatti


  1. molti embrioni (almeno il 50% in ottimi laboratori) possono crescere tranquillamente fino al giorno 5-6 di sviluppo, consentendo in molti casi il trasferimento embrionale a blastocisti
  2. il miglioramento delle condizioni di coltura ha aumentato notevolmente il numero di blastocisti disponibili per il congelamento che nel caso della blastocisti ha tassi di sopravvivenza molto vicini al 100%
  3. il transfer di blastocisti congelate consente tassi di successo in termini di gravidanza maggiori rispetto al transfer embrioni “a fresco”
  4. è bene sfatare un mito assolutamente falso: l’utero non è il “migliore incubatore” !! Di sicuro però l’utero è meglio di molti laboratori scadenti !!! In realtà embrioni al giorno 2-3, nella fecondazione umana, non arrivano nell’utero, ma si trovano nella tuba di Falloppio:
    1. che ha al suo interno un mezzo di coltura completamente diverso da quello presente nell’utero
    2. ha una concentrazione di ossigeno diversa
    3. addirittura temperature diverse rispetto all’utero !!
  5. il trasferimento a blastocisti è un mezzo di selezione degli embrioni a maggior potenziale di impianto, in modo del tutto simile a quello che avviene nella fecondazione naturale
  6. il trasferimento embrionale a blastocisti viene effettuato quando le contrazioni uterine, che riducono l’impianto embrionario, si sono ridotte fino quasi ad annullarsi
  7. il tasso di nati vivi è migliore trasferendo embrioni blastocisti rispetto a embrioni ad uno stadio di sviluppo precedente

Cosa facciamo in Donnamed


  • proponiamo il trasferimento embrionale a blastocisti “elettivamente” e non “selettivamente”. Riteniamo cioè utile e vantaggioso applicare questa tecnica:
    • anche nei pazienti che hanno pochi embrioni al giorno 3
    • non necessariamente soltanto ed esclusivamente quando hanno 6-7 embrioni al giorno 3 di ottima qualità morfologica
    • riteniamo che proprio nei casi a peggiore prognosi sia il caso di verificare se è possibile effettuare il trasferimento embrionale a blastocisti, cioè se gli embrioni sono in grado di auto-selezionarsi
  • applichiamo:
    • i migliori protocolli e la migliore filosofia per la coltura della blastocisti
    • le stimolazioni ovariche più idonee ad ottenere il maggior numero e la migliore qualità di ovociti con ampia personalizzazione del trattamento
    • stiamo molto attenti al monitoraggio ecografico della ovulazione, che viene gestita sempre da me personalmente, come ogni altro step del processo (prelievo ovocitario, transfer embrionale)
    • se indicato applichiamo la metodica dello screening genetico pre-impianto (PGS) per selezionare nel migliore dei modi la migliore blastocisti anche sul piano genetico
    • in donne giovani, trasferiamo generalmente una singola blastocisti e comunque ne discutiamo con la coppia, per ridurre al minimo il tasso di gravidanze multiple
    • in donne di maggiore età con discreta riserva ovarica, proponiamo lo screening genetico pre-impianto (PGS) per verificare, prima del trasferimento embrionale a blastocisti, la natura genetica degli embrioni da trasferire in modo da aumentare, in caso di ritrovamento di almeno un embrione sano, il tasso di gravidanza e riducendo al minimo il tasso di aborto

I risultati del trasferimento embrionale a blastocisti


  1. il tasso di nati vivi per coppia è aumentato rispetto al transfer di embrioni al giorno 2-3 (per tasso di nati vivi si intende la percentuale dei nati vivi rispetto al numero di cicli di FIVET o ICSI e corrisponde al tasso di gravidanza da cui si sottraggono gli aborti e i nati morti)
  2. la percentuale di gravidanza clinica per coppia è aumentato rispetto al transfer di embrioni al giorno 2-3 (per tasso gravidanza clinica si intende la percentuale delle gravidanze con battito fetale rispetto al numero di cicli di FIVET o ICSI)
  3. l’impianto embrionale è aumentato rispetto al transfer di embrioni al giorno 2-3 (per tasso di impianto si intende la percentuale di embrioni che danno origine ad una camera gestazionale rispetto al numero di embrioni trasferiti in utero-ad esempio quando trasferisco 2 embrioni e uno solo dà origine ad una camera gestazionale, il tasso di impianto è del 50% cioè uno su 2-
  4. il numero di gravidanze evolutive è aumentato rispetto al transfer di embrioni al giorno 2-3
  5. il rischio di gravidanza gemellare è diminuito rispetto al transfer di embrioni al giorno 2-3 perchè in molti casi si possono trasferire meno embrioni blastocisti rispetto al numero di embrioni al giorno 2-3 che occorre trasferire per mantenere lo stesso tasso di gravidanza
  6. il tasso di aborto del primo trimestre è diminuito rispetto al transfer di embrioni al giorno 2-3

Approfondimenti


Plachot M. The Blastocyst. Hum Reprod 2000;15:49-58

Veeck L. An atlas of human blastocysts. 2003

Blake DA, Farquhar CM, Johnson N, Proctor M. Cleavage stage versus blastocyst stage embryo transfer in assisted conception. Cochrane Database Syst Rev. 2007 Oct 17;(4):CD002118.