Molto spesso, sintomi da papilloma virus non ce ne sono. In alcuni casi, i sintomi del papilloma virus vengono confusi con le manifestazioni cliniche che non sono sintomatiche, cioè non provocano fastidi al paziente. Le verruche genitali per esempio non sono propriamente sintomi del papilloma virus, ma lesioni da papilloma virus. Possono tuttavia in qualche caso provocare fastidio, prurito o disagio.

I tipi virali di papilloma virus che provocano il cancro nelle zone genitali sono diversi. Essi però si manifestano con modificazioni senza sintomi a carico delle mucose genitali (tipicamente del collo uterino). Queste modificazioni sono spesso visibili solo in colposcopia.

Papilloma virus

SINTOMI DEL PAPILLOMA VIRUS. Sono spesso assenti. Il papilloma virus infatti colpisce gli organi genitali, soprattutto il collo uterino come mostrato in figura, senza dare alcun disturbo.

I sintomi del papilloma virus


Si conoscono 120 tipi virali di papilloma virus umano.

Si distinguono pertanto tipi virali differenti, a seconda del potere di provocare tumori genitali femminili e maschili. Tra questi ci sono virus del papilloma:

  • a basso rischio: esempio 6 e 11 (responsabili dei condilomi floridi, lesioni benigne che possono localizzarsi a livello della cute del perineo e delle mucose della vagina o dell’utero)
  • a medio rischio: esempio 26, 53, 66
  • ad alto rischio: esempio 16, 18, 31, 33, 39, 45, 51, 52, 56, 58, 68, 73, 82. Questi sono propriamente virus oncogeni, causa del carcinoma genitale nella donna e nell’uomo

L’infezione da papilloma virus umano è molto frequente soprattutto nelle persone giovani.

    • si calcola che circa l’80% della popolazione sessualmente attiva la contragga almeno una volta nel corso della vita
    • meno dell’1% delle donne infettate con un tipo di papilloma virus oncogeno (a medio ed alto rischio) sviluppa lesioni pre-tumorali e tumorali
    • lo sviluppo di un tumore è un processo lento e, contrariamente a quanto in genere si pensa, non tutti i passaggi sono necessariamente irreversibili. Questo è particolarmente vero per lo sviluppo del carcinoma della cervice, in cui la scomparsa delle lesioni è più frequente
    • in circa la metà dei casi, l’infezione da papilloma virus regredisce spontaneamente nell’arco di un anno e nell’80% dei casi in due anni
    • in questo periodo può provocare delle caratteristiche anomalie cellulari a livello dell’epitelio esfoliato dal collo dell’utero. Queste lesioni corrispondono generalmente alle L-SIL (displasia lieve o CIN 1)

La persistenza del papilloma virus


I virus responsabili delle infezioni genitali hanno un differente potere di provocare tumori.

Lo sviluppo dei tumori non è un sintomo di papilloma virus, ma una conseguenza possibile, per fortuna rara, della sua persistenza. Solo una minoranza delle donne sviluppa un’ infezione persistente e solo le donne con un’infezione persistente possono, in casi ancora più rari, sviluppare lesioni precancerose dell’epitelio cervicale, le CIN (dette anche SIL o displasie).

Le lesioni con un rischio apprezzabile di progressione sono quelle definite di alto grado e sono individuate con le H-SIL (displasia severa o CIN 2-CIN 3).

  • le ragioni di questa progressione sono ancora poco chiare: essa è comunque estremamente rara sotto i 30 anni di età. Maggiore è il grado di displasia (da CIN 1 a CIN 3), maggiore è la probabilità di progressione a carcinoma invasivo. La progressione è comunque l’evenienza più rara, mentre prevalgono la regressione o, meno frequentemente, la persistenza
  • si stima infatti che la regressione di CIN 3-carcinoma in situ (CIS) avvenga in circa il 30% dei casi sopra i 50 anni e fino al 70% dei casi nelle donne più giovani
  • per le CIN 2 e le CIN 1 è stimato che la regressione avvenga entro 5 anni nella maggior parte dei casi. Il problema è che al momento attuale non siamo ancora in grado di capire quali lesioni regrediscano e quali no, e quindi si devono sottoporre a trattamento tutte le lesioni CIN2 o più gravi
  • un altro concetto essenziale sono i tempi molto lunghi necessari per la progressione, stimati dai 4 ai 7 anni da displasia lieve a carcinoma in situ e in almeno 10 anni da CIS a carcinoma invasivo. Tali tempi consentono l’identificazione delle lesioni precancerose alle donne che partecipano regolarmente ai programmi di screening tipo pap test
  • la probabilità di progressione e la velocità dipendono strettamente dal tipo di virus:
    • il tipo 16 è quello a maggiore probabilità di progressione e velocità nella trasformazione neoplastica
    • anche il tipo 18 sembra avere una maggiore probabilità di progressione rispetto agli altri tipi ad alto rischio, ma minore del 16.

Approfondimenti


Virus del papilloma umano

Linee guida Società Italiana di Colposcopia e Patologia Cervico-Vaginale