La preservazione della fertilità è il sogno di molte coppie. Consente di bloccare le uova allo stadio in cui sono state congelate. Se congelasse le proprie uova da giovane con un ottimo protocollo di preservazione della fertilità, la donna avrebbe una riserva e una qualità genetica di ovociti ottimali per molti anni, forse indefinitamente.

Ciò permetterebbe alle donne in età fertile di posticipare la loro maternità quando è più comodo per ragioni lavorative o personali, o anche nel caso debbano preservare la fertilità a causa di trattamenti farmacologici che distruggono le uova, come le chemioterapie. La preservazione della fertilità per chemioterapia è una delle principali applicazioni della metodica.

Come si fa concretamente la preservazione della fertilità? Consiste nel congelare “in banca” (a 200 gradi sotto zero circa) i propri gameti. E’ un procedimento efficace. Perchè dovrebbe interessarti? Non basta fare più in là la fecondazione assistita come fanno le cantanti, le attrici? Vediamo di capirci qualcosa circa il razionale e la possibilità effettiva di preservare la fertilità femminile.

 

Congelamento ovuli

PRESERVAZIONE DELLA FERTILITA’ NELLA DONNA. Dopo il prelievo degli ovuli, si aggiungono alle uova sostanze che le proteggono durante il congelamento. Quindi le uova vengono rapidamente immerse in azoto liquido a quasi -200°C per la vitrificazione, che le rende simili al vetro e le protegge per anni, forse indefinitamente, dalla degenerazione.

Perchè fare la preservazione della fertilità


Secondo uno studio condotto su 1049 donne di nazionalità belga di età compresa tra i 21 ed i 40 anni:

  • il 3,1% delle donne certamente pensa di poter congelare i propri ovuli
  • il 31,5% potrebbe considerare l’idea
  • il 51,8% non prenderebbe in considerazione la procedura
  • il 16,7% non ha un’idea in merito alla procedura

La maggior parte delle donne che hanno risposto al questionario sottolineano che si affiderebbero alla procedura di preservazione della fertilità esclusivamente se questa non intaccasse la loro fertilità naturale e se non provocasse alcun danno alla salute del futuro bambino.

La procedura della preservazione della fertilità non influenza negativamente nè la fertilità naturale nè la salute del bambino generato con le uova congelate anche anni prima.

Il razionale di preservare la propria fertilità mediante il congelamento degli ovuli poggia su diversi fattori, tra cui i seguenti:

  • rimanere incinta dipende sostanzialmente dalla buona qualità genetico-cromosomica dell’embrione
  • la qualità genetica dell’embrione dipende dalla qualità genetica delle uova per l’80%, mentre dipende per il 20% dalla qualità del seme
  • la qualità genetica delle uova dipende dall’età cronologica della donna
  • le uova con il tempo riducono:
    • il loro numero
    • la loro qualità genetico-cromosomica
  • se si usano le uova congelate quando si avevano ad esempio 30 anni, anche all’età di 50 anni si potrà avere un bambino con le proprie uova con la fecondazione assistita
  • il successo della fecondazione assistita dipende dall’età degli ovociti, non dall’età della donna che porta avanti la propria gravidanza

Congelare i propri ovociti quando si è giovani consente di mantenerli intatti per anni e di assicurarsi un futuro riproduttivo, indipendentemente dal passare degli anni. Aver congelato anni prima le proprie uova evita di dover ricorrere nel futuro alla fecondazione eterologa (ovodonazione).

  • la preservazione della fertilità consiste quindi nel congelamento dei propri ovuli quando si è giovani o non si ha ancora una prospettiva di gravidanza per ragioni personali.  E’ più precisamente il congelamento e custodia delle uova nella banca del freddo per anni
  • consente di bloccare la fertilità femminile al giorno in cui sono state congelate le uova
  • le recenti tecniche di congelamento ultra-rapido degli ovociti (vitrificazione o vetrificazione) consentono di ottenere tassi di successo di gravidanza del tutto paragonabili a quelli ottenuti con le uova fresche
  • congelando i tuoi ovuli, manterrai intatto il tuo potenziale riproduttivo, e potrai accedere alle moderne tecniche di fecondazione assistita avendo un figlio geneticamente tuo
  • l’alternativa sarebbe soltanto la fecondazione eterologa dopo qualche anno una volta esaurito il tuo patrimonio di ovuli

Quando è indicata la preservazione della fertilità


La preservazione della fertilità femminile (congelamento ovuli) è indicata in diversi casi:

  • casi oncologici
    • nelle bambine al di sotto di 15 anni i tumori dell’infanzia, prevalentemente leucemia, linfomi e forme craniospinali comportano cure che possono causare danni all’ovaio da chemioterapia e radioterapia
    • nelle donne adulte, se si devono sottoporre a trattamenti farmacologici che distruggono gli ovociti (chemio o radioterapia)
  • casi non oncologici
    • malattie richiedenti trapianto di midollo osseo (talassemia, anemia aplastica, etc.)
    • malattie autoimmuni richiedenti chemioterapia (sclerosi multipla, artrite reumatoide, etc.)
    • patologie ovariche (cisti ovariche e torsione ovarica)
    • malattie endocrine o genetiche (es. sindrome di Turner) che portano ad esaurimento della riserva ovarica col tempo
    • ripetute chirurgie a livello ovarico
  • preservazione della fertilità per motivi sociali. Molte sono le donne che infatti procrastinano la prima gravidanza per motivi socio-economici, rischiando molto da un punto di vista riproduttivo vista la riduzione della fertilità femminile già a partire dai 31 anni
    • la preservazione della fertilità a scopo sociale permette alle donne di occuparsi della propria carriera e alla coppia di aspettare una maggiore stabilità economica
    • in altri casi la donna, pur essendo sana, non ha una imminente prospettiva di gravidanza (per esempio mancanza di un partner)

Come si fa la preservazione della fertilità


Gli step preliminari per accedere ad un ciclo per preservare la fertilità sono gli stessi indicati per la fecondazione assistita.

Successivamente al prelievo ovocitario (pick up), la metodica prevede:

  • conteggio e analisi degli ovuli prelevati
  • congelamento delle uova mediante la tecnica della vitrificazione ovocitaria

La cellula ovo (ovocita o uovo) è molto complessa da congelare. Ciò soprattutto a causa della sua grandezza che arriva a 1-2 millimetri di diametro, rendendola visibile anche a occhio nudo. Le dimensioni dell’ovocita hanno creato fino a pochi anni fa enormi problemi nel congelamento degli ovuli:

  • per anni il congelamento dell’ovocita è stato insoddisfacente, perchè il congelamento lento e la dimensione dell’ovocita determinano la formazione di cristalli di ghiaccio che rovinano la struttura interna dell’uovo
  • da qualche anno si è resa disponibile la ”’vitrificazione” o “vetrificazione“
  • questa metodica basa il suo principio sul fatto che, essendo il congelamento rapidissimo, l’acqua non fa in tempo a formare cristalli di ghiaccio che danneggerebbero le strutture cellulari
  • l’ovocita assume l’aspetto del vetro, e le strutture interne rimangono pressocchè inalterate

Una volta congelate le uova, si osserva che:

  • la sopravvivenza dell’ovocita è molto alta, con l’uso di opportuni aggiustamenti tecnici e soprattutto con l’esperienza del Centro, e può essere dell’ordine del 75-90%
  • il tasso di fertilizzazione degli ovuli congelati può arrivare al 75-90% e lo sviluppo embrionale fino allo stadio di blastocisti è del 50%

Tecniche per preservare la fertilità


Sono praticate per la conservazione di ovociti utilizzabili in caso di problemi di fertilità.

Tra queste abbiamo:

  • congelamento degli ovociti: consiste nel recupero di ovociti dalle ovaie e nella crioconservazione attraverso appositi agenti. Essa può essere effettuata in alcune pazienti anche se in quelle troppo giovani, quindi sessualmente immature, c’è difficoltà nel recupero degli ovociti
  • trasposizione ovarica può essere utilizzata nel caso in cui i trattamenti di chemio o radioterapia vadano ad interessare la zona delle ovaie. Si possono presentare due situazioni in cui è utile lo spostamento momentaneo delle ovaie in un’altra collocazione:
    • irradiazioni cranio-spinali in cui le ovaie vengono fissate lateralmente il più lontano possibile dalla spina dorsale mantenendo i contatti con le tube e l’utero
    • irradiazioni pelviche in cui invece le ovaie vengono spostate fuori dalla pelvi, in alto, a livello della parete addominale anteriore
  • crioconservazione della corteccia ovarica: questa procedura è in atto già da dieci anni e consiste nel prelievo di strisce di corteccia ovarica; essa ha consentito la nascita di almeno 10 bambini ed è da considerarsi la miglior tecnica per preservare la fertilità in ragazze in età prepuberale

Rischi del ciclo per preservare la fertilità


  • la procedura per preservare la fertilità con congelamento delle uova non determina alcuna conseguenza negativa sia sulla fertilità naturale che sulla salute del bambino
  • il rischio è minimo ed è legato al piccolo intervento per prelevare gli ovuli, che in genere viene effettuato in anestesia locale o in sedazione breve
  • se si utilizzano tecniche di trasposizione ovarica o congelamento della corteccia ovarica, il rischio è legato all’intervento di laparoscopia da effettuare in anestesia generale
    • la chirurgia laparoscopica può portare complicazioni legate all’anestesia soprattutto nei pazienti in età pediatrica, diminuendo, a partire dai 3 anni, nel corso del tempo. Un fattore determinante è lo stato di salute del bambino al momento della procedura

Preservare la fertilità nel maschio


Alcuni maschi con diagnosi tumorale possono avere problemi di fertilità già prima del trattamento anti-tumorale per alterazioni ormonali, danni gonadici o cambiamenti anatomici provocati dal tumore stesso.

  • la radioterapia aggredisce fortemente la spermatogenesi a tutte le età, in maniera dose-dipendente
  • le cellule del Leydig (responsabili della produzione di testosterone) sono più resistenti
  • dopo esposizione dell’intero corpo a radiazioni un recupero della spermatogenesi è osservabile dopo:
    • 9-18 mesi per dosi di 1 Gy
    • 30 mesi per dosi di 2-3 Gy
    • 5 anni o più per dosi > 4 Gy
  • la radioterapia aumenta il numero di anomalie cromosomiche nel liquido seminale
  • la chemioterapia danneggia fortemente la spermatogenesi agendo particolarmente sulle cellule staminali e sugli spermatogoni
  • anche i ragazzi in età prepuberale sono molto vulnerabili: circa 1 su 3 risulta azoospermico dopo terapia e 1 su 5 oligozoospermico

Le tecniche per preservare la fertilità nel maschio sono due:

  • crioconservazione degli spermatozoi: la metodica è semplice, non invasiva e offre ottimi risultati in termini di ottenimento della gravidanza anche a distanza di molti anni dal congelamento. Non è attuabile nei pazienti prepuberali
  • crioconservazione del tessuto testicolare: metodica da considerare ancora sperimentale. È tuttavia l’unica opzione nei pazienti prepuberali