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Congelamento ovocitario

La tecnica della vitrificazione ovocitaria

La cellula ovo (ovocita o uovo) è molto complessa da congelare. Ciò soprattutto a causa della sua grandezza che arriva a 1-2 millimetri di diametro, rendendola visibile anche a occhio nudo.

Per anni il congelamento dell’ovocita è stato insoddisfacente, perchè il congelamento lento determina la formazione di cristalli di ghiaccio che rovinano la struttura interna dell’uovo.

Da qualche anno si è  resa disponibile la ”’vitrificazione” o “vetrificazione“. Questa metodica basa il suo principio sul fatto che, essendo il congelamento rapidissimo, l’acqua non fa in tempo a formare cristalli di ghiaccio che danneggerebbero le strutture cellulari. La cellula o l’embrione vitrificati assumono l’aspetto del vetro, e le strutture interne rimangono pressocchè inalterate.

La sopravvivenza dell’ovocita è molto alta, con l’uso di opportuni aggiustamenti tecnici e soprattutto con l’esperienza del Centro, e può essere dell’ordine del 75-90%.

Il tasso di fertilizzazione degli ovuli congelati può arrivare al 75-90% e lo sviluppo embrionale fino allo stadio di blastocisti è del 50%.

La letteratura scientifica si divide in relazione all’efficacia della metodica, ma stato suggerito che la vitrificazione possa essere meno traumatica per l’ovulo (ovocita) rispetto al congelamento “lento”.

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