Un’interessante studio pubblicato sulla rivista internazionale Fertility and Sterility analizza proprio questa variabilità osservando 136 campioni di liquido seminale di un donatore raccolti in un periodo di 4 anni.

Lo studio

Quello che emerge da tale indagine è una ampia variabilità della concentrazione degli spermatozoi (da un massimo di 504.000.000 per ml ad un minimo di 43.000.000 per ml) come anche una grande differenza nella motilità degli spermatozoi (da un massimo di 97% di spermatozoi mobili ad un minimo di 26%).

Lo studio, inoltre, calcola il coefficiente di variazione intra-personale differenziando i soggetti infertili (74) dai donatori (65).

I risultati mostrano che i soggetti infertili hanno variazioni intra-personali delle caratteristiche del liquido seminale (numero, volume, motilità e velocità) più marcate rispetto ai donatori. Questa grande differenza che viene osservata impone la necessità di ripetere lo spermiogramma almeno tre volte prima di poter dare una definizione corretta di infertilità.

Lo studio conclude le proprie indagini sottolineando che i giorni di astinenza osservati prima della raccolta del liquido seminale non sembrano influenzare il coefficiente di variazione intra-personale.

I dati presentati in questo lavoro sottolineano la necessità di ricercare metodologie di analisi del liquido seminale sempre più oggettive e automatizzate, al fine di ridurre al minimo almeno la variabilità intrinseca della tecnica di indagine.

Bibliografia

Brooks A. Keel. Within- and between-subject variation in semen parameters in infertile men and normal semen donors. Fertil and Steril 2006;85:128-134