Lo Studio Medico diagnostica e cura le patologie andrologiche e sessuologiche maschili e femminili.

  • Prime visite ed esami diagnostici
  • Esami urodinamici
  • Diagnosi e cure delle patologie prostatiche
  • Disfunzione erettile o impotenza
  • Disfunzioni sessuali maschili e femminili
  • Induratio penis plastica
  • Incontinenza urinaria e prolassi vescicali

 

Si tratta di esami andrologici  privati non convenzionati con il sistema sanitario nazionale.

Liquido seminale

Il metodo di raccolta mediante masturbazione è l’unico che consenta una corretta valutazione del liquido seminale.

  • La raccolta deve essere effettuata dopo 3-5 giorni di astinenza.
  • non bere bevande alcoliche
  • non mangiare cibi piccanti
  • evitare attività fisica stressante
  • Raccogliere tutto lo sperma in un contenitore di plastica sterile, annotare l’ora esatta della raccolta.
  • Il materiale va consegnato entro e non oltre 20 minuti dalla raccolta.
  • Poiché nello stesso soggetto si possono verificare sensibili variazioni di alcuni parametri dell’esame stesso, in conformità alle indicazioni del WHO (Organizzazione mondiale della Sanità), può essere opportuno ripetere l’esame non prima di 7 giorni e non oltre i 3 mesi.

Ecografia renale

È una metodica non invasiva e di prima istanza nello studio dell’apparato urinario.
E’ indicato nei pazienti con storia di infezioni ricorrenti, macroematuria, calcoli nelle vie urinarie, insufficienza renale, coliche renali e disturbi minzionali importanti.
Tramite l’ecografia si misurano le dimensioni dei reni, si studia la posizione e la morfologia, lo spessore parenchimale e il rapporto cortico-midollare.
E’ particolarmente utile nello studio della dilatazione delle vie escretrici, nella diagnosi di calcoli, cisti e masse solidi.

Lo studio si avvale di Strutture esterne per l’esecuzione di questo esame

Ecografia vescicale

Si utilizza per valutare le pareti della vescica, lo spessore, la presenza di neoformazioni, diverticoli, calcolosi vescicale e la valutazione del residuo post-minzionale. Mediante scansioni trasversali e longitudinali è possibile evidenziare l’aumento dello spessore delle pareti vescicali, che è indice di ostruzione cervico-uretrale, la cosiddetta “vescica da sforzo”). Con l’accesso sovra-pubico si valuta la prostata, le dimensioni e la presenza del terzo lobo aggettante in vescica.
Per una corretta valutazione ecografica la vescica deve essere normodistesa. Si possono esplorare gli ureteri nel tratto iuxtavescicale e si può seguire il paziente durante la terapia espulsiva per il calcolo che può indovarsi nell’ostio ureterale. L’accuratezza diagnostica è strettamente correlata alla capacità ed esperienza dell’operatore e alle caratteristiche dell’apparecchio.

Lo studio si avvale di Strutture esterne per l’esecuzione di questo esame

Ecografia prostatica trans rettale

Consiste nell’introduzione di una sonda endorettale per visualizzare la prostata. Valuta i diametri prostatici e calcola il volume ed il peso della prostata e dell’adenoma prostatico. Risulta utile in quei casi in cui è programmato un intervento chirurgico e determina la scelta del tipo di intervento. Per prostate piccole si indica l’intervento endoscopico. L’intervento chirurgico con accesso addominale è riservato alle prostate che superano i 100 grammi.
Vengono acquisiti dettagli anatomici ad altissima risoluzione. La presenza di impronta prostatica o di un lobo prostatico medio o di un calcolo vescicale potrebbero spiegare i disturbi ostruttivi e giustificare il reperto di un importante residuo post-minzionale o il quadro di vescica da sforzo, indici quasi inequivocabili di un quadro ostruttivo. Durante l’esecuzione dell’esame si ricercano sempre, soprattutto nel contesto della zona periferica, aree ipoecogene nodulari che sono possono suggerire la presenza di una neoplasia maligna della prostata e che indicano un approfondimento diagnostico mediante la biopsia ecoguidata.

Lo studio si avvale di Strutture esterne per l’esecuzione di questo esame

Agobiopsia prostatica eco-guidata

La biopsia prostatica è una procedura ambulatoriale e non necessita di ricovero.
Il paziente viene preparato con un clistere evacuativo e con la somministrazione di una profilassi antibiotica. Dopo l’applicazione di una anestesia locale, si eseguono prelievi bioptici random. In caso di alterazioni ecograficamente sospette si possono inoltre eseguire prelievi bioptici mirati.
In alcuni pazienti selezionati, per via della presenza di una soglia del dolore particolarmente bassa o per la presenza di gravi patologie cardiovascolari, il paziente può venire sedato ed eseguire la biopsia prostatica in regime di ricovero e/o Day Surgery.

Lo studio si avvale di Strutture esterne per l’esecuzione di questo esame

Ecografia scrotale

L’indagine richiede una apparecchiatura ecografica di moderna concezione, dotata di sonda lineare e possibilità di osservare sotto forma di immagini colorate i flussi sanguigni, sfruttando il fenomeno fisico detto “effetto Doppler”. L’esame prevede la valutazione degli involucri scrotali, dei testicoli, degli epididimi, dei dotti deferenti e della vascolarizzazione testicolare. Valuta le dimensioni dei testicoli, l’omogeneità, la presenza di cisti dell’epididimo, il grado di varicocele e la presenza di idrocele. E’ importante insegnare la prevenzione oncologica eseguendo l’autopalpazione. Qualora il paziente avvertisse la presenza di noduli, di gonfiore o qualsiasi cambiamento si deve rivolgere all’urologo e si deve sottoporre ad un controllo ecografico.
L’indagine è importante anche nella valutazione dell’infertilità maschile dandoci informazioni importanti su patologie “dormienti” che il paziente non si accorgeva di avere, ma che possono influire negativamente col tempo sulla sua infertilità.

Ecocolordoppler scrotale e dei vasi spermatici

L’ecocolordoppler scrotale rappresenta la tecnica diagnostica strumentale principale per lo studio delle strutture vascolari scrotali. L’indagine richiede una apparecchiatura da ecografia di moderna concezione, dotata di sonda lineare e possibilità di osservare sotto forma di immagini colorate i flussi sanguigni, sfruttando il fenomeno fisico detto “effetto Doppler”. L’ecografia scrotale è eseguita in due fasi: la prima con il paziente in posizione supina a cui viene chiesto di mantenere il pene appoggiato alla regione sovrapubica e la seconda in ortostatismo per meglio valutare la presenza di eventuali reflussi lungo il plesso pampiniforme, mal posizioni testicolari o l’entità di eventuali raccolte liquide. L’esame prevede inoltre la valutazione degli involucri scrotali, dei testicoli, degli epididimi e dei dotti deferenti e della vascolarizzazione testicolare. L’ecocolordoppler dei vasi spermatici rappresenta la tecnica di imaging principale per lo studio del varicocele. Lo studio viene effettuato dapprima in clinostatismo e successivamente in ortostatismo. La valutazione B-Mode ci permette di rilevare la presenza di vasi venosi ectasici (diametro > 3mm) lungo il canale inguinale o all’interno della sacca scrotale, mentre l’indagine ecocolordoppler (ECD) ci dà informazioni sulla presenza o meno di un reflusso e se quest’ultimo è presente in condizioni basali e/o dopo aumento della pressione endoaddominale (manovra di Valsalva). La classificazione del varicocele è clinica ed ecografica.

Ecocolordoppler penieno

L’esame si effettua preferibilmente in assenza di stimolo farmacologico (cioè senza iniezione) in condizioni basali. Lo stimolo farmacologico è raramente necessario per diagnosticare una disfunzione peniena vascolare.

L’eco-color Doppler penieno è l’indagine di prima istanza nello studio della patologia peniena di origine vascolare. L’esame si esegue con il paziente in posizione supina mediante scansioni longitudinali e trasversali sulla faccia ventrale. Dopo un preliminare studio in condizioni di flaccidità si procede alla farmacostimolazione ottenuta iniettando in un corpo cavernoso 10-20 microgrammi di prostaglandina E1 (PGE1) e si valuta il paziente in tutte le fasi dell’erezione. Si studia la velocità del picco sistolico, diastolico, l’accelerazione basale, indici di resistenza, la pervietà delle arterie cavernose, il decorso delle arterie elicine e la presenza di placche della tunica albuginea. E’ utile nella valutazione della malattia della Peyronie o l’indurazio penis plastica per indicare quando la malattia si è stabilizzata ed il paziente si può sottoporre ad intervento chirurgico.

Uroflussimetria con valutazione del residuo post-minzionale

L’uroflussometria è un esame funzionale, di facile esecuzione, non invasivo e facilmente ripetibile. Il paziente viene invitato ad urinare in un apposito strumento in grado di registrare la velocità del flusso urinario e il volume vuotato. Si esegue in tutti i pazienti con un sospetto di patologia ostruttiva o di malattia funzionale del basso apparato urinario.
L’uroflussometria permette una valutazione generale funzionale del basso apparato urinario.
Il residuo post-minzionale è la valutazione del volume di urina che rimane in vescica dopo la minzione e viene misurato con l’ecografia. Il flusso massimo viene considerato normale per valori superiori a 14 ml/s. Quando i valori uroflussometrici sono molto ridotti con residuo post-minzionale elevato è utile eseguire un esame urodinamico per fare diagnosi differenzile tra ostruzione e ipocontrattilità.
L’esame non deve eseguirsi quando il paziente ha una cistite perchè la risposta non è attendibile. Per refertare l’esame è necessario che il paziente abbia una minzione di almeno 150 ml di urine. Se la quantità è minore l’esame deve essere ripetuto perchè non sufficiente per una risposta adeguata.

Lo studio si avvale di Strutture esterne per l’esecuzione di questo esame

Esame urodinamico completo

Per l’esecuzione di tale esame, il paziente viene sottoposto all’introduzione di un catetere vescicale e di una sonda rettale, dotate di appositi sensori alle estremità. Con la successiva introduzione di soluzione fisiologica, si valutano sensibilità, capacità, stabilità e compliance della muscolatura vescicale, mediante registrazione delle pressioni intravescicali. La vescica viene riempita tramite il catetere con soluzione fisiologica e si registrano le pressioni in fase di riempimento e in fase di svuotamento quando il paziente urina. E’ indicata in pazienti affetti da patologie funzionali come l’incontinenza urinaria da sforzo, in pazienti affetti da malattie neurologiche o in esiti di lesioni midollari. Permette di fare diagnosi di ostruzione cervico-uretrale, ipocontrattilita’ detrusoriale e quadro di ostruzione ad alto flusso.

Lo studio si avvale di Strutture esterne per l’esecuzione di questo esame

Tampone uretrale

La procedura prevede l’inserimento di un bastoncino cotonato all’interno dell’uretra con la raccolta di materiale biologico.
Il tampone uretrale può essere fatto anche dopo massaggio prostatico.
I campioni prelevati vengono mandati presso il più vicino laboratorio di analisi per la ricerca di agenti patogeni responsabili di infezioni del tratto urinario. La loro identificazione è essenziale al fine di guidare il medico verso una corretta impostazione della terapia antibiotica.

Tampone uretrale femminile

  • Astenersi da rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti precedenti l’esame.
  • Non urinare nelle 3 ore prima dell’esame
  • Interrompere da una settimana qualsiasi terapia antibiotica generale e locale (creme, candelette, ovuli, lavande).
  • Aspettare almeno 3-4 giorni dalla fine delle mestruazioni
  • Non eseguire irrigazioni vaginali nelle 24 ore precedenti l’esame.
  • Dopo il prelievo è consigliabile bere tre o quattro bicchieri di acqua in modo da stimolare la minzione. Il lavaggio dell’uretra con il passaggio di urine diluite elimina l’ eventuale bruciore.

Tampone uretrale maschile

  • Astenersi da rapporti sessuali nelle 24 ore precedenti l’esame
  • Non urinare nelle 3 ore prima dell’esame
  • Interrompere da una settimana qualsiasi terapia antibiotica generale e locale (creme).
  • Dopo il prelievo è consigliabile bere tre o quattro bicchieri d’acqua in modo da stimolare la minzione. Il lavaggio dell’uretra con il passaggio delle urine diluite elimina il residuo eventuale bruciore.

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Dott. Angelo Tocci, Direttore Gruppo Donnamed, Andrologo e sessuologo

 

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