| Sommario: la sindrome da iperstimolazione ovarica severa è la più grave complicanza della fecondazione in vitro ed è strettamente legata all’uso dei farmaci. |
Che cosa è la iperstimolazione ovarica severa
La sindrome di iperstimolazione ovarica rappresenta la più seria e preoccupante complicazione di una fecondazione assistita.
L'assunzione di gonadotropine, può causare lo sviluppo un numero eccessivo di follicoli che portano le ovaie a ingrossarsi troppo, scatenando – con un meccanismo ancora non del tutto chiaro – una serie di problemi a catena.
Se l'iperstimolazione peggiora, all'ingrossamento delle ovaie (che possono raggiungere anche i 15-20 cm di diametro nei casi molto gravi!) segue una ascite, cioè un accumulo di liquido nell’addome, a volte accompagnata da versamenti nei polmoni e nel cuore; il sangue si addensa e l’equilibrio elettrolitico si altera, arrivando a causare complicazioni respiratorie, cardiache, epatiche e renali che devono essere trattate in ospedale.
Le forme severe di iperstimolazione ovarica sono rare
Si calcola che l'iperstimolazione riguardi al massimo il 3% dei trattamenti di procreazione medicalmente assistita, e solo in una minima percentuale di casi (1%) la sindrome è talmente grave da richiedere un ricovero ospedaliero.
In gran parte dei casi l'insorgenza della sindrome è facilmente valutabile prima che la situazione diventi grave.
Se le ecografie mostrano che ci sono molti follicoli e che le ovaie si stanno ingrossano, se il livello di estradiolo aumenta molto o molto rapidamente, se la donna accusa i sintomi di un'iperstimolazione lieve (malessere generale, distensione addominale, nausea, vomito e/o diarrea), è facile sospettare che ci sia un rischio di iperstimolazione severa e intervenire prima che la situazione peggiori, sospendendo la stimolazione e la maturazione delle uova con il Gonasi: le forme gravi di iperstimolazione si verificano solo dopo l'iniezione dello stimolo ovulatorio con il Gonasi, che precede il prelievo di ovociti, dunque se la situazione è a rischio bisogna interrompere la stimolazione e cancellare il ciclo prima del prelievo degli ovociti.
Se invece la situazione non appare eccessivamente rischiosa, si può scegliere di somministrare il Gonasi e fare il prelievo, rimandando però il transfer degli embrioni a un ciclo successivo, perché la iperstimolazione peggiorerebbe in caso di attecchimento degli embrioni.
Il monitoraggio ecografico è indispensabile non solo per valutare l'efficacia della stimolazione ma anche per controllare l'eventuale insorgenza di una iperstimolazione ovarica.
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Direttore Clinico
Centro di Procreazione Assistita Donnamed
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