Circa 10 mila coppie italiane sterili si reca all’estero per affrontare trattamenti di fecondazione assistita. Ma questi “viaggi della speranza” sono ormai inutili e qualche volta anche pericolosi per la salute della madre e del nascituro.

Perchè è inutile andare all’estero?

Dal 2009 la Corte Costituzionale ha sancito che in Italia si può fare tutto quanto necessario per ottenere il risultato, inclusi:

  1. la fertilizzazione di oltre 3 ovociti;
  2. il congelamento degli embrioni;
  3. la diagnosi e lo screening pre-impianto (PGD e PGS) al fine di determinare lo stato di salute dell’embrione;
  4. la fecondazione eterologa (ovodonazione e donazione del seme)

I risultati in termini di gravidanza non giustificano in alcun modo i viaggi all’estero, in quanto le cliniche straniere hanno spesso risultati inferiori e non sono regolamentate come quelle italiane, non possedendo precisi protocolli avanzati che garantiscano la salute di madre e figlio.

Molte coppie sono in realtà attratte all’estero da 2 ordini di considerazioni:

  1. Consigliate dal proprio medico, che ha contratto in alcuni casi accordi di tipo commerciale con i centri esteri e continua ad inviare i pazienti, senza una ragione medica;
  2. Per risparmiare: il risparmio è però virtuale, in quanto al costo totale di un ciclo di fecondazione bisogna aggiungere i costi dei viaggi, spesso ripetuti, e della permanenza presso strutture ricettive presenti a volte all’interno delle cliniche estere, o in alberghi, cosa che fa lievitare i costi e li rende simili se non superiori a quelli da sostenere in Italia.

Con i costi praticati da Gruppo Donnamed  diventa veramente inutile sottoporsi a questi viaggi della speranza. La tecnologia italiana è di tutto rispetto, e si traduce in tassi di “bambini in braccio” in genere nettamente superiori a quelli promessi da molti centri esteri.

Cosa ancora non si può fare in Italia?

Rimangono vietati in Italia alcuni trattamenti, i seguenti:

  1. l’utero “in affitto” cioè la gravidanza portata avanti da una donna alla quale poi viene tolto il bimbo alla nascita per darlo alla coppia destinataria;
  2. i trattamenti per pazienti single o coppie omosessuali.