Ecco un estratto dell’intervista radiofonica rilasciata dal Dott. Angelo Tocci a Radio Radio (clicca qui per il video dell’intervista).

Quando si parla di sterilità di coppia ?

Una coppia è considerata sterile quando non ha ottenuto una gravidanza dopo un anno o più di rapporti sessuali non protetti, o quando uno o entrambi i membri della coppia sono affetti da una condizione fisica permanente che rende impossibile la procreazione.
La sterilità colpisce una coppia su 5-6 in età fertile. E’ una condizione frequente.
Per rendere il concetto, se contate oggi 5 coppie di vostri amici…..pensate che probabilmente una risulterà sterile.

Quali sono i fattori principali che influenzano la fertilità ?

L’età della donna è senz’altro uno dei fattori principali.

Dagli ultimi dati europei emerge che l’età media in cui la donna italiana partorisce il primo figlio è 30 anni. Nel 1990 risultava di 29 anni.
Le donne, per ragioni varie tra cui il lavoro, ritardano la ricerca della prima gravidanza.
Questo determina la riduzione della fertilità femminile che inizia intorno ai 35 anni.
L’ aspettativa di avere un figlio per una coppia nella quale è presente una donna di età superiore ai 35 anni è ridotta del 50% .

Con l’ età femminile, inoltre, aumenta il rischio di abortire spontaneamente.
Il rischio di aborto spontaneo triplica dai 30 ai 40 anni per raggiungere circa il 40% oltre 40 anni.

Gli altri 2 fattori femminili che condizionano la capacità di avere un bambino sono :

1. Il numero di ovuli residui nelle ovaie che si chiama riserva ovarica e che si riduce con l’aumento dell’età e per altre cause (interventi chirurgici sull’ovaio per esempio)
2. la durata della sterilità. Coppie con una condizione di sterilità maggiore di 2-3 anni hanno una prognosi riproduttiva sfavorevole

Le infezioni alle Tube di falloppio, dove avviene la fecondazione naturale, sono anche una causa importante di sterilità. In particolare un germe chiamato Clamidia che si trasmette sessualmente può danneggiare in modo permanente le tube causando sterilità.

La Clamidia non da’ sintomi ma si diagnostica con un semplice tampone del collo uterino e si tratta facilmente con antibiotici.

La sterilità colpisce allo stesso modo uomini e donne ?

Le cause femminili di sterilità di coppia sono prevalenti, ma l’infertilità maschile è presente in un numero sostanziale di casi, spesso in concomitanza con la sterilità femminile.

La fertilità dell’uomo si sta inoltre riducendo probabilmente a causa delle contaminazioni ambientali e a sostanze chimiche . Queste sostanze interferiscono con gli ormoni maschili provocando un processo di “femminilizzazione” del maschio con conseguenze anche sulla fertilità.

Per fortuna le cause di sterilità maschile sono spesso risolvibili con le tecniche di procreazione assistita, anche nei casi complessi, come l’assenza completa di spermatozoi nel liquido seminale.

E’ quindi importante, in tutti i casi di sterilità di coppia, rivolgersi ad esperti di Medicina della Riproduzione con competenze sia ginecologiche che andrologiche.

Quali sono le principali terapie per la correzione dell’infertilità di coppia?

Il primo livello di trattamento si applica per i casi più semplici e si chiama inseminazione intrauterina (IUI).

Può essere fatta:

• su ciclo naturale, cioè senza stimolazione ormonale;
• con stimolazione ovarica, producendo più di un follicolo e in genere più ovuli.

In pratica, la tecnica viene eseguita nel giorno di maggiore fertilità. Si introduce un sottile tubicino all’interno della cavità uterina attraverso il quale vengono rilasciati nell’utero gli spermatozoi migliori, che raggiungono le tube, per fecondare l’ovulo.
Questa tecnica di fecondazione artificiale non prevede anestesia né locale né generale. Ha basso grado di invasività simile  all’esecuzione di un semplice pap test.

Quando il caso è più grave si procede alla fecondazione in provetta (FIVET o ICSI)

Il primo passaggio della fecondazione in provetta è il semplice monitoraggio ecografico delle ovaie associato o meno alla stimolazione ovarica necessaria quest’ultima ad ottenere un numero maggiori di ovuli. Infatti il successo dei trattamenti di fecondazione in provetta aumenta con l’aumentare del numero di uova ottenute.

Il secondo passo è il prelievo ovocitario (pick up) necessario ad estrarre gli ovuli dal corpo della donna per poter procedere alla loro fertilizzazione in provetta mediante le tecniche di FIVET o ICSI
Il prelievo ovocitario è un intervento chirurgico vaginale poco invasivo e sostanzialmente privo di rischi se ben eseguito.
Si può fare in anestesia locale o in blanda sedazione praticata dall’anestesista, presente in sala operatoria durante l’intera procedura.
Il prelievo ha una durata media di 10-15 minuti
Sotto la guida ecografica, il ginecologo buca con l’ago tutti i follicoli, e aspira mediante una pompa il liquido follicolare, che viene consegnato ai biologi, per la successiva valutazione e trattemento.
Dopo la procedura, viene somministrato un blando anti-dolorifico (tachipirina)

Il terzo passo è chiamato transfer embrionale. Questo step è necessario per introdurre nell’utero gli embrioni generati in laboratorio e dare inizio alla gravidanza
In genere il transfer viene da me consigliato al giorno 5 di sviluppo embrionale allo stadio di blastocisti.

E’ questo lo stadio in cui la natura ha previsto che l’embrione impianti in utero. Solo gli embrioni validi riescono a percorrere tutto il tragitto tubarico ed entrare in utero.
Questo percorso serve proprio a selezionare gli embrioni con il massimo potenziale di gravidanza.
In laboratorio si cerca di imitare la natura, mantenendo in coltura gli embrioni appunto per circa 4 giorni e mezzo.
Una volta trasferito in utero, l’embrione se è geneticamente valido si impianta dopo poche ore dal transfer.

La stimolazione ovarica comporta rischi per la salute della donna?

La stimolazione ovarica (è bene chiarirlo subito) non comporta rischi per la donna, se è correttamente eseguita.
Anche ripetute stimolazioni ovariche non comportano inoltre problemi di riduzione del numero di ovuli.
Il monitoraggio ecografico ci consente di calcolare precisamente quando occorre procedere al prelievo chirurgico delle uova.

Se una donna non vuole o non può sottoporsi a stimolazione ormonale si può ancora effettuare la fecondazione in provetta ?

Si certo. Ci sono casi in cui, per controindicazione alla stimolazione ormonale o mancata risposta alla stimolazione, si procede al monitoraggio ecografico dell’ovulazione naturale.

Se una donna esaurisce i suoi ovuli ha ancora possibilità di avere un bambino?

Si, con la tecnica della ovodonazione. Questo consiste nel generare embrioni a partire da ovuli di donne giovani e sane che li donano, e le cellule riproduttive maschili del proprio compagno.

Se un uomo esaurisce le sue cellule riproduttive (per esempio a causa di tumori, chemioterapia, radioterapia o per cause che compromettono la funzione testicolare es. cause genetiche, infettive etc) ha ancora possibilità di avere un bambino?

Si, con la tecnica della donazione del seme. Questo consiste nel generare embrioni a partire da cellule riproduttive maschili di donatori sani, fecondando gli ovuli della compagna alla quale poi vengono trasferiti in utero gli embrioni

E se una donna giovane non ha ancora un compagno stabile, o non desidera per il momento una gravidanza o necessita di terapie che possono distruggere i suoi ovuli (es. chemioterapia) può conservare i suoi ovuli per avere un bambino in futuro?

Certamente. Le uova in eccesso possono essere congelate per anni per un uso futuro con alti tassi di gravidanza, se la donna è giovane al momento del congelamento.
In questo modo, se un domani la donna dovesse aver necessità dei suoi ovuli nel frattempo persi, potrà accedere alla banca degli ovuli e con i propri ovuli congelati anni prima potrà generare embrioni con il suo compagno con alti tassi di gravidanza.

Quali sono i consigli che si sente di dare per evitare problemi futuri di fertilità?

Per le donne effettuare, prima dei 30 anni, una visita presso uno specialista di Medicina della Riproduzione che verifichi il potenziale riproduttivo presente e futuro.
In particolare, se si ha attività sessuale, sottoporsi regolarmente (ogni 6 mesi) a tamponi del collo dell’utero per determinare la presenza di Clamidia che è facilmente trattabile ma danneggia in modo irreversibile la fertilità se non è diagnosticata e trattata.

Per gli uomini, il consiglio è di effettuare sin da ragazzi regolari visite andrologiche e esami del liquido seminale (spermiogramma), possibilmente annualmente, come fanno le donne quando si recano regolarmente dal ginecologo.
Gli organi sessuali maschili sono più facilmente accessibili rispetto a quelli della donna. Una semplice palpazione dei testicoli ci da tantissime informazioni che la visita femminile non è in grado di fornire.
Eseguire un esame del liquido seminiale spermiogramma ci dà informazioni incredibili non solo sulla fertilità ma anche e direi soprattutto sullo stato di salute generale dell’uomo.