Gravidanza in donne con sindrome da iperstimolazione ovarica severa

Le tecniche di fecondazione assistita prevedono come punto di partenza la stimolazione dell’ovulazione per permettere alla donna di produrre, in un ciclo, più di un ovocita, procedura necessaria per aumentare le probabilità di ottenere una gravidanza.

Il rischio maggiore di questo trattamento è la sindrome da iperstimolazione ovarica (OHSS), con un’incidenza compresa, secondo la maggior parte degli autori, tra lo 0,5% ed il 5% e dipende da moltissimi fattori dovuti sia al protocollo utilizzato, sia alla capacità di risposta della paziente al trattamento.

Lo studio

Un recente studio francese ha analizzato oltre 3500 pazienti proprio per mettere alla luce le problematiche ostetriche derivate dalla sindrome di iperstimolazione ovarica severa. Di tutti i cicli studiati, 40 pazienti (1,14%) sono state ricoverate per una OHSS severa e la qualità della loro gravidanza è stata paragonata rispetto alle pazienti con simili caratteristiche ma che non avevano sviluppato la sindrome.

È risultato da questo lavoro che la sindrome da iperstimolazione ovarica non influenza i tassi di aborto ma aumenta significativamente il rischio di ipertensione indotta dalla gravidanza e di parto prematuro.

Questo studio è in accordo con altri lavori precedenti, ma ovviamente sono sempre necessari ulteriori studi che possano correggere eventuali variazioni statistiche dovute al caso.

Bibliografia

B. Courbiere, V. Oborski, D. Braunstein, A. Desparoir, A. Noizet, M. Gamerre. Obstetric outcome of women with in vitro fertilization pregnancies hospitalized for ovarian hyperstimulation syndrome: a case-control study. Fertility and Sterility Vol. 95, No. 5, April 2011