Il seminoma è un tumore a cellule germinali, origina cioè da cellule testicolari che producono gli spermatozoi, i gameti maschili. Colpisce soggetti giovani, con un picco di incidenza a 30 anni. Nel 70% dei casi, compare sotto i 40 anni e solo nel 2% dei casi sopra i 70 anni.

Fattori di rischio del seminoma

Il criptorchidismo (testicolo non disceso) è il più importante (e tra i pochi conosciuti) fattore di rischio per lo sviluppo del seminoma. La storia familiare di seminoma aumenta il rischio, mentre la vasectomia non ha mostrato aumentare il rischio nei soggetti operati.

Trattamento del seminoma

Il trattamento è la rimozione chirurgica del testicolo affetto (orchiectomia) e la radioterapia adiuvante. La sola orchiectomia cura l’80% dei pazienti affetti da seminoma.

La sopravvivenza è tra le più alte registrate in tutti i tipi di cancro. Il tumore è infatti estremamente radiosensibile. La sopravvivenza è superiore al 90% a 5 e 10 anni. La sopravvivenza a 5 anni tende ad essere la stessa rispetto a quella a 10 anni. Ciò significa che negli uomini che sopravvivono 5 anni, non si registra un eccesso di mortalità dopo 5 anni, rispetto alla popolazione generale.

Grazie alla eccellente sopravvivenza dei soggetti operati e trattati con radioterapia, è necessario criopreservare il seme prima dei trattamenti radioterapici, per preservare la fertilità futura.

La qualità del seme nei soggetti operati ma non trattati con radioterapia è spesso deficitaria, tuttavia sono riportati diversi casi in letteratura di successo delle tecniche di procreazione medicalmente assistita; anche quando la qualità del seme è scadente, è possibile avere un bimbo grazie alle tecniche di ICSI con seme congelato.