Congelamento delle uova: quando?

Il congelamento ovocitario è diventato uno strumento per preservare la fertilità femminile nei casi di:

1) Malattie
2) Terapie genotossiche
3) Esaurimento ovarico prematuro
4) Preservazione dell’età biologica

Infatti, ultimamente è stato anche proposto per motivi sociali. Molte sono le donne che infatti procrastinano la prima gravidanza per motivi socio-economici, rischiando molto da un punto di vista riproduttivo vista la riduzione della fertilità femminile già a partire dai 31 anni.

La criopreservazione a scopo sociale permette alle donne di occuparsi della propria carriera e alla coppia di aspettare una maggiore stabilità economica. Inoltre potrebbe ridurre i rischi di anomalie genetico-cromosomiche legate all’età materna in quanto le uova vengono “bloccate” al momento del congelamento, impedendo la ulteriore degenerazione.

E’ importante infatti sottolineare che la gravidanza dipende dalla idoneità genetico-cromosomica dell’embrione, la quale dipende sostanzialmente dalla idoneità genetico-cromosomica delle uova. Il gamete maschile contribuisce molto meno (20%) alla qualità dell’embrione, dalla quale dipende la nascita di un bimbo sano.
Quante donne desiderano congelare le uova per proteggere la propria fertilità?

Secondo uno studio condotto su 1049 donne di nazionalità belga di età compresa tra i 21 ed i 40 anni:

il 3,1% certamente pensa di poter approcciare la procedura;
il 31,5% potrebbe considerare l’idea;
il 51,8% non prenderebbe in considerazione la procedura;
il 16,7% non ha un’idea in merito al fenomeno.

La maggior parte delle donne che hanno risposto al questionario sottolineano che si affiderebbero alla procedura esclusivamente se questa non intacca la loro fertilità naturale e se non provoca alcun danno alla salute del futuro bambino.

In questo senso. è opportuno sottolineare che la procedura di congelamento ovocitario non determina alcuna conseguenza negativa sia sulla fertilità naturale che sulla salute del bambino.

Per approfondire: la vitrificazione

La vitrificazione è una metodica con la quale le cellule vengono portate dalla temperatura ambiente alla temperatura dell’azoto liquido (-196°C) in un tempo rapidissimo, impedendo la formazione di cristalli di ghiaccio nella cellula, che risultano essere i principali responsabili dei danni cellulari.

Gli ultimi dati pubblicati sulla vitrificazione riportano fino al 90% di sopravvivenza degli ovociti dopo lo “scongelamento” (il termine corretto sarebbe riscaldamento) ed il 75% di tasso di fertilizzazione dopo l’Iniezione Intracitoplasmatica dello Spermatozoo (ICSI).

Le percentuali di successo della ICSI con ovociti freschi o congelati sono, secondo le ultime casistiche, paragonabili. Secondo la Società Americana di Medicina della Riproduzione, le tecniche di congelamento ovocitario sono ancora da ritenersi sperimentali, pertanto tutte le donne devono essere ben informate sui rischi, benefici, limiti, potenzialità e costi del trattamento.

Bibliografia

Goold  I et al. In favour of freezing eggs for non-medical reasons. Bioethics. 2009;23:47-58

Practice Committee of Society for Assisted Reproductive Technology; Practice Committee of American Society for Reproductive Medicine. Essential elements of informed consent for elective oocyte cryopreservation: a Practice Committee opinion. Fertil Steril. 2008;90:S134-5

Stoop D et al. A survey on the intentions and attitudes towards oocyte cryopreservation for non-medical reasons among women of reproductive age. Hum Reprod. 2011;26:655-61