L’ormone antimulleriano (AMH) è una glicoproteina dimerica circolante nel sangue costituita da due unità monomeriche di 72 kilodalton legate da ponti disolfuro; chimicamente, appartiene alla famiglia del Transforming Growth Factor beta family. L’ormone, per la fertilità, si dosa nella donna.

I valori normali di AMH per età femminile
Il gruppo inglese di Nelson ha elaborato questo grafico da 9601 valutazioni, da cui si possono ricavare i valori normali, per ogni data età femminile. Come esempio si riporta che una donna di 35 anni dovrebbe avere un AMH pari a 10, mentre per una donna normale di 40 anni il valore sarà di 5 (al 50° percentile).

AMH e fecondazione in vitro

  1. Più è alto il valore dell’AMH e più ovociti si ottengono mediante una stimolazione ovarica;
  2. Più è alto il numero di ovociti ottenuti e più aumenta la probabilità di nati nelle tecniche di fecondazione in vitro (Sunkara 2011).

AMH: esperienza del Gruppo Donnamed

Il Gruppo Donnamed si confronta spesso con pazienti con basso valore di AMH. Sono casi complessi, perchè si rischia di ottenere pochi ovociti alla stimolazione, e di conseguenza un basso numero di embrioni, e una ridotta probabilità di gravidanza. Un basso valore di AMH è stato posto da alcuni studi in relazione ad una ridotta possibilità di gravidanza e di nascite.

Tuttavia, la nostra esperienza indica che non esiste un valore minimo al di sotto del quale non sia possibile ottenere un successo.

In un caso pubblicato dal Gruppo Donnamed (Tocci 2009) in una donna di 34 anni con valori di AMH molto bassi (inferiori a 3,6 pmol/L) è stato possibile ottenere con la ICSI 3 embrioni di ottima qualità, ed una gravidanza evolutiva con nascita di un bimbo a termine di 3280 grammi, ad indicare che anche con valori bassi di AMH si possono ottenere,utilizzando un adeguato protocollo di trattamento, embrioni di ottima qualità e buone possibilità di gravidanza, soprattutto se la donna è giovane.