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Molte coppie sterili sono convinte che lo stress emotivo sia un fattore contribuente sulla loro mancata fertilità naturale e sull’insuccesso delle tecniche di fecondazione assistita. Stati di tensione, preoccupazione, stress o depressione causati dai problemi di fertilità o da altri eventi della vita quotidiana che si possono verificare contemporaneamente ai trattamenti di fecondazione assistita non riducono le possibilità di gravidanza.
Lo studio
Una meta analisi ha racchiuso quattordici studi prospettici di 3583 donne in fase d’inizio di un ciclo di fecondazione assistita. Dallo studio è risultato che lo stress emotivo cui la paziente è sottoposta sia prima sia durante il trattamento non è associato con un fallimento delle tecniche di riproduzione assistita.
Gli stress emotivi, principalmente ansia o depressione, sono stati misurati anche prima dell’inizio del trattamento di stimolazione, poiché le analisi del sangue e i test di calibrazione dei farmaci possono essere alterati, soprattutto nelle donne che richiedono alte dosi di ormoni perché poor responder.
La riuscita del trattamento (test di gravidanza positivo o negativo) è stata valutata dopo un singolo ciclo di fecondazione assistita (IVF, ICSI, GIFT).
Per approfondire
La sterilità colpisce dal 9 al 15% della popolazione in età fertile e il 55% di questa ricorre a trattamenti di fecondazione assistita con la speranza di ottenere una gravidanza.
Un ciclo di fecondazione assistita tipicamente richiede dai nove ai dodici giorni d’iniezioni con farmaci stimolanti per indurre la produzione di ovociti, recuperare ovociti con ultrasonografia transvaginale, fecondare gli ovociti in laboratorio con il liquido seminale del partner o di un donatore e trasferiti i risultanti embrioni nell’utero.
Le coppie aspettano poi dalle due alle tre settimane per sapere se c’è stato l’impianto e se si è in stato di gravidanza. La maggior parte dei pazienti si aspetta che i trattamenti di fecondazione assistita siano stressanti e il 30% delle coppie interrompe il trattamento prematuramente a causa del suo peso psicologico. Sul successo o sul fallimento di una tecnica di fecondazione assistita contribuiscono fattori biologici, riproduttivi e lo stile di vita ma non ci sono prove sull’influenza dello stress emotivo.
Bibliografia
J Boivin, E Griffiths, C A Venetis. “ Emotional distress in infertile women and failure of assisted reproductive technologies: meta-analysis of prospective psychosocial studies”. BMJ 2011; 342:d223. Epub 2011 Febr 23.
Autore
Romina Pallisco, Biologa
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