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| martedì 30 settembre 2008 | |
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Uno studio osservazionale pubblicato sulla rivista scientifica Fertility and Sterility, ha valutato l’obesità maschile come fattore di rischio di infertilità. La letteratura scientifica ha fornito molti lavori in merito: quello che si sa è che circa il 40% degli uomini che si presentano in un centro di fecondazione assistita sono obesi. L’obesità è valutata attraverso l’indice di massa corporea (BMI). Esiste una correlazione valutata da differenti gruppi di ricerca tra l’obesità e i livelli nel sangue degli ormoni sessuali: il testosterone, l’FSH (ormone follicolo-stimolante) e l’inibina B diminuiscono con l’aumentare del BMI, mentre gli estrogeni aumentano. Questo fenomeno è proprio regolato dal tessuto adiposo, in cui avviene una conversione dal testosterone agli estrogeni. Inoltre da questo studio trapela anche l’importanza del dosaggio dell’inibina B nei pazienti obesi; questo ormone infatti sembra essere un buon marcatore della spermatogenesi sia da un punto di vista quantitativo che funzionale. L’inibina B sembra essere più sensibile della classica analisi del liquido seminale in questi casi.In ultimo, da questo studio emerge che l’obesità provoca nell’individuo un lieve ipogonadismo ipogonadotropo [diminuito FSH, normale LH ( ormone luteinizzate)] che, anche se non compromette i valori del liquido seminale, può comunque influenzare la fertilità dell’individuo.
Eric M. Pauli, Richard S. Legro, Laurence M. Demers, Allen R. Kunselman, William C. Dodson and Peter A. Lee. Diminished paternity and gonadal function with increasing obesity in men. Fertil and Steril 2008;20:346-351 |