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| lunedì 15 dicembre 2008 | |
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L'istruzione "Dignitas personae" riprende le indicazioni classiche della Chiesa Cattolica relativamente al problema della fecondazione in provetta. Nell'Introduzione, si ribadisce che sin dal concepimento va riconosciuta la dignità di "persona" all'essere umano. Da questo elemento, derivano tutte le conseguenze riportate nel documento vaticano, conseguenze che in alcuni Paesi, principalmente l'Italia, incidono profondamente nella vita delle persone e delle coppie che hanno un problema riproduttivo. Si calcola che in Europa circa il 14% delle coppie in età fertile soffrono di un problema di infertilità, nei suoi vari gradi di severità. Sono coppie alle quali, per le vie naturali, è ridotta fortemente o annullata la possibilità di avere un figlio: una coppia su 7 circa!
Il documento riprende il concetto espresso da un precedente documento «Il frutto della generazione umana dal primo momento della sua esistenza, e cioè a partire dal costituirsi dello zigote, esige il rispetto incondizionato che è moralmente dovuto all'essere umano nella sua totalità corporale e spirituale. L'essere umano va rispettato e trattato come una persona fin dal suo concepimento e, pertanto, da quello stesso momento gli si devono riconoscere i diritti della persona, tra i quali anzitutto il diritto inviolabile di ogni essere umano innocente alla vita». Naturalmente questa affermazione è largamente condivisibile. Condivisibile è ancora l'affermazione, presente nello stesso documento, che "il corpo embrionale si sviluppa progressivamente secondo un "programma" ben definito e con un proprio fine che si manifesta con la nascita di ogni bambino". Ciò che invece è scientificamente non valido è l'assunto che "la fecondazione in vitro comporti assai frequentemente l'eliminazione volontaria di embrioni"; questo dato è falso, essendo ben noto che la maggior parte degi embrioni, anche in natura, non diventano bambini, poichè la maggior parte sono difettosi, non destinati a nascere, e conseguentemente eliminati dalla natura per processo di selezione, finalizzato alla nascita di embrioni sani. In questa maniera, la natura consente un tasso di nati con problemi estremamente contenuto, nell'ordine del 2-3% di malformati. Dal documento, vengono escluse tutte le tecniche di fecondazione artificiale eterologa e le tecniche di fecondazione artificiale omologa che sono sostitutive dell'atto coniugale. In particolare, un paragrafo specifico è dedicato alla ICSI, la tecnica di microiniezione dello spermatozoo nell'ovocita, una variante della fecondazione in provetta atta a risolvere severe problematiche maschili. Anche questa tecnica ricade in quelle considerate "illecite", in quanto opera una completa dissociazione tra la procreazione e l'atto coniugale. Mentre sul piano fisico questo è senz'altro vero, in realtà l'atto stesso di sottoporsi ad una tecnica di tale complessità implica la volontà della coppia di risolvere il sofferto problema dell'infertilità in modo più che mai unito, solidale e finalizzato. Il congelamento degli embrioni è anche considerata pratica illecita, in quanto produce una perdita di embrioni inaccettabile. Ma, cosa di rilievo, è che anche la crioconservazione di ovociti in ordine al processo di procreazione artificiale è da considerare moralmente inaccettabile ! Questa tecnica era stata considerata come una soluzione al problema del "divieto" cattolico di criopreservare gli embrioni, mentre questo documento la considera anch'essa inaccettabile poichè finalizzata alla procreazione assistita. La diagnosi pre-impianto ricade, secondo il documento, anch'essa nella categoria delle pratiche illecite, ed equiparata alla discriminazione per motivi di razza, religione o condizione sociale. La tecniche, che peraltro necessita ancora di validazione scientifica, consente invece di evitare che soggetti a rischio possano produrre embrioni difettosi in eccesso. Nella pratica, una ristrettissima minoranza di coppie cattoliche non ricorrono a tecniche di procreazione assistita tipo ICSI o a diagnosi pre-impianto; il problema è che in Italia, sul piano giuridico, alcune metodiche che facilitano alle coppie l'accesso alle tecniche sono state vietate dal Parlamento. Ciò implica una chiara ed incostituzionale diseguaglianza tra coppie che possono facilmente, per ragioni economiche e culturali, accedere a questi trattamenti all'estero, e coppie che non possono sottoporsi a tali metodiche.
Angelo Tocci |
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| Ultimo aggiornamento ( domenica 08 febbraio 2009 ) |