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Infertilità e procreazione assistita a Roma

Fallimento della maturazione ovocitaria PDF Stampa E-mail
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venerdì 18 febbraio 2011

All’incirca il 9-15% delle pazienti sterili produce almeno un ovocita meioticamente immaturo. Se la percentuale supera il 25%, le possibilità di avere una gravidanza diminuiscono. Approssimativamente circa lo 0,1- 1% delle donne che si sottopone alla fecondazione assistita presentano una maturazione ovocitaria fallimentare, assoluta o qualitativa.

A oggi, se la condizione di fallimento ovocitario è grave, l’unico rimedio è l’ovo-donazione. Si stanno studiando tutti i meccanismi molecolari coinvolti nella maturazione ovocitaria per cercare di definire se le alterazioni delle proteine regolatrici siano le responsabili della produzione di ovociti immaturi e per capire se sia possibile che i protocolli di maturazione in vitro degli ovociti (IVM) possano essere migliorati per fornire i macchinari di segnalazione necessari per l’acquisizione delle competenze per la maturazione ovocitaria.

Per approfondire

Le tecniche di fecondazione assistita necessitano spesso di sviluppo follicolare controllato e stimolazione della maturazione ovocitaria attraverso ormoni esogeni. Gli ovociti che non progrediscono e si arrestano ad uno stadio precoce della meiosi sono immaturi e quindi incapaci di essere fecondati e dare origine a un embrione. La produzione occasionale di un ovocita immaturo deve essere distinta dalla sindrome da ripetuti fallimenti della maturazione ovocitaria caratterizzata da una produzione ripetuta di una maggioranza di ovociti immaturi.

In media dopo una stimolazione ovarica circa l’80% degli ovociti recuperati è maturo, cioè il loro nucleo si trova in un particolare stadio della divisione cellulare detto metafase II. Ciò rende l’ovocita in grado di essere fecondato e di creare un embrione.

In base al loro grado di maturità gli ovociti possono essere classificati come GV (vescicola germinale), MI (metafase I) o MII (metafase II). Queste categorie morfologiche sono correlate con le varie fasi della progressione meiotica la quale dipende da una serie di proteine regolatrici accumulate prima della ripresa della meiosi stessa e la cui alterazione provoca un arresto dell’ovocita, che rimane a uno stadio immaturo. Si può avere:

  1. ARRESTO IN FASE GV: gli ovociti si arrestano allo stadio di vescicole germinali a causa di un difetto nella cascata dei segnali responsabili dell’attivazione del fattore di promozione della maturazione (MPF).
  2. ARRESTO IN FASE MI: gli ovociti si arrestano in metafase I, prima della formazione del primo globulo polare (PBI) a causa di difetti nella trasduzione del segnale o di anomalie del fuso meiotico.
  3. ARRESTO IN FASE MII: in metafase generalmente gli ovociti sono maturi e pronti per la fecondazione. Si riscontrano però casi in cui donne con ovociti allo stadio MII che non sono in grado di fecondare. Questo può essere dovuto a un arresto dell’ovocita in un qualsiasi stadio tra la formazione del globulo polare e la metafase II o all’arresto in metafase di ovociti che non sono capaci di completare la meiosi.
  4. ARRESTO MISTO: alcuni ovociti si possono arrestare non in una ma in più fasi del ciclo meiotico. 

Bibliografia

Stephanie Beall, M.D., Carol Brenner, Ph.D., and James Segars, M.D. “Oocyte maturation failure: a syndrome of bad eggs” Fertil. Steril. 2010 Dec; 94:2507-13. Epub 2010 Apr. 17.

Autore

Dott.ssa Romina Pallisco, Biologa

Ultimo aggiornamento ( venerdì 18 febbraio 2011 )
 

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