Spermiogramma – la motilità


Lo spermatozoo è provvisto di una coda (flagello) il cui battito determina il movimento in avanti, lineare e progressivo, che gli permette di attraversare l’apparato genitale femminile e di raggiungere l’ovulo. Per cui, alterazioni della fisiologica motilità possono influenzare la fertilità naturale. Lo spermatozoo acquista la capacità di movimento quando, durante la sua maturazione, passa attraverso l’epididimo, organo dell’apparato riproduttore maschile posto sulla parte posteriore alta del testicolo.

Valutazione della motilità


Secondo le linee guida dell’Organizzazione Mondiale della Sanità la motilità degli spermatozoi deve essere valutata immediatamente dopo la liquefazione, preferibilmente entro 30 minuti e comunque non oltre un ora per limitare gli effetti deleteri della deidratazione, del pH o dei cambiamenti della temperatura. La procedura deve avvenire a  temperatura ambiente o a 37°C.

La conta degli spermatozoi motili viene effettuata ponendo il seme o su semplici vetrini da laboratorio o su speciali camere di conta che ne permettono il movimento (camera di Makler) osservabili al microscopio ottico a contrasto di fase ad un ingrandimento 20X.

  • Motilità progressiva PR – spermatozoi che si muovono linearmente indipendentemente dalla velocità
  • Motilità non progressiva NP – assenza di progressione o anche il solo battito della coda
  • Immobili IM – nessun movimento
Valori di riferimento: motilità totale (PR+NP)=40%; motilità progressiva (PR)=32%. Viene definita astenozoospermia una motilità inferiore ai valori di riferimento.

Quando il valore della motilità totale è al di sotto del 40% si consiglia di effettuare un test di vitalità nemaspermica che permette di mettere di verificare se l’aumento degli spermatozoi immobili è causato anche dall’aumento della mortalità.

L’assenza di motilità, però, non deve necessariamente essere considerata come un indice di morte spermatica, infatti talvolta è possibile far recuperare agli spermatozoi la capacità di movimento effettuando dei lavaggi del seme.

Cause di una ridotta motilità


  • Modificazioni  chimico-fisiche dell’ambiente in cui si trovano gli spermatozoi (alterazione del metabolismo lipidico dell’epididimo, in particolar modo del ciclo della carnitina, bassi valori del pH, elevata viscosità, incompleta fluidificazione, alterata osmolarità)
  • Fattori endogeni come varicocele (aumento dei radicali liberi)
  • Fattori immunologici (meccanismi di adesione alla coda)
  • Fattori esogeni come sostanze xenobiotiche e agenti infettivi (aumento dei   radicali liberi  e meccanismi di adesione)
  • Lungo periodo di astinenza (accumulo di spermatozoi invecchiati)
  • Tempi lunghi di consegna dopo la raccolta, cambi bruschi di temperatura
  • Anomalie nella morfogenesi e della morfologia
  • Malattie genetiche

Quando ricorrere a trattamenti di fecondazione assistita


Un valore di 5-10 milioni di spermatozoi motili totali è un utile valore limite per poter effettuare una inseminazione intrauterina (IUI) con successo. Al di sotto si consiglia di ricorrere alla fecondazione in vitro (FIVET ICSI).

Bibliografia


Manuale WHO, 2010
Manuale di Spiller, editrice Kurtis – Milano
Badawy et al., Effect of sperm morphology and number on success of intrauterine insemination.  Fertil & Steril.,  2009
Van Weert et al., Performance of the postwash total motile sperm count as a predictor of pregnancy at the time of intrauterine insemination: a meta-analysis.  Fertil & Steril, 2004


Questo articolo non intende sostituire il consiglio del Medico. Non devi usare questa informazione per diagnosticare o trattare problemi di salute o condizioni patologiche. Consulta sempre il tuo Medico prima di cambiare trattamento, abitudini, assumere supplementi alimentari o farmaci, o iniziare terapie.


DOTT. ANGELO TOCCI

Angelo Tocci è un Medico Chirurgo (iscrizione albo n° 1870), Specialista in Ginecologia ed Ostetricia, e Andrologia e Sessuologia. Dirige il Gruppo Donnamed® che si occupa da 20 anni di sterilità di coppia e di malattie da virus del papilloma HPV maschile e femminile. E’ Socio dell’ American Society for Reproductive Medicine, della European Society of Human Reproduction and Embryology, della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità e della European Academy of Andrology. Ha lavorato presso il Policlinico Gemelli dell’Università Cattolica di Roma, presso l’Unità di Ricerca INSERM U80 dell’Università Claude Bernard a Lione (Francia) e al Queen Charlotte’s and Chelsea Hospital dell’Imperial College di Londra (UK).