Il monitoraggio ecografico dell’ovulazione è una procedura mediante la quale si effettuano ecografie transvaginali a vari intervalli durante la stimolazione farmacologica della stimolazione ovarica.

Il monitoraggio dell’ovulazione consente, per esempio, di interrompere il ciclo di stimolazione, ottenuta mediante compresse o gonadotropine, ed evitare che la paziente corra il rischio degli effetti di una iperstimolazione patologica. Viceversa, se la stimolazione ovarica dovesse risultare insufficiente, il ciclo può essere cancellato, oppure la stimolazione può essere incrementata.

Nella maggior parte degli studi, la presenza di 3 follicoli di diametro superiore ai 16 millimetri e uno spessore endometriale di almeno 6-7 millimetri si correla con il successo del trattamento.

Inoltre, in casi per esempio di inseminazione intrauterina, il monitoraggio ecografico dell’ovulazione può evitare di effettuare l’inseminazione, in caso si siano sviluppati troppi follicoli, e di conseguenza il rischio di gravidanza gemellare di alto grado sia eccessivo.

Tecniche di esecuzione

Il monitoraggio dell’ovulazione si effettua, secondo le linee guida della legge 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita, dosando il livello di estradiolo e l’ecografia. Tuttavia il monitoraggio dell’estradiolo non si correla sempre con la crescita follicolare, quindi il suo utilizzo non è considerato oggi obbligatorio in tutti i casi.

Nei casi invece in cui sussiste il rischio di una eccessiva stimolazione, il dosaggio dell’estradiolo ha un valore in quanto consente di valutare l’entità di tale rischio e consiglia di procedere o meno con l’induzione dell’ovulazione.

Inoltre, il dosaggio di estradiolo effettuato al 5°-6° giorno di stimolazione può aiutare nel decidere il successivo protocollo di stimolazione, personalizzando la dose di gonadotropine da somministrare alla specifica paziente.

Il monitoraggio ecografico della stimolazione ovarica controllata è attualmente considerato il cardine del trattamento: consente infatti di valutare l’adeguatezza della crescita follicolare e effettuare il calcolo dell’ovulazione temporizzando la somministrazione dello stimolo ovulatorio.