E’ l’ultima coppia dello star system a festeggiare il miracolo della vita dopo i 40 anni ed in modalità scientifica. Mariah Carey ed il marito Nick Cannon stanno aspettando il loro primo figlio, anzi due, perché secondo il National Enquirer la 41enne “Hero” hitmaker è in attesa di una doppia gioia, dopo  anni di tentativi sempre disillusi e ripetuti crolli di speranza.

“Mariah è entusiasta dall’idea di avere due gemelli perché il suo più grande desiderio è formare una famiglia numerosa” cita il giornale,  spiegando come proprio questa ambita gravidanza sia stata la causa del recente abbandono della diva dell’ultimo set di Tyler Perry “For colored girls”.

“Qualcosa di speciale sta accadendo” ha dichiarato la stessa Carey agli Independent Spirit Awards, “un dono  enorme”, proprio come quello che poche settimane fa ha accolto Celine Dion, che a 42 anni ha annunciato una prossima maternità, guarda caso sempre in formato “gemelli”. Dopo 4 anni di sforzi sovraumani, tra alti, molti bassi ed aborti anche per lei è avvenuto il “miracolo”, ma in laboratorio e passando tra vari centri di fecondazione assistita.

“Siamo estasiati – ha dichiarato il marito e manager della cantante René Angelil alla rivista People – Celine sperava di avere un bambino, e la notizia che ne avremo due è una doppia benedizione”. La Dion non ha mai fatto mistero sulla sua difficoltà a riprocreare, mentre la Carey ha sempre preferito mantenere maggiore riserbo sulla sua condizione.

Un trend che negli Stati Uniti sta diventando quasi una moda quello dei figli tra i 40 e i 50 anni, molto spesso caratterizzato da una doppia gestazione. Sulla maternità over 40 ed ad ogni costo forse sarebbe più esatto non parlare di benedizione, ma di intensa attività medica e scientifica, che specialisti medici della procreazione assistita svolgono per realizzare il sogno di avere un bimbo, a volte ad ogni costo, specialmente quando ad esprimerlo sono celebrità o coppie abbienti.

Sfornare un figlio tramite le cliniche di fertilità frequentate dai divi di Hollywood può costare tra i 20 e 70 mila dollari e, se poi il risultato è assicurato e certificato come lo fu 2 anni fa per Jennifer Lopez e ancora prima per Julia Roberts, allora la cifra può ingrossarsi ancora maggiormente.

Caso limite quello di Sarah Jessica Parker che, mamma per la seconda volta a 45 anni, un mese fa ha preferito spendere 100 mila dollari e scegliere la pratica della “surrogacy”, ovvero “utero in affitto”.
La star di Sex and the City ha infatti sormontato la rogna di cure mediche e di 9 mesi di pancione affittando l’utero di un’altra donna dove- non è nemmeno certo- sono stati impiantati gli embrioni dell’attrice fecondati da quelli del marito. Anche in Italia la maternità aiutata ed over 40 comincia a fare notizia, e quella di Heather Parisi di rumore ne ha fatto parecchio visto che l’ex soubrette di genetliaci ne ha 50 e lo scorso 22 maggio ha dato alla luce, sorte o no, due gemelli.

Sulla procreazione medicalmente assistita, tutelata in Italia dalla legge 40/2004, siamo andati a chiedere chiarimenti al dott. Angelo Tocci, ginecologo ed ostetrico. Da oltre dieci anni attivo nella cura e ricerca di questo delicato settore della medicina, è il direttore clinico del Centro di Procreazione Assistita ICSI presso la Clinica Villa Claudia di Roma e presidente dell’associazione culturale Donnamed (www.donnamed.it).

D-Gentile Dottore, perché è in costante aumento il numero delle donne che desiderano una maternità dopo i 40 anni?


R- Ci sono molte ragioni per cui una coppia si ritrova a programmare un figlio più tardi. Tra le principali la necessità di acquisire una sicurezza lavorativa ed economica, che soprattutto per la donna avvengono più in ritardo rispetto all’uomo; l’utilizzo più diffuso della contraccezione ormonale; scelta personale, maturità psicologica delle coppie. Il tutto è a scapito della donna perché già a 31 anni la capacità riproduttiva spontanea comincia a ridursi, e maggiormente dopo i 35. Il tasso di gravidanza spontanea diventa pressocchè nullo a 45 anni.

D-Ecco perché si fa ricorso alle tecniche medico-scientifiche che offre il vostro centro


R- Essenzialmente la tecnica che offre le maggiori possibilità di gravidanza è la fecondazione in vitro con tecnica del tranafer di blastocisti.

D- Parlando della fecondazione assistita in numeri, qual è il numero dei pazienti, uomini e donne, che in Italia ricorrono a questa tecnica?


R- 50-60.000, mentre l’incidenza della sterilità è del 14%, ovvero una su sette coppie hanno difficoltà riproduttive.

D- E sulla percentuale dei successi e degli insuccessi delle pratiche di fecondazione assistita?


R- I risultati ottenuti dal mio lavoro dimostrano che con il transfer di blastocisti, ed un’età delle nostre pazienti di 37,5 anni, abbiamo il 50% di gravidanze per transfer embrionale. Il tasso di successo aumenta con lo screening genetico pre-impianto, che consente di trasferire solo embrioni cromosomicamente sani.

D-Quanti tentativi occorrono in media per avere un bambino in braccio?


R- Da me, fino ai 39 anni sono 1,5 tentativi di transfer embrionale per bambino nato e non per esclusivo test di gravidanza ad esito positivo. Dai 40 in su, occorrono 1,7 tentativi in media. Noi badiamo ai bambini che nascono, i dati da me forniti sono in base al successo concluso.

D- E per i casi di gravidanze dai 50 in su?


R-Le posso dare una informazione esclusivamente scientifica. Trattasi di gravidanza eterologa, in ogni singolo caso di cui si è avuta notizia sulla stampa, e pertanto sono gravidanze ottenute all’estero con ovodonazione (da donne giovani). La tecnica è infatti vietata in Italia e, sul piano tecnico, l’embrione viene creato in provetta con uova di donatrici giovani. Anche avendo ancora il ciclo mestruale, a 50 anni dal punto di vista ovarico  non c’è alcuna possibilità di tirare fuori delle uova da un ovaio di una donna di tale età, ed il motivo primario è perchè non ce ne sono a sufficienza o la loro qualità è scarsa.