L’utero  è costituito da una parete muscolare (miometrio), da una sierosa che la riveste e una mucosa che ne riveste la cavità interna (endometrio).

La parte interna dell’utero è sede di movimenti che variano durante le varie fasi del ciclo (peristalsi uterina), mediati da fibre muscolari presenti sotto l’endometrio. Questi movimenti sono importanti in fase ovulatoria, in quanto dirigono il seme verso l’ovocita.

Cosa avviene dopo la fecondazione

Nell’ utero l’embrione arriva intorno al 5° giorno dopo la fecondazione, sospinto dai movimenti tubarici ciliari e peristaltici.

Se l’embrione si è formato, esso segnala a ciò che rimane del follicolo da cui è stato emesso l’ovocita, trasformato in corpo luteo, di produrre sostanze ormonali a beneficio della parte interna dell’utero, l’endometrio, al fine di prepararlo all’accoglienza dell’embrione. Se la fecondazione non avviene, l’endometrio non si trasforma di conseguenza, e quindi “sfalda” uscendo all’esterno insieme al sangue mestruale (mestruazione). In caso di gravidanza, l’embrione aderisce all’endometrio attraverso meccanismi biochimici e la mediazione di molteplici e in gran parte ignoti meccanismi. Alcune molecole di adesione sono incaricate tra l’altro di mediare questo legame. Il legame avviene in conseguenza di un riconoscimento dell’embrione come qualitativamente adeguato a proseguire la sua crescita. L’attecchimento avviene in maniera in gran parte tuttora ignota: se non avviene, l’embrione è destinato ad essere espulso insieme al sangue mestruale.

Cosa accade all’embrione una volta arrivato in utero

Su 100 donne in età fertile che cercano la gravidanza e che effettuano il test beta hCG in fase mestruale, 60 avranno un test beta HCG positivo, ma solo una piccola parte di esse proseguirà la gravidanza.

Ciò avviene sostanzialmente per la presenza di severi meccanismi di selezione embrionale, attraverso i quali solo circa la metà degli embrioni prodotti nelle tube in effetti attecchirà.

Sono gli embrioni “adeguati” sul piano genetico e cromosomico, mentre la maggior parte degli embrioni inadeguati sono destinati ad essere eliminati. Pur tuttavia questi ultimi rendono temporaneamente positivo il test beta hCG. Solo una piccolissima parte di embrioni difettosi proseguirà, in genere affetti dalla sindrome di Down. La sindrome di Down può essere sottoposta a screening (translucenza nucale) ed è diagnosticabile tramite biopsia dei villi coriali o amniocentesi.

L’attecchimento può essere reso difficoltoso se a livello uterino si riscontrano difetti di tipo anatomico (malconformazioni), presenza di formazioni endouterine (polipi, fibromi endocavitari), diagnosticabili in isteroscopia, presenza di alterazione dei meccanismi di peristalsi uterina dovuta a molteplici fattori anatomici e funzionali. Introduzione del catetere nell’inseminazione intrauterina.