Nelle donne non in menopausa, tale esame deve essere eseguito sempre nella seconda settimana che segue il primo giorno del ciclo mestruale (questo è il periodo in cui è meno fastidiosa per la paziente l’esecuzione dell’esame e migliore è la visione all’interno della cavità uterina).
Occorre effettuare preliminarmente i tamponi cervico-vaginali che servono ad escludere la presenza di infezioni, in particolare da Chlamydia, che possono causare risalità dei germi e infezione pelvica a seguito dell'esame.
Non è necessaria alcuna preparazione farmacologica prima e dopo l’esame (se non, in pazienti con alcune cardiopatie, la somministrazione di un antibiotico, o se mancano i tamponi recenti).
L’isteroscopia dura generalmente 2-3 minuti e non è un esame doloroso: di norma si potranno avvertire solamente dei fastidi crampiformi simil-mestruali, che scompaiono al massimo nel giro di poche ore.
Dopo aver eseguito l’isteroscopia, la paziente deve rimanere distesa sul lettino qualche minuto, per poter evitare che insorga un fastidio alla scapola, che comunque dura pochi minuti, dovuto al passaggio della CO2 (usata durante l’esame per la distensione della cavità uterina) attraverso le tube (l’esame si può eseguire anche utilizzando soluzione fisiologica invece del gas; n.d.r.).
Talvolta, dopo l’esame, può essere presente per qualche giorno un lieve stillicidio ematico (occorre un salva-slip).