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La diagnosi - La diagnosi: per approfondire
sabato 08 dicembre 2007
Sommario: la fertilità è la capacità di una coppia a riprodursi. Il controllo del peso corporeo, del fumo di sigaretta, delle infezioni sessuali e l’età femminile alla quale si ricerca la gravidanza si possono modulare in modo vantaggioso.

Il peso corporeo  

Tra i fattori importanti per mantenere una buona fertilità spontanea, il peso corporeo riveste molta importanza sia nella donna che nell'uomo.  Correntemente, viene calcolato l’indice di massa corporea (body mass index o BMI in inglese).

Nella donna, la probabilità di gravidanza si riduce con l’aumento dell'indice di massa corporea, in inglese Body Mass Index BMI (range di normalità è tra 18,5 e 24,9 kg/m2), e corrispondentemente aumenta il tasso di aborto spontaneo. Inoltre, l’obesità può comportare l’aumento dei livelli di insulina, che provoca di conseguenza alterazioni ormonali a livello ovarico.
L’obesità femminile riduce la fertilità naturale interferendo con i meccanismi ormonali e metabolici; si osserva una minore ovulazione  e spesso è associata alla sindrome dell’ovaio policistico e resistenza insulinica.

Nella fecondazione assistita, le donne obese necessitano di dosi maggiori di farmaci per la stimolazione ovarica, a parità di età, per essere stimolate. Studi con ovociti donati hanno dimostrato che l’aumento di massa corporea incide sia sulle funzioni ovariche che uterine. I tassi di gravidanza subiscono una riduzione del circa 30% rispetto alle donne normopeso; inoltre aumenta il rischio di aborto (del 30%) e di complicazioni al parto.

Indice di massa corporea

Nell'uomo, l'obesità può produrre alterazione dei parametri del liquido seminale. Nell’uomo si possono verificare riduzione del testosterone, aumento della temperatura scrotale e  disfunzioni erettili.

I fattori ambientali 

Altro fattore importante è quello ambientale, in particolare la presenza di fattori chimici contaminanti, come i metalli pesanti (piombo, mercurio, manganese, cadmio), i solventi organici, i pesticidi ed il fumo di sigaretta.

Il fumo sia attivo che passivo, è legato in maniera dose-dipendente alla fertilità.

Donne fumatrici hanno bisogno di maggior tempo per concepire naturalmente, raggiungono più precocemente la menopausa e hanno un rischio aumentato di aborto spontaneo entro il primo trimestre.

Il fumo di sigaretta è responsabile, secondo alcuni studi, di una menopausa precoce e di ridotto successo delle tecniche di riproduzione assistita.

Le donne fumatrici, secondo alcuni autori, necessitano di dosi più alte di gonadotropine per la stimolazione ovarica. Il fumo ha un’influenza negativa sulla fecondazione assistita.

E' stato suggerito che l'effetto del fumo sui risultati della fecondazione assistita è comparabile ad un aumento dell'età femminile di 10 anni, ossia una donna di 20 anni fumatrice ha risultati comparabili ad una donna di 30 anni se intraprende un trattamento di fecondazione assistita. 

Si stima che una donna fumatrice necessita del doppio dei cicli di fecondazione assistita per rimanere incinta rispetto ad una donna non fumatrice. Tale effetto è maggiormente marcato nelle donne in età riproduttiva avanzata.

Nell'uomo, il fumo può produrre alterazione dei parametri del liquido seminale. Nell’uomo la questione è ancora aperta sebbene molti studi osservino una riduzione dei parametri seminali ed una aumentata frammentazione del DNA spermatozoario.

Questi fattori agiscono come disregolatori del sistema endocrino e immunitario. Queste sostanze possono agire direttamente, o attraverso i loro sottoprodotti (metaboliti) e agire anche a distanza perché si accumulano nell’organismo.

Erbicidi, fungicidi, insetticidi, chimici industriali, sono tutti responsabili di alterazioni dell’ambiente ormonale e della risposta immunitaria.

Nella donna i disregolatori endocrini possono provocare infertilità, con alterazione nella capacità ovulatoria, nel numero di ovociti, alterare la produzione di ormoni e provocare un rapido invecchiamento riproduttivo.

Possono inoltre provocare o contribuire all’insorgenza di endometriosi, ed ad alterare l’insorgenza della pubertà ed il comportamento sessuale.

L’assunzione di alcool è associata in maniera dose-dipendente ad una ridotta fertilità.

I dati sulla fecondazione assistita sono scarsi ma dimostrano che nella donna l’assunzione di alcool riduce la possibilità di gravidanza e aumenta il tasso di aborti. L’assunzione di alcolici nell’uomo può influenzare il tasso di nascite dopo fecondazione assistita.

L'età femminile 

Un fattore importantissimo che influenza sia la fertilità che il successo delle tecniche di procreazione assistita è l’età femminile.

La fertilità naturale si riduce a partire dai 31 anni, e anche le tecniche di procreazione assistita sono meno efficaci dopo il compimento del 40mo anno di età.

L'età maschile ha un impatto sulla fertilità, ma minore rispetto a quello femminile.

Prevenzione delle infezioni sessuali

La prevenzione delle infezioni a trasmissione sessuale è molto importante sia per la donna che per l’uomo, perché alcune sono responsabili di infertilità tubarica e maschile.

Bibliografia

ESHRE task force on ethics and law. Lifestile related factors and access to medically assisted reproduction. Hum Reprod 2010;25:578-583

Autori

dr._angelo_tocci.jpgDott. Angelo Tocci , ginecologo ed ostetrico
Direttore Clinico
Centro di Procreazione Assistita
Clinica Nuova Villa Claudia
Via Flaminia Nuova 280, Roma
Tel. 338 899 74 73
e-mail info@donnamed.it 

  


dr._angelo_tocci.jpgDott. Caterina Lucchini, Biotecnologo
Iscritta all'Ordine dei Biologi di Roma
Responsabile del Laboratorio Centro di Procreazione Assistita
Clinica Nuova Villa Claudia
Via Flaminia Nuova 280, Roma
Tel. 338 899 74 73

  

Ultimo aggiornamento ( venerdì 14 gennaio 2011 )
 

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