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Il congelamento del seme PDF Stampa E-mail
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La diagnosi - La diagnosi: per approfondire
Sommario: un paziente può ricorrere al congelamento (crioconservazione) del seme per differenti motivi di natura chirurgica, farmacologica, lavorativa o in un contesto di procreazione assistita.

Indicazioni

Il congelamento (crioconservazione) del seme viene suggerito nei casi di:

> azoospermia

> terapia antitumorale con chemioterapici o radioterapici

> prima di un intervento di vasectomia (chiusura chirurgica dei vasi deferenti)

> durante un percorso di procreazione medicalmente assistita

> nel caso di stretto contatto per ragioni lavorative con elevate temperature o con agenti tossici. 

Cosa deve fare il paziente

Il paziente che decide di crioconservare il proprio seme può rivolgersi a strutture autorizzate a tale procedura e deve riempire differenti moduli che lo mettono a conoscenza delle vigenti normative in merito.

E' necessario infatti rilasciare una serie di consensi informati atti a gestire le diverse procedure di congelamento, scongelamento, ritiro del campione, rinnovo della crioconservazione o eliminazione del campione.

A tutti i soggetti intenzionati a crioconservare il proprio seme viene richiesto lo screening per l’HIV, epatite C e B e per il CMV.

Tecnica

La procedura di congelamento del seme necessita tecnicamente dell’ausilio di sostanze definite crioprotettori, in grado di proteggere lo spermatozoo dal brusco cambio di temperatura. Esistono differenti tipi di crioprotettori con efficacia diversa a seconda del tipo cellulare da congelare.

Nel caso degli spermatozoi, il terreno di congelamento più adeguato è composto da varie sostanze l’insieme delle quali permette una giusta ed equilibrata disidratazione dello spermatozoo ed impedisce quindi, in sede di congelamento, la formazione di cristalli di ghiaccio all’interno della cellula, che ne provocherebbero la rottura.

La crioconservazione può far diminuire la motilità e la capacità fertilizzante degli spermatozoi, ma tale fenomeno non è strettamente legato alle sostanze utilizzate per il congelamento, quanto alle caratteristiche iniziali del liquido seminale.

Esistono differenti tecniche di congelamento proposte: rapido; lento; lento automatizzato.

Nel primo caso le cellule posizionate in appositi contenitori sigillati vengono sottoposte a vapori di azoto per diversi minuti e poi immerse nell’azoto liquido a -196°C.

Nel congelamento lento le cellule vengono fatte arrivare in circa 30 minuti alla temperatura di 4°C, successivamente con un calo di 5-10°C/min vengono portate a circa -40°C e poi sono posizionate in azoto liquido.

Nel caso del congelamento lento automatizzato il processo è temporizzato e grazie all’ausilio di una macchina.

Anche il processo di scongelamento, altrettanto importante, può seguire diversi protocolli.

Autore

dr._angelo_tocci.jpgDott. Caterina Lucchini, Biotecnologo
Iscritta all'Ordine dei Biologi di Roma
Responsabile del Laboratorio Centro di Procreazione Assistita
Clinica Nuova Villa Claudia
Via Flaminia Nuova 280, Roma
Tel. 338 899 74 73

  

 

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