La procedura di congelamento del seme necessita tecnicamente dell’ausilio di sostanze definite crioprotettori, in grado di proteggere lo spermatozoo dal brusco cambio di temperatura. Esistono differenti tipi di crioprotettori con efficacia diversa a seconda del tipo cellulare da congelare.
Nel caso degli spermatozoi, il terreno di congelamento più adeguato è composto da varie sostanze l’insieme delle quali permette una giusta ed equilibrata disidratazione dello spermatozoo ed impedisce quindi, in sede di congelamento, la formazione di cristalli di ghiaccio all’interno della cellula, che ne provocherebbero la rottura.
La crioconservazione può far diminuire la motilità e la capacità fertilizzante degli spermatozoi, ma tale fenomeno non è strettamente legato alle sostanze utilizzate per il congelamento, quanto alle caratteristiche iniziali del liquido seminale.
Esistono differenti tecniche di congelamento proposte: rapido; lento; lento automatizzato.
Nel primo caso le cellule posizionate in appositi contenitori sigillati vengono sottoposte a vapori di azoto per diversi minuti e poi immerse nell’azoto liquido a -196°C.
Nel congelamento lento le cellule vengono fatte arrivare in circa 30 minuti alla temperatura di 4°C, successivamente con un calo di 5-10°C/min vengono portate a circa -40°C e poi sono posizionate in azoto liquido.
Nel caso del congelamento lento automatizzato il processo è temporizzato e grazie all’ausilio di una macchina.
Anche il processo di scongelamento, altrettanto importante, può seguire diversi protocolli.