Test radiografico che esamina la cavità dell’utero e documenta il passaggio del liquido attraverso le tube se sono aperte.  Si tratta quindi di un test di pervietà-apertura o chiusura delle tube. È consigliato di sottoporsi a questo esame durante la seconda settimana del ciclo mestruale, tra il settimo ed il dodicesimo giorno. La scelta del tempo è dovuta ad una migliore visualizzazione delle strutture interne in questa fase.
La isterosalpingografia indica esclusivamente la apertura o chiusura delle tube, ma non il loro corretto funzionamento. Pertanto questo è un test “idraulico”, non indica se le tube funzionino correttamente. Infatti, la capacità delle tube di consentire la fecondazione dipende da moltissimi altri fattori, non investigabili con la isterosonosalpingografia nè con alcun altro test.

Come ci si prepara

In Donnamed, prima di eseguire la isterosalpingografia, occorre effettuare due esami:

  • Tampone cervico-vaginale completo, per escludere infezioni che potrebbero essere causa di infezione pelvica ed occlusione tubarica a seguito dell’esecuzione dell’esame. Tra questi si richiede in particolare la Chlamydia con test molecolare
  • Test di gravidanza sul sangue (beta-hCG).

Cosa aspettarsi durante l’esame

Il medico esamina il collo dell’ utero, il quale viene disinfettato con sapone antibatterico. Un catetere soffice, di 1-2 mm di diametro viene inserito nel collo dell’utero e del mezzo di contrasto viene introdotto nell’utero tramite il catetere; il fluido costringe l’utero ad allargarsi. Questo potrebbe causare dei crampi.

Il medico esamina mediante lastre radiografiche la cavità e le pareti uterine e verifica che il fluido passi nella cavità peritoneale attraverso le tube, cosa che indica la pervietà (normalità) delle tube. Con lo stesso esame, rimane evidenza di eventuali malformazioni uterine (figura).

Gli esami di pervietà tubarica normalmente non sono dolorosi, se condotti correttamente, ma nel caso di pazienti particolarmente sensibili o che soffrono di crampi, si può chiedere al medico di somministrare degli antidolorifici.

Il rischio principale è l’infezione pelvica, nell’ordine del 3-4% soprattutto se non vengono eseguiti gli esami prescritti in Donnamed.