Le infezioni sessualmente trasmesse sono la principale causa di infertilità maschile e femminile. Sulla base dei microorganismi coinvolti, si distinguono in:

  • batteriche
  • virali
  • protozoarie

Infezioni batteriche

Le principali sono dovute a:

  • Neisseria gonorrhoeae (gonococco)
  • Chamydia trachomatis
  • Mycoplasmi
  • Treponema pallido (sifilide)
  • Gardnerella vaginalis
  • Hemophilus ducreyi
  • Klebsiella granulomatis (granuloma inguinale o Donovanosi)

Neisseria gonorrhoeae (gonococco): i fatti

Il problema in Italia: il numero di casi di gonorrea dal 1976 ad oggi si è progressivamente ridotto, passando da circa 3000 casi all’anno a meno di 500 nel 1998. I dati definitivi ricavati dalle notifiche obbligatorie, disponibili dal 1996 al 2006, segnalano che tra il 2000 e il 2005 si è verificato un aumento dell’incidenza del 33.3% su base nazionale (le province autonome di Trento e di Bolzano risultano le più colpite).

Il microrganismo: è un cocco gram-negativo che cresce in coppia (diplococco). Infetta le cellule cubiche o cilindriche, ma non le cellule squamose. Causa secrezioni purulente e infetta nella donna principalmente la parte interna del collo dell’utero (endocervice).

Gonococco nella donna: generalmente diffonde seguendo i piani superficiali, tende infatti a non penetrare in profondità. Nell’apparato genitale femminile, dall’endocervice si può estendere alla parte interna dell’utero, causando endometrite, quindi alle tube di Falloppio, causando una reazione infiammatoria acuta (pelvic inflammatory disease, PID), che, se non trattata, si cronicizza provocando aderenze, distruzione dell’epitelio ciliato delle tube e della mucosa interna. Può superare l’ostio tubarico ed estendersi alla cavità addominale, con un quadro di peri-epatite (sindrome di Fitz-Hugh-Curtis).

Gonococco nell’uomo: causa uretrite purulenta. Nel liquido seminale, è stato dimostrato che può legarsi agli spermatozoi attraverso recettori1.

Chlamydia trachomatis: i fatti

Il problema in Italia: in Italia la malattia non è soggetta a notifica. Secondo i dati dell’Oms ricavati da un’indagine su donne asintomatiche, l’Italia è tra le nazioni europee con bassa prevalenza dell’infezione (2,7% negli anni ’90).

Il microrganismo: è un batterio intracellulare obbligato.

La chlamydia nella donna: colpisce prevalentemente la cervice uterina, causando una condizione indistinguibile clinicamente dalla cervicite da gonococco. I sintomi possono essere le perdite vaginali, il sanguinamento intermestruale, il bruciore a urinare, e il dolore nei rapporti sessuali. Tuttavia è spesso non sintomatica e può danneggiare permanentemente l’apparato riproduttivo della donna senza che se ne accorga. Si può estendere alla parte interna dell’utero, causando endometrite, quindi alle tube di Falloppio, causando una reazione infiammatoria acuta (pelvic inflammatory disease, PID), che, se non trattata, si cronicizza provocando aderenze, distruzione dell’epitelio ciliato delle tube e della mucosa interna.

La chlamydia nell’uomo: Nel liquido seminale, il suo ruolo è controverso. Tuttavia alcuni lavori suggeriscono che essa possa ridurre la motilità degli spermatozoi e causare morte degli spermatozoi.

Micoplasmi: i fatti

Il problema in Italia: in Italia la malattia non è soggetta a notifica. I dati epidemiologici sono poco chiari.

Il microrganismo: è un batterio parassita che colonizza il tessuto epiteliale ciliato urogenitale e respiratorio dei primati. Se ne conoscono oltre 120 specie di cui le più frequenti sono il Mycoplasma hominis, l’Ureaplasma urealyticum ed il Mycoplasma genitalium.

Il micoplasma nella donna: è stato isolato in 2/3 delle donne con leucorrea (secrezione vaginale) patologica, e solo in 1/10 donne senza leucorrea patologica. E’ stato inoltre isolato da 10% delle donne con infezione tubarica diagnosticata alla laparoscopia. Il suo ruolo nella patologia tubarica è tuttavia poco chiaro, perchè si ritrova spessissimo associato ad altri microrganismi.

Il micoplasma nell’uomo: Alcuni lavori suggeriscono che essa possa legarsi agli spermatozoi bloccandone la motilità3.

Treponema pallido (sifilide): i fatti

Il problema in Italia: in Italia la malattia è soggetta a notifica. I dati epidemiologici rivelano un aumento dei casi di sifilide negli ultimi anni, soprattutto il Lazio e in Lombardia.

Il microrganismo: è un batterio molto fragile, appartenente alle spirochete.

La sifilide nella donna: si tramette per via sessuale, e l’infezione si manifesta con lo sviluppo di una ulcera sulla parete vaginale o la cervice uterina, di difficile visualizzazione, dopo 3 settimane dall’infezione (sifilide primaria). Dopo 6 settimane dall’infezione, si verifica una eruzione cutanea (sui palmi e le piante del piede), e con lesioni genitali verrucose, o perdita di capelli (alopecia) (sifilide secondaria). Questo stadio, se non trattato, è seguito da un lungo stadio asintomatico (stadio latente): nello stadio latente, decadono i sintomi e la contagiosità. Tuttavia in 1/3 dei pazienti, la malattia progredisce allo stadio successivo (sifilide terziaria), che può portare al danneggiamento di virtualmente tutti gli organi e può durare decenni portando al decadimento di molte funzioni organiche. Può causare aborti, morti neonatali, prematurità, e sifilide congenita nel neonato.

La sifilide nell’uomo: Alcuni lavori sull’animale suggeriscono una localizzazione intratesticolare del treponema.

Gardnerella vaginalis: i fatti

Il problema in Italia: non ci sono dati.

Il microrganismo: è un batterio che fa parte della flora vaginale patologica.

La gardnerella nella donna: è stata trovata nel tratto genitale alto di donne con malattia infiammatoria pelvica.

La gardnerella nell’uomo: è stata trovata in alcuni lavori nel 22% di uomini infertili e in nessun uomo fertile; non c’è differenza in termini di qualità del liquido seminale tra soggetti infertili con infezione o senza infezione. Tuttavia, rispetto ai controlli normali, i soggetti con infezione da gardnerella presentano una riduzione della vitalità, della motilità e della morfologia normale.

Hemophilus ducreyi (ulcera molle o cancroide): i fatti

Il problema in Italia: è una infezione a denuncia obbligatoria.

Il microrganismo: è un batterio gram-negativo anaerobio.

L’ulcera molle nella donna: è dolorosa, soprattutto a contatto con l’urina, e si associa a suppurazione mono-laterale dei linfonodi inguinali. Non è implicato in casi di infertilità

L’ulcera molle nell’uomo: nell’uomo le lesioni sono particolarmente tipiche e compaiono 3-5 giorni dopo il contatto sessuale e lo stadio vescicolare è così leggero che spesso non è riconosciuto. Poi compare una sola ulcera visibile in un qualsiasi punto del pene, anche se il più delle volte si trova nel glande. Non ci sono lavori che riportano infertilità in maschi con ulcera molle.

Klebsiella granulomatis (granuloma inguinale o Donovanosi)

Il problema in Italia: è una infezione a denuncia obbligatoria.

Il microrganismo: è un bacillo gram negativo intracellulare che si ritrova nelle cellule mononucleari.

Il granuloma inguinale nella donna: nodulo indolore rosso-carne che si trasforma in una placca arrotondata, maleodorante, rilevata e vellutata. Le sedi dell’infezione sono la vulva, la vagina e il perineo, il volto.

Il granuloma inguinale nell’uomo: nodulo indolore rosso-carne che si trasforma in una placca arrotondata, maleodorante, rilevata e vellutata. Le sedi dell’infezione sono il pene, lo scroto, l’inguine e le cosce, il volto; nei maschi omosessuali, l’ano e le natiche.

Bibliografia

Harvey HA, Porat N, Campbell CA, Jennings M, Gibson BW, Phillips NJ, Apicella MA, Blake MS. Gonococcal lipooligosaccharide is a ligand for the asialoglycoprotein receptor on human sperm. Mol Microbiol. 2000 Jun;36(5):1059-70.

Eley A, Pacey AA, Galdiero M, Galdiero M, Galdiero F.Can Chlamydia trachomatis directly damage your sperm? Lancet Infect Dis. 2005 Jan;5(1):53-7

Svenstrup HF, Fedder J, Abraham-Peskir J, Birkelund S, Christiansen G.Mycoplasma genitalium attaches to human spermatozoa.Hum Reprod. 2003 Oct;18(10):2103-9.

Andrade-Rocha FT. Colonization of Gardnerella vaginalis in semen of infertile men: prevalence, influence on sperm characteristics, relationship with leukocyte concentration and clinical significance. Gynecol Obstet Invest. 2009;68(2):134-6. Epub 2009 Jul 15.