Le tecniche di fecondazione assistita di 1°, 2° e 3° livello consentono di risolvere la maggior parte delle infertilità di coppia che non possono essere risolte diversamente.

Fecondazione assistita con verifica dello stato di salute dell’embrione (diagnosi preimpianto, PGD o PGS)

La diagnostica pre-impianto PGD PGS viene ampiamente consigliata alle nostre Coppie perchè aumenta il tasso di gravidanza evolutiva e riduce il tasso di aborto genetico.

Questa tecnica di fecondazione assistita è identica alla ICSI nella prima parte. Successivamente, si fanno crescere gli embrioni fino allo stadio di blastocisti (5°-6° giorno di coltura embrionale), e si preleva con una micro-biopsia laser un minimo numero di cellule dalla blastocisti, con l’accortezza di prelevarle dalla parte opposta all’abbozzo dell’embrione.

La tecnica non produce alcun danno all’embrione, ma consente di analizzare i cromosomi e alcuni geni noti, del patrimonio genetico-cromosomico dell’embrione.

Con questa metodica avanzatissima di fecondazione assistita si trasferiscono in utero solo gli embrioni sani.

Gruppo Donnamed è contrario all’applicazione universale (cioè a tutte le coppie che fanno una ICSI) dello screening genetico pre-impianto (PGS), perchè questo è contrario agli interessi della coppia.

Inoltre, Gruppo Donnamed sconsiglia la PGS in caso di presenza di un singolo embrione, perchè la PGS non è una amniocentesi, cioè non è una diagnosi, ma uno screening, in quanto verifica, all’interno di un certo numero di embrioni (determinato dall’età della donna) quelli che hanno maggiori possibilità di nascita.

I vantaggi della fecondazione artificiale con diagnosi pre-impianto sono i seguenti:

  1. si trasferiscono in utero solo gli embrioni sani;
  2. si aumenta il tasso di gravidanza, che rimane alto (circa 70%) indipendentemente dall’età della donna;
  3. si riduce il tasso di aborto spontaneo.

La metodica si può applicare ad ogni caso di fecondazione in vitro, ma trova adeguata applicazione nel caso di:

  1. età materna avanzata (ma con buona riserva ovarica);
  2. ripetuti fallimenti dell’impianto nella fecondazione in vitro;
  3. poliabortività;
  4. anomalie dei cromosomi parentali;
  5. genitori portatori sani di malattie monogeniche, a gene noto.

L’applicazione della metodica trova i suoi principali limiti nella necessità di generare un numero adeguato di embrioni, cosa non sempre possibile in caso di ridotta riserva ovarica, e in questi casi occorre ricorrere a tecniche di accumulo ovocitario (congelamenti ripetuti di ovociti in diversi cicli di stimolazione) o embrionario al fine di aumentare il numero di embrioni analizzabili.

Fecondazione artificiale con ovociti e spermatozoi della coppia (omologa)

La Fecondazione in vitro (o in provetta) con gameti della coppia (omologa) permette di fecondare un ovulo con uno spermatozoo all’esterno dell’utero, in laboratorio di embriologia. Le tecniche comunemente utilizzate sono 2:

  1. tecnica convenzionale (FIVET);
  2. microiniezione dello spermatozoo nell’ovocita (ICSI).

Questo tipo di fecondazione assistita si effettua in genere su ciclo stimolato dai farmaci, per ottenere più di un ovocita. Tuttavia, la ICSI si può effettuare anche su un ciclo spontaneo, senza stimolazione ovarica ma il ciclo spontaneo riduce fortemente le possibilità di gravidanza che dipendono strettamente dal numero di ovuli disponibili.

Una volta ottenuta la crescita dei follicoli, ciascuno dei quali al massimo contiene un ovulo, essi vengono aspirati con un ago e sotto guida ecografica tramite un piccolo intervento per via vaginale. Il liquido contenuto in ciascuno dei follicoli viene aspirato e consegnato al biologo, per verificare se contiene ovociti maturi, che sono quelli che si possono fecondare. L’intervento dura pochi minuti, e si può effettuare in anestesia locale oppure in sedazione; è praticamente privo di rischi per la donna.

  • Fecondazione in provetta con tecnica convenzionale (FIVET): gli ovociti vengono fecondati con tecnica convenzionale (FIVET), mettendo a contatto gli spermatozoi con le cellule ovo;
  • Fecondazione in provetta con tecnica ICSI: in questo caso, la fertilizzazione delle uova si ottiene iniettando un singolo spermatozoo in ciascun ovulo maturo.

Una volta che l’ovocita viene fecondato:

  1. si lasciano crescere gli embrioni in laboratorio per 2-5 giorni con opportune metodiche;
  2. si trasferiscono nell’utero uno o più embrioni, attraverso un catetere sottile, tramite la vagina, posizionandoli sotto guida ecografica nel punto migliore della cavità uterina;
  3. dopo 6-12 giorni, si effettua il test di gravidanza per verificare l’attecchimento degli embrioni;
  4. dopo qualche settimana si verifica l’avvenuto impianto e il numero di camere gestazionali con l’ecografia trans vaginale.

Cosa è richiesto per la FIVET

  1. che ci sia un buon numero di ovociti;
  2. che ci sia un sufficiente numero di spermatozoi dotati di buona motilità nel liquido seminale.

In tutti gli altri casi, si procede con la ICSI.

I limiti e i vantaggi della FIVET rispetto alla ICSI sono:

  1. Il tasso di fertilizzazione nella FIVET è minore rispetto a quello riscontrato nella ICSI;
  2. Tuttavia, una volta che si sono formati gli embrioni, il tasso di gravidanza è simile;
  3. Il vantaggio della FIVET è quello di una tecnologia che imita meglio la natura, rispetto alla ICSI, e non richiede di “bucare” l’ovocita in modo artificiale;
  4. Inoltre, lo spermatozoo che feconda l’ovocita nella FIVET entra da solo nell’ovulo, dopo un processo di selezione naturale, che invece manca nella ICSI, dove è il biologo che sceglie lo spermatozoo sulla base di criteri morfologici (aspetto dello spermatozoo) e di motilità;
  5. Sembra inoltre che il tasso di anomalie fetali sia leggermente superiore nella ICSI rispetto alla FIVET (i dati però sono incerti in letteratura).

Inseminazione artificiale intrauterina (IUI) con seme del partner (IUI omologa)

L’ inseminazione artificiale intrauterina (IUI) con seme del partner (IUI omologa o AIH, acronimo inglese) è un trattamento simile a quanto avviene in natura, in quanto l’ovocita (o cellula ovo o ovulo) viene fecondato nella sede naturale, la Tuba di Falloppio. L’embrione viene condotto dalla tuba verso l’utero dove impianta e dà origine alla gravidanza. Il trattamento di IUI viene ottimizzato per favorire l’ incontro degli spermatozoi con gli ovociti nella Tuba di Falloppio.

La inseminazione intrauterina si può effettuare su ciclo spontaneo oppure su ciclo stimolato dai farmaci. In quest’ultimo caso, viene ovulato più di un ovocita per volta e aumenta la probabilità che almeno una cellula ovo venga fecondata dallo spermatozoo e che quindi si instauri una gravidanza. Nel momento della più probabile ovulazione, si iniettano nell’utero, con un sottile catetere attraverso la vagina, gli spermatozoi migliori, selezionati con l’ausilio di una tecnica di preparazione di laboratorio.

Cosa è richiesto per questo trattamento

I presupposti per effettuare questo trattamento con vantaggio per la coppia sono:

  1. che almeno una tuba sia aperta, e funzionante. Per verificare che le tube siano aperte si effettua un test di pervietà tubarica (l’isterosalpingografia, esame radiologico, è il preferibile). Non esistono però test di funzionalità tubarica che si può verificare solo retrospettivamente, se la donna rimane incinta;
  2. che il liquido seminale non sia eccessivamente compromesso;
  3. che l’età della donna sia possibilmente non superiore ai 35 anni, perché sopra i 35 anni questo trattamento è relativamente inefficace, e fa perdere tempo prezioso in termini di riserva ovarica;
  4. che il collo dell’ utero consenta il passaggio di un catetere per iniettare gli spermatozoi in utero.

Tutti gli esami sono eseguibili presso il Gruppo Donnamed.

Inseminazione artificiale intrauterina (IUI) con seme di un donatore, eterologa maschile

La tecnica è attualmente consentita in Italia.

E’ tecnicamente identica alla tecnica omologa, ma si utilizza il seme di un donatore anonimo, giovane, sano e possibilmente fertile, proveniente in geenre da una banca di spermatozoi.

Si utilizza quando il seme del partner non consente di procedere alla tecnica omologa, o quando la donna non ha un partner maschile.

Fecondazione assistita con ovociti di una donatrice e spermatozoi del proprio partner (eterologa femminile, ovodonazione)

La tecnica è attualmente consentita in Italia.

Questa metodica di fecondazione assistita è tecnicamente identica alla tecnica omologa, ma si utilizzano gli ovuli di una donatrice anonima giovane, sana e possibilmente fertile. E’ anche detta ovodonazione o donazione di ovuli.

Si utilizza quando la riserva ovarica femminile è esaurita e quindi la donna non possiede più ovuli, o quando si sono registrati ripetuti fallimenti della tecnica omologa.

Fecondazione assistita con ovociti della donna e spermatozoi di un donatore anonimo (eterologa maschile)

La tecnica è attualmente consentita in Italia.

E’ tecnicamente identica alla tecnica omologa, ma si utilizzano gli spermatozoi di un donatore anonimo giovane, sano e possibilmente fertile, provenienti da una banca del seme.

Si utilizza quando il partner maschile non possiede spermatozoi neanche a livello testicolare, o se la donna non ha partner maschile.

Fecondazione in vitro con ovociti e spermatozoi da donatori (eterologa maschile e femminile)

La tecnica è attualmente consentita in Italia.

E’ tecnicamente identica alla tecnica omologa, ma si utilizzano gli spermatozoi e gli ovuli di donatori anonimi giovani, sani e possibilmente fertili.

Si utilizza questa tecnica quando il partner maschile non possiede spermatozoi neanche a livello testicolare e contemporaneamente la donna non possiede ovuli, oppure se la donna non ha partner maschile e contemporaneamente non ha ovociti residui.