La IMSI è una fecondazione in provetta con Iniezione intracitoplasmatica di spermatozoi selezionati al microscopio ad alto ingrandimento.

Si effettua una selezione preliminare degli spermatozoi sotto un microscopio 15 volte più potente rispetto al solito. Sembrava una tecnica promettente, nei casui di aborto ripetuto, come pure in seguito a ripetuti insuccessi della fecondazione in provetta.

La IMSI è una bufala. Uno studio di metanalisi lo conferma.

Come si effettua la IMSI?

La IMSI consiste in una selezione degli spermatozoi da inserire nell’ovulo, mediante uno speciale microscopio che consente di ingrandire lo spermatozoo.

Con questo microscopio si può vedere la forma interna degli spermatozoi. In questo modo si eliminerebbero quelli che contengono dei “vacuoli” che porterebbero ad anomalie nella crescita dell’embrione.

Questa tecnica è stata applicata affetti da anomalie spermatiche severe e anche in casi di aborto ripetuto, come pure in seguito a ripetuti insuccessi della fecondazione in provetta.

La IMSI è una bufala. Uno studio di metanalisi lo conferma.

Sono stati inseriti nell’analisi, rigorosa sul piano statistico, 9 studi che comprendono 2014 coppie, 1002 trattate con IMSI e 1012 trattate con la classica ICSI.

Ebbene, l’analisi non supporta in alcun modo l’uso della IMSI nella pratica clinica. La metodica non migliora infatti i risultati della semplice ICSI.

Bibliografia

Teixeira DM  et al. Cochrane Database Syst Rev. 2013


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DOTT. ANGELO TOCCI

Angelo Tocci è un Medico Chirurgo (iscrizione albo n° 1870), Specialista in Ginecologia ed Ostetricia, e Andrologia e Sessuologia. Dirige il Gruppo Donnamed® che si occupa da 20 anni di sterilità di coppia e di malattie da virus del papilloma HPV maschile e femminile. E’ Socio dell’ American Society for Reproductive Medicine, della European Society of Human Reproduction and Embryology, della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità e della European Academy of Andrology. Ha lavorato presso il Policlinico Gemelli dell’Università Cattolica di Roma, presso l’Unità di Ricerca INSERM U80 dell’Università Claude Bernard a Lione (Francia) e al Queen Charlotte’s and Chelsea Hospital dell’Imperial College di Londra (UK).