La prima analisi dei bimbi concepiti in provetta

Dalla nascita della prima bambina concepita tramite fecondazione in vitro si è dibattuto molto su come sarà la vita di questi bambini, sia psicologicamente, sia fisicamente.
I vari passaggi tecnici che sono necessari per concepire un embrione in provetta potrebbero, secondo alcuni, provocare danni a breve e lungo termine ai nascituri.
Quanto sono fondate queste preoccupazioni?
Fino ad ora si conoscono bene solo le complicanze a breve termine, visto che queste tecniche sono molto recenti.
È noto, infatti, che le probabilità di incorrere in gravidanze multiple sono maggiori rispetto alla fertilità naturale, con tutti i problemi che queste comportano (parto prematuro, ridotto peso alla nascita etc.). Sono state viste, inoltre, alcune associazioni tra fecondazione in provetta e malformazioni congenite e danni epigenetici, ma la correlazione è solo marginale.
A tutt’oggi mancavano studi a lungo termine sul possibile effetto a lungo termine delle tecniche di fecondazione in provetta. Esistono alcuni studi sull’infanzia e l’adolescenza, ma questi sono pochissimi ed i risultati sono molto contrastanti tra loro, non potendo così ottenere dati statisticamente significativi.

Lo studio a 30 anni di distanza

Allo stato attuale, un solo studio ha osservato condizioni di salute e stili di vita dei giovani adulti nati in seguito a fecondazione in provetta tra il 1981 ed il 1990 negli Stati Uniti.

In questo lavoro sono state considerate patologie croniche, condizioni fisiche (altezza, peso) e abitudini (fumo, alcool, attività fisica) e messe in relazione con una popolazione di confronto con caratteristiche simili (età, razza, luogo di residenza).

Hanno partecipato allo studio 173 pazienti di età compresa tra i 18 ed i 26 anni.

L’analisi dello stile di vita permette di capire i fattori di rischio per alcune patologie a cui sono esposte le persone e sono state riscontrate differenze tra le due popolazioni solo per alcune abitudini.

Il tasso di fumatori tra i nati in seguito a fecondazione in provetta è molto minore rispetto alla loro controparte nata grazie alla fertilità naturale, sebbene le donne del primo gruppo siano più inclini al consumo di alcool (negli uomini non vi è differenza significativa).

Inoltre, i giovani nati da fecondazione in provetta svolgono molta più attività sportiva sia amatoriale che agonistica, senza differenze tra uomini e donne.

In realtà, dal punto di vista fisico non sono state viste differenze tra i due gruppi; si è notato, però, un aumento di problemi psicologici nel gruppo di soggetti concepiti in provetta, soprattutto tra le donne. Sono maggiori i casi di depressione e deficit dell’attenzione abbinato o no all’iperattività, fenomeno che spiegherebbe la maggiore propensione all’attività fisica.Essendo problemi psicologici, è difficile dare una spiegazione medico-biologica a questa tendenza. Alcuni esperti propongono che ciò sia dovuto ad un elevato stress dei genitori nel cercare un figlio e ad una loro iperprotettività una volta che divengono genitori.

Questo è l’unico studio che analizza questi pazienti oltre i 18 anni e comunque ne esce un quadro rassicurante: le persone concepite in provetta sono fondamentalmente sane e con rischi simili alla popolazione generale.

Ovviamente sono necessari altri studi per confermare questi dati e soprattutto serve altro tempo per poter monitorare anche la fertilità di questi pazienti, visto che, data anche la giovane età, nessuno degli intervistati ha riferito di aver avuto gravidanze o problemi di fertilità.

Bibliografia

Beydoun HA, Sicignano N, Beydoun MA, Matson DO, Bocca S, Stadtmauer L, Oehninger S. A cross-sectional evaluation of the first cohort of young adults conceived by in vitro fertilization in the United States. Fertil Steril. 2010 Nov;94(6):2043-9

Colpin H, Soenen S. Parenting and psychosocial development of IVF children: a follow-up study. HumReprod 2002;17:1116–23

Steel AJ, Sutcliffe A. Long-term health implications for children conceived by IVF/ICSI. Hum Fertil (Camb) 2009;12:21–7