La diagnosi del papilloma virus

Dopo aver letto tanti articoli su come si effettua la diagnosi del papilloma virus, sei arrivato alla conclusione che la diagnosi di malattia da papilloma virus sia una cosa complessa. Adesso però ti trovi di fronte ad un piccolo problema: devi decidere a chi affidare la tua diagnosi HPV. La diagnosi delle malattie infettive virali è sempre problematica. Non credere che sia semplice la diagnosi clinica di rosolia o la diagnosi di morbillo, nonostante siano banali condizioni che riguardano milioni di persone.

Stai tranquilla. La diagnosi del papilloma virus HPV è un’operazione relativamente semplice almeno quanto quella che si effettua per diagnosticare altre malattie infettive.  Quindi non perdere altro tempo e scopri subito come si fa la diagnosi HPV grazie alle dritte che trovi qui sotto.

Se vuoi imparare come diagnosticare l’HPV, la strada più semplice che puoi percorrere è comunque rivolgerti ad un Centro specializzato nella diagnosi di questa condizione.land_02_imm_01

L’HPV ed il tumore

La carcinogenesi del collo dell’utero è un processo lento, progressivo. Si passa dalle lesioni squamose di “basso grado” L-SIL (una volta dette “displasie lievi”), che spesso scompaiono da sole, alle lesioni di “alto grado” H-SIL (una volta dette “displasie gravi”), fino al carcinoma invasivo, nel quale le cellule cancerogene sono già penetrate nella struttura del collo dell’utero e possono diffondere localmente o per via generale.

Dallo stadio di normalità a quello di carcinoma invasivo possono passare parecchi anni.

Il Papilloma virus (HPV) viene attualmente considerato il responsabile di queste lesioni e della loro progressione fino al carcinoma invasivo. In particolare, l’HPV “ad alto rischio” è responsabile di queste lesioni gravi. I fatti essenziali da sapere sull’HPV sono:

  • Il virus HPV è presente fino al 20-30% della popolazione “normale”.
  • E’ inoltre presente nel 95% dei cancri invasivi del collo dell’utero.
  • E’ presente nel 75-95% nelle cosiddette lesioni di “alto grado”, cioè quelle che presentano alterazioni cellulari simili a quelle del cancro, ma che ancora non hanno progredito in cancro invasivo.
  • E’ importante sottolineare che, tra le lesioni squamose di “basso grado” L-SIL, il 10% progredisce fino al cancro, se la donna presenta una infezione da HPV “ad alto rischio”.

La diagnosi HPV

Oggi è possibile diagnosticare la presenza del virus HPV, e determinare se si tratta di un tipo virale a “basso” o “alto rischio” oncogeno, cioè con il potenziale di produrre il cancro del collo dell’utero.

La presenza di un HPV “a basso rischio” fa stare relativamente tranquilli, poiché è probabile che la lesione regredisca, scompaia e comunque non provochi danni.

Se si riscontra invece un HPV “ad alto rischio”, è importante sorvegliare e, in caso di lesioni, effettuare una diagnosi istologica e trattare la paziente per evitare una eventuale progressione verso il cancro.

La rilevazione di assenza dei virus ad alto ed a medio rischio è segno di assenza di malattia con una affidabilità del 98%.

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Questo articolo non intende sostituire il consiglio del Medico. Non devi usare questa informazione per diagnosticare o trattare problemi di salute o condizioni patologiche. Consulta sempre il tuo Medico prima di cambiare trattamento, abitudini, assumere supplementi alimentari o farmaci, o iniziare terapie.


DOTT. ANGELO TOCCI

Angelo Tocci è un Medico Chirurgo (iscrizione albo n° 1870), Specialista in Ginecologia ed Ostetricia, e Andrologia e Sessuologia. Dirige il Gruppo Donnamed® che si occupa da 20 anni di sterilità di coppia e di malattie da virus del papilloma HPV maschile e femminile. E’ Socio dell’ American Society for Reproductive Medicine, della European Society of Human Reproduction and Embryology, della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità e della European Academy of Andrology. Ha lavorato presso il Policlinico Gemelli dell’Università Cattolica di Roma, presso l’Unità di Ricerca INSERM U80 dell’Università Claude Bernard a Lione (Francia) e al Queen Charlotte’s and Chelsea Hospital dell’Imperial College di Londra (UK).