Cos’è e a cosa serve

Il vaccino contro il papilloma virus umano HPV conferisce agli adolescenti di entrambi i sessi, soprattutto se prima di iniziare i rapporti sessuali, una protezione quasi assoluta dalle gravi lesioni pre-tumorali del collo dell’utero, della vulva e dei condilomi. E’ costituito da particelle simili al virus, ma prive al loro interno del messaggio genetico responsabile della proliferazione incontrollata e tumorale delle cellule.

Pertanto, il vaccino contro il papilloma virus HPV conferisce un’ottima protezione verso almeno 2 o 4 tipi virali di papilloma virus, a secondo del tipo di vaccino utilizzato.

Perché vaccinarsi

Attraverso la vaccinazione contro l’HPV il corpo è in grado di contrastare l’infezione da Papillomavirus, e così facendo non si potranno verificare i cambiamenti delle cellule del collo dell’utero, che portano allo sviluppo del tumore.

I vaccini contro il Papillomavirus

Oggi sono disponibili due vaccini contro il papillomavirus:

  • vaccino bivalente – protegge contro i tipi 16 e 18 (i tipi di virus in grado di causare le lesioni pretumorali)
  • vaccino quadrivalente – offre una protezione anche contro i tipi 6 e 11 (quelli che causano il maggior numero di condilomi)
  • il nuovo vaccino 9-valente contro il Papilloma Virus che ridurrà di un ulteriore 20% i cancri da HPV e del 50-80% in più delle lesioni precancerose. La protezione diretta dei 9 principali tipi di HPV (6-11-16-18-31-33-45-52-58) in entrambi i sessi porterà in futuro ad una quasi eliminazione delle patologie HPV correlate. Nelle farmacie italiane il vaccino sarà disponibile tra ottobre e novembre prossimi.

I vaccini hanno un’efficacia elevata, se somministrati prima che la persona sia stata contagiata con il virus HPV, che si acquisisce, di norma, subito dopo l’inizio dell’attività sessuale. Inoltre inducono una migliore risposta immunitaria nelle persone più giovani.

La campagna di vaccinazione contro l’HPV

E’ indirizzata agli adolescenti di entrambi i sessi, preferibilmente intorno agli 11 e i 12 anni di età. La vaccinazione in questa classe di età consente di prevenire, nella quasi totalità dei casi, l’insorgenza di un’infezione persistente dei due ceppi virali, che più frequentemente provocano il tumore della cervice uterina. Ambedue i vaccini sembrano presentare un certo grado di protezione verso altri ceppi di HPV.

La vaccinazione è offerta gratuitamente e attivamente alle bambine nel 12° anno di vita (11 anni compiuti) in tutte le Regioni italiane dal 2007-2008. Alcune Regioni hanno esteso l’offerta attiva della vaccinazione a ragazze di altre fasce di età. Le Regioni Emilia-Romagna e Friuli Venezia Giulia offrono il vaccino anche agli individui, maschi e femmine, HIV positivi. Alcune regioni, inoltre, hanno recentemente esteso la vaccinazione HPV ai maschi nel dodicesimo anno di vita (Sicilia, Puglia; altre, come Liguria, Friuli Venezia Giulia e Veneto offrono il vaccino a partire dai nati nel 2004.

Come è somministrato dal Sistema Sanitario Nazionale

Si somministrano due dosi a 0 e 6 mesi (per soggetti fino a 13 o 14 anni). Nei ragazzi e ragazze più grandi il numero di dosi dipende dall’età ed è specificato nella Circolare 24 aprile 2014del Ministero della Salute.

Il vaccino viene somministrato gratuitamente dal sistema sanitario nazionale agli adolescenti di entrambi i sessi nel corso del dodicesimo anno di età, ossia dal compimento degli 11 anni al compimento dei 12 anni. Al di fuori di questa fascia di età, il vaccino deve essere acquistato sotto presentazione di ricetta medica. In alcune regioni (Basilicata ad esempio), sono disponibili gratuitamente vaccini anche per altre fasce di età. Il vaccino per i maschi viene anche distribuito.

Il vaccino contro il virus del papilloma può essere somministrato fino ai 26 anni di età, ma in questo caso i dati sull’efficacia non sono ugualmente certi e la sicurezza non è garantita. Nelle donne che hanno già contratto l’infezione da papilloma virus, il vaccino può essere somministrato, ma non è terapeutico, né vi è la certezza di protezione verso altri ceppi virali.

E’ un vaccino sicuro ?

E’ un vaccino sicuro, con minori conseguenze dopo la somministrazione. Può essere somministrato anche durante l’allattamento; sebbene in casi di gravidanza iniziata accidentalmente poco dopo la somministrazione del virus non si siano osservate malformazioni feto-neonatali superiori a quelle della popolazione non sottoposta a vaccinazione, tuttavia la vaccinazione è sconsigliata in gravidanza.

La somministrazione non è raccomandata dopo i 26 anni di età, poiché non ci sono dati sufficienti per garantirne la sicurezza in questa fascia di età.

In donne sotto i 26 anni che hanno già contratto l’infezione da papilloma virus, si ipotizza senza una dimostrazione certa che la vaccinazione conferisca un vantaggio, ciò perché molto spesso tali donne non contraggono l’infezione da parte di tutti i tipi virali (16, 18, 6, 11) contro i quali il vaccino tetravalente attualmente disponibile in Italia conferisce protezione.

E’ opportuno ricordare che la co-somministrazione di altri vaccini può ridurre l’efficacia del vaccino anti-papilloma virus. In donne immunodepresse o immunosoppresse, il vaccino può essere somministrato in sicurezza, tuttavia l’efficacia non è certa.

E’ necessario firmare un consenso prima della somministrazione.


Questo articolo non intende sostituire il consiglio del Medico. Non devi usare questa informazione per diagnosticare o trattare problemi di salute o condizioni patologiche. Consulta sempre il tuo Medico prima di cambiare trattamento, abitudini, assumere supplementi alimentari o farmaci, o iniziare terapie.


DOTT. ANGELO TOCCI

Angelo Tocci è un Medico Chirurgo (iscrizione albo n° 1870), Specialista in Ginecologia ed Ostetricia, e Andrologia e Sessuologia. Dirige il Gruppo Donnamed® che si occupa da 20 anni di sterilità di coppia e di malattie da virus del papilloma HPV maschile e femminile. E’ Socio dell’ American Society for Reproductive Medicine, della European Society of Human Reproduction and Embryology, della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità e della European Academy of Andrology. Ha lavorato presso il Policlinico Gemelli dell’Università Cattolica di Roma, presso l’Unità di Ricerca INSERM U80 dell’Università Claude Bernard a Lione (Francia) e al Queen Charlotte’s and Chelsea Hospital dell’Imperial College di Londra (UK).