I pazienti sono spesso incerti su che tipo di Centro di fecondazione scegliere. Desiderano un Centro con alti tassi di successo, ben equipaggiato con tecnologie di ultima generazione, e dove i medici li trattano con compassione ed empatia.

Cercano quindi una combinazione di alta tecnologia, alta dedizione e umanità dei medici, e preferibilmente a costi accessibili.

Oggi, i pazienti finiscono spesso per scegliere “grandi” centri, con alti numeri, e lunghe liste di attesa, che hanno molti medici e infermiere per gestire questi numeri. C’è poca personalizzazione, e il paziente è spesso costretto ad aspettare ore per essere visitate dal medico “senior” che, però, spesso non riescono a incontrare, dovendosi accontentare del giovane medico di poca esperienza: è un fatto che questi centri, per spendere meno, devono assumere un gran numero di medici giovani, la cui autorevolezza deriva esclusivamente dal far parte dell’equipe del “senior” titolare del centro.

In queste cliniche, è difficile che il paziente possa essere visitato dallo stesso medico una seconda volta: ci sono dei turni, per cui le ecografie di monitoraggio vengono effettuate da medici diversi, il prelievo ovocitario da un altro, e il transfer da un altro ancora. Data la variabilità di esperienze, occorre molta fortuna per ottenere il trattamento con le massime possibilità di successo.

Questi centri inoltre non sono in grado di stabilire una relazione uno-a-uno tra medico e paziente, e spesso il paziente ha la sensazione di essere un “numero”, cui viene erogato un trattamento rigido, da protocollo, con scarsissima personalizzazione.

Questo può andare ancora bene in caso di coppie a buona prognosi, che non necessitano particolare attenzione né particolare esperienza; quando il caso clinico è più complesso, ecco che queste strutture falliscono, sia sul piano tecnico che sul piano umano.

Queste “grandi” cliniche hanno il “vantaggio” di essere molto affollate, e grazie ai grandi numeri, sono usualmente ben dotate di strumentazioni, e capaci di fornire un ampio range di servizi e tecniche, molto spesso “all’ultima moda”, senza la necessaria convalida scientifica.

La popolarità di queste cliniche, per essere mantenuta, necessita di trattamenti “nuovi” presentati come essenziali e fondamentali per cambiare il destino delle coppie, ma invece molto spesso si tratta di tecnologia non convalidata da rigorosi studi scientifici. I pazienti vengono sottoposti a trattamenti sperimentali, senza che gli venga chiesto il dovuto consenso (e chi lo darebbe, quando si tratta di embrioni e di bambini)?

E’ poi importante notare che i centri privati non potrebbero, per legge, effettuare alcuna ricerca clinica sui pazienti, al di fuori delle collaborazioni con centri accademici. I centri privati poi utilizzano la ricerca scientifica, spesso di scarso spessore e comunque non controllata, semplicemente per farsi pubblicità nei congressi scientifici locali, internazionali e nazionali, e poter colpire la fantasia di meno accorti medici con strabilianti tecnologie, di dubbia efficacia. E’ un fatto che, sui media e su Internet, questi centri danno ampio risalto a queste “ricerche” scritte e pubblicate, volendo indurre l’idea che a questa “grande attività scientifica” (quasi sempre ignorata dai Paesi di grande tradizione nella ricerca, anglosassoni) corrispondano migliori risultati in termini di tasso di gravidanza.

Diceva un mio vecchio maestro, grandissimo chirurgo ginecologo, che “chi ha tempo per scrivere tanto, fa poco” !!!

Ogni 2-3 anni, si assiste al deprimente “battage pubblicitario” circa la nuovissima tecnica che cambierà i destini delle coppie, per poi essere sbugiardati da lavori scientifici seri, effettuati in strutture accademiche straniere, con grande rigore, e poco interesse economico. E’ il caso recente dell’Embryoscope, un banale macchinario dal costo elevatissimo (oltre 100.000 euro), che non è null’altro che un incubatore capace di fotografare gli embrioni in corso di crescita. Serve a qualcosa? No !!!!! Ma viene proposto come l’ultimo ritrovato in grado di cambiare i destini delle ignare coppie che, semplicemente, cercano un figlio e credono a tutto ciò.

Anni fa, allo stesso modo, fu il caso della IMSI, un’altra tecnica (la super-ICSI, con selezione degli spermatozoi ad alto ingrandimento) poi dimostratasi sostanzialmente inutile…….

Guarda caso, le case produttrici di questi costosi macchinari trovano nei centri privati italiani il massimo delle possibilità di pubblicizzare queste metodiche, immesse sul mercato senza alcuna validazione scientifica.

Una “boutique infertility clinic” è in genere un piccolo centro, con numeri di pazienti non elevato, che fornisce un trattamento personalizzato, con un profondo studio della coppia, che richiederebbe un tempo eccessivo ad un centro dai grandi numeri.  In una boutique clinic, il medico conosce ogni singolo paziente per nome, e può personalizzare il trattamento al massimo della competenza.

Alcuni piccoli centri, tuttavia, a volte non hanno sufficiente esperienza e non riescono a fornire tutte le tecniche e i servizi che il paziente si aspetta. Può essere difficile, per il paziente, valutare la qualità tecnica dei servizi forniti da questi centri.

Tuttavia, una soluzione c’è al dilemma: scegliere chi ha lavorato per anni in centri super-affollati (fivettifici), e ne ha tratto la necessaria esperienza, andando oltre, senza voler poi ridurre il proprio operato ad una routine spersonalizzante.

Una boutique clinic non è un “piccolo centro”, ma è un centro gestito da personale con ampia esperienza effettuata in centri affollati, da cui ha tratto il meglio, e ha lasciato perdere il peggio. E’ da questa esperienza che nasce Gruppo Donnamed “boutique infertility clinic”.

Dott. Angelo Tocci