Hai la prostata ingrossata? Hai fastidi del tratto urinario basso (LUTS)? Ti hanno consigliato di ricorrere al green laser per risolvere miracolosamente e più efficacemente il problema?

Un lavoro di metanalisi è stato pubblicato recentemente sul prestigioso British Journal of Urology (2013) e i dati sono stati confermati recentemente (2016). Gli studi prendono in considerazione una serie di studi controllati. I risultati sono analizzati con rigorose metodologie statistiche. Quali sono le conclusioni?

Il Green laser per l’iperplasia prostatica è una bufala.

Il Green laser:

  • aumenta il rischio di dover intervenire nuovamente
  • aumenta i rischi anestesiologici perchè aumenta la durata degli interventi
  • peggiora alcuni parametri funzionali
  • non ha alcun vantaggio su altri parametri tra cui la qualità della vita nel post-intervento

L’obiettivo degli studi è determinare la efficacia e sicurezza della vaporizzazione fotoselettiva della prostata rispetto alla resezione transuretrale (TURP) per trattare i pazienti con sintomi urinari del basso tratto secondari a iperplasia prostatica benigna.

Green laser per l’iperplasia prostatica benigna è una bufala

I risultati a 3 mesi dall’intervento dimostrano che rispetto alla resezione transuretrale (TURP):

  1. il green laser non dà alcun vantaggio nei parametri del flusso massimo urinario.
  2. il green laser non dà alcun vantaggio nella qualità della vita
  3. il green laser non dà alcun vantaggio nel residuo post-minzionale
  4. il green laser non dà alcun vantaggio nei sintomi valutati con lo score internazionale dei sintomi prostatici (IPSS)

I risultati a 6 mesi dall’intervento dimostrano che rispetto alla resezione transuretrale (TURP):

    1. il green laser aumenta il rischio di dover ripetere l’intervento, i pazienti vengono cioè operati nuovamente in percentuale maggiore rispetto alla TURP
    2. il green laser peggiora i parametri del flusso massimo urinario.
    3. il green laser non dà alcun vantaggio nella qualità della vita
    4. il green laser non dà alcun vantaggio nel residuo post-minzionale
    5. il green laser non dà alcun vantaggio nei sintomi valutati con lo score internazionale dei sintomi prostatici (IPSS)
    6. il green laser aumenta la durata dell’intervento, peggiorandone i costi e i rischi dell’anestesia

Gli unici “vantaggi” della metodica consisterebbero in una riduzione dei tempi di degenza, del rischio di perdita di sangue e del tempo di cateterizzazione, ben poca cosa rispetto all’aumento dei rischi e dei costi dell’anestesia, al peggioramento di alcuni parametri urinari e soprattutto all’aumento del rischio di dover essere operati nuovamente (cosa che rende felici alcune strutture private !!!).

Il nuovo laser è presente in 21 ospedali italiani, dove è stato impiegato in circa 2 mila interventi e a Roma in cliniche private.

Alla luce dei risultati di questi studi, ed in particolare ad alcuni parametri relativi al peggioramento del flusso massimo urinario, alla maggiore durata degli interventi con aumento dei rischi anestesiologici e ad un più alto tasso di nuovo intervento cui vanno incontro i pazienti operati con green laser, ci chiediamo quali siano i vantaggi reali di questa metodica.

Bibliografia

Kang DH, Cho KS, Ham WS, Choi YD, Lee JY. A Systematic Review and Meta-Analysis of Functional Outcomes and Complications Following the Photoselective Vaporization of the Prostate and Monopolar Transurethral Resection of the Prostate. World J Mens Health. 2016

Teng J, Zhang D, Li Y, Yin L, Wang K, Cui X, Xu D. Photoselective vaporization with the green light laser vs transurethral resection of the prostate for treating benign prostate hyperplasia: a systematic review and meta-analysis. BJU Int. 2013 Feb;111(2):312-23.