| Sommario: l'incidenza delle gravidanze trigemine o con un numero di gemelli superiore a tre è influenzata dall'uso delle tecniche di riproduzione assistita e si correla direttamente col numero di embrioni trasferiti. Il rischio di gravidanza trigemina in caso di trasferimento di 3 embrioni è circa 4-6%, mentre si riduce a 0,4% se vengono trasferiti due embrioni. |
Complicanze feto-neonatali
Le gravidanze tri o plurigemellari sono associate a maggiori rischi materni, perinatali e a complicanze a lungo termine quando paragonate alle gravidanze singole o bigemine.
Le maggiori complicanze nelle gravidanze trigemine sono la perdita fetale prima delle 24 settimane e il parto pretermine sotto la 32ma settimana.
Nella gravidanza singola il tasso di mortalità perinatale è di circa 9 casi su 1000, mentre nelle trigemine si eleva a 65 su 1000.
Il tasso di paralisi cerebrale del neonato all'età di un anno nella gravidanza singola è variabile da 1,6 a 2,3 casi su 1000 nelle gravidanze singole, mentre si eleva a 28-45 casi su 1000 nelle trigemine.
Il rischio di paralisi cerebrale per gravidanza è quasi nullo nelle gravidanze singole, mentre si eleva a circa 80 casi su 1000 nelle trigemine (Yokoyama et al. 1995, Petterson et al. 1993, Pharaoh & Cooke 1996).
Rischi materni
I rischi materni di patologia gravidica (ipertensione etc), sono nettamente superiori nelle gravidanze trigemine.
I rischi psicologici delle complicanze delle gravidanze trigemine sono elevati e consistono principalmente in lutto, separazione, depressione postnatale e problemi di coppia.
Riduzione embrionale
C'è un'ampia evidenza che la riduzione embrionale (embryo reduction), ossia la eliminazione selettiva di un embrione che si effettua a 10-12 settimane gestazionali, è associata con una riduzione del rischio di aborto e di morte perinatale nelle gravidanze plurigemellari con più di tre gemelli (Evans et al. 2004). Tuttavia, l'utilità della riduzione embrionale nelle gravidanze trigemine rimane controversa.
In uno studio recente, un gruppo inglese ha dimostrato che i tassi di sopravvivenza neonatale sono simili tra i gruppi di gravidanze trigemine che sono andate incontro ad riduzione embrionale e quelli che non l'hanno effettuata.
In una review sistematica pubblicata recentemente (Papageorghiou et al. 2006), sono stati analizzati 368 studi sulle gravidanze trigemine, di cui 5 sono stati selezionati per la loro qualità. Il numero totale di gravidanze incluse nello studio è stato di 893; in 482 gravidanze è stata effettuata la riduzione embrionale, mentre nelle altre 411 non è stato effettuata la embrioriduzione.
Nel gruppo con riduzione embrionale, il tasso di aborto è stato circa due volte superiore al gruppo senza riduzione embrionale, mentre il tasso di parto pretermine è stato inferiore di circa la metà.
Nonostante il tasso di aborto nel gruppo con riduzione embrionale sia il doppio, la riduzione del tasso di parto pretermine suggerisce che la procedura di riduzione embrionale possa essere vantaggiosa, in quanto il rischio di morte neonatale e handicap severo è strettamente dipendente dalla settimana gestazionale alla quale avviene il parto.
Autore
Direttore Clinico
Centro di Procreazione Assistita
Clinica Nuova Villa Claudia
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