Il testosterone

Il testosterone è un ormone steroideo fondamentale nella pubertà per lo sviluppo dei caratteri maschili secondari (barba, cambio voce, tipica distribuzione maschile dei peli sul corpo) e ha anche un importante ruolo nel mantenimento e sostentamento della stessa produzione degli spermatozoi.

La sintesi del testosterone è un processo molto regolato.

Come tutti gli ormoni steroidei il testosterone deriva dal colesterolo; per la maggior parte circola legato alle proteine di trasporto (60% lega la globulina legante gli ormoni sessuali-SHBG- e 38% l’albumina) e solo una piccola parte (2%) circola liberamente nel sangue (testosterone libero).

Componenti cellulari del testicolo

Il testicolo si può suddividere funzionalmente in due parti: il tessuto interstiziale ed i tubuli seminiferi.

L’interstizio contiene le cellule di Leydig. I tubuli seminiferi contengono le cellule della linea spermatogenetica nei diversi stadi di maturazione e le cellule di Sertoli. Le cellule del Sertoli svolgono funzioni diverse: la produzione di piccole quantità di estrogeni, una funzione di sostegno e nutrimento nei confronti delle cellule della linea spermatogenetica, la formazione della barriera emato-testicolare (separa le forme più immature delle cellule della linea germinale da quelle più mature ).

Asse ipotalamo-ipofisi-testicolo

La regolazione ormonale dell’apparato riproduttivo maschile prevede il coinvolgimento di varie strutture: l’ipotalamo; l’ipofisi da cui derivano le gonadotropine; ed infine il testicolo.

Dall’ipotalamo, ghiandola situata nella parte più alta del nostro cervello, viene prodotto in modo intermittente (pulsatile) un ormone chiamato GnRH (fattore liberante le gonadotropine). Il GnRH stimola l’ipofisi anteriore (altra ghiandola situata nel nostro cervello, sotto l’ipotalamo) a sintetizzare e rilasciare due ormoni (gonadotropine) che agiscono sui testicoli: l’ormone luteinizzante (LH) e l’ormone follicolo stimolante (FSH). L’LH va ad agire sulle cellule del Leydig, inducendo la sintesi del testosterone. Lo stesso testosterone è coinvolto nella regolazione di questo meccanismo; infatti, man mano che aumenta va a rallentare la liberazione di LH da parte dell’ipofisi e inibisce l’ipotalamo (feedback negativo). Anche l’FSH stimola i testicoli a procedere alla maturazione degli spermatozoi, agendo sui tubuli seminiferi, in particolare sulle cellule del Sertoli. Inoltre, nel meccanismo di controllo, interviene un’altra molecola chiamata inibina, prodotta dalle stesse cellule del Sertoli, e che agisce inibendo il rilascio di FSH.

Disturbi di origine ormonale del testicolo

Una buona funzione dell’intero asse ormonale riproduttivo è correlata a una corretta attività del testicolo. Questo vuol dire che una disfunzione ad un qualunque livello dell’asse provoca alterazioni ormonali a cui segue una compromessa funzionalità testicolare.

Generalmente le disfunzioni ormonali che portano a una ridotta funzione testicolare vanno sotto il nome di ipogonadismo. Se ne possono distinguere due tipi:

  • ipogonadismi primitivi o ipergonadotropi: possono dipendere da una incapacità del testicolo a rispondere alla stimolazione proveniente dall’ipofisi
  • ipogonadismi secondari o ipogonadotropi: derivano da una insufficiente produzione di GnRH ipotalamicoe/o di gonadotropine ipofisarie.

Disfunzioni ormonali dell’attività testicolare

La natura di queste alterazioni si può determinare rilevando nel sangue o nelle urine i livelli di gonadotropine.

Gli individui con ipogonadismi primitivi presenteranno livelli elevati di LH ed FSH, mentre quelli con ipogonadismi secondari avranno le gonadotropine basse o indosabili.

Esistono anche individui in cui il testosterone non riesce ad agire ed a compiere il suo effetto androgenico, per cui questi avranno caratteri sessuali secondari quasi femminili nonostante siano geneticamente degli uomini.

Bibliografia

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