NON ESISTE VUOTO NORMATIVO PER LA FECONDAZIONE ETEROLOGA: E’   IMMEDIATAMENTE APPLICABILE

La sentenza n.162/2014 della Consulta ha cancellato il divieto alla fecondazione eterologa, presente nell’art.4 comma 3 della legge 40/04.

Numerosi giuristi si sono espressi nel “Manifesto dei Giuristi per l’immediata attuazione/il pieno rispetto della Sentenza n.162 della Corte Costituzionale” per affermare che non esiste nessun vuoto normativo a riguardo e che la fecondazione eterologa può essere effettuata nei vari centri di fecondazione italiani a partire dal giorno della sentenza, ovvero dal 9 aprile 2014.

Tra i sottoscrittori di questo manifesto ci sono il presidente dell’associazione Coscioni, Filomena Gallo, dal giurista Stefano Rodotà e da diversi docenti di diritto. Nel manifesto vengono esplicitati 3 punti essenziali: l’incostituzionalità del divieto, l’immediata applicabilità della sentenza e le tutele per i donatori, le coppie riceventi e i nati.

1. La Corte Costituzionale ha dichiarato il divieto alla fecondazione eterologa “privo di adeguato fondamento costituzionale”, richiamando il diritto alla salute.

2. La cancellazione del divieto non crea vuoto normativo, poiché esiste il decreto legislativo 6 novembre 2007, n.191, recante l’attuazione della direttiva europea 2004/23/CE che ha definito le norme per le donazioni di cellule, le modalità con cui prestare il consenso informato da parte del donatore, l’anonimato del donatore e del ricevente, e le modalità di
selezione del donatore.

3. I nati a seguito dell’applicazione delle tecniche di procreazione medicalmente assistita hanno lo stato di figli legittimi della coppia e “il donatore di gameti non acquisisce alcuna relazione giuridica parentale con il nato e non può fare valere nei suoi confronti alcun diritto né essere titolare di obblighi”.

fonte: http://www.repubblica.it/salute/benessere-donna/fertilita-e-infertilita/2014/07/24/news/eterologa_giuristi_contro_ministero_salute-92328466/?ref=HREC1-24