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Infertilitą e procreazione assistita a Roma

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Probabilitą di gravidanza oltre i 40 anni PDF Stampa E-mail
Nelle donne con età superiore ai 40 anni che si sottopongono a trattamenti di procreazione medicalmente assistita, il numero di ovociti prelevato è inferiore rispetto alle donne più giovani, e di conseguenza il numero di embrioni ottenuti risulta inferiore rispetto a quanto si osserva in donne più giovani.

    Anche la qualità degli embrioni ottenuti risulta inferiore, perchè questo dipende strettamente dalla qualità genetico-cromosomica dell'ovocita, che si riduce progressivamente con l'aumentare dell'età; infatti, gli ovociti si trovano bloccati in una fase del loro ciclo cellulare in cui sono molto sensibili a qualunque insulto (chimico, fisico o biologico) possa colpirli durante la vita della donna. E' evidente che, più passa il tempo, più insulti l'ovaio subisce, e maggiore è il numero di ovociti che subiscono il danno.

    Di conseguenza, il tasso di nati vivi risulta inferiore nelle donne con età superiore ai 40 anni che si sottopongono a procreazione medicalmente assistita. Ciò dipende essenzialmente da due fattori:
    1. il numero inferiore di ovociti ottenuti;
    2. la qualità inferiore, sul piano genetico-cromosomico, delle uova prelevate.

    La qualità inferiore delle uova implica che si generano più frequentemente, sia in natura che nella fecondazione assistita, embrioni geneticamente e cromosomicamente non idonei ad impiantare in utero e feti non idonei a proseguire la gravidanza, con una maggiore incidenza di aborti precoci, in genere nel 1° trimestre.

    Dai 45 anni in poi, il tasso di successo della ICSI FIVET è di conseguenza molto prossimo allo 0% (zero), qualunque cosa noi facciamo per aiutare la coppia.

Risultati in Donnamed


    Dai 40 ai 44 anni (età media 42,5 anni), nel Gruppo Donnamed si osserva un tasso di successo (test di gravidanza positivo) del 19,2% per transfer embrionale e di gravidanze che terminano in parto (bambini effettivamente nati) del 15,4%  per transfer embrionale. Ogni paziente si è sottoposta, per ottenere questi risultati, ad una media di 1,3 transfer embrionali (aggiornamento al 18 aprile 2011).

    Per comparazione, fino a 35 anni, nel nostro Gruppo, si ottiene una gravidanza in circa il 40% delle donne che arrivano a transfer embrionale. Dai 36 ai 39 anni, nel nostro Gruppo si arriva al 30% di successo per transfer embrionale.  

    Per sola informazione scientifica, occorre ricordare che, con le uova di una donatrice, la percentuale di successo è di circa il 55-60% per ciclo di trattamento, ma la pratica (fecondazione "eterologa") è vietata in Italia dal 2004.

    Precisazione: i risultati derivano da una nostra vecchia casistica ottenuta con un approccio "standard" alla FIVET ICSI (praticata in tutti i Centri italiani salvo il nostro), cioè con il transfer di embrioni al 2°-3° giorno di sviluppo embrionale.

    Trasferire in utero embrioni al 2°-3° giorno di sviluppo vuol dire non aver verificato che essi possano effettivamente impiantare nell'utero e andare avanti nello sviluppo embrio-fetale. Infatti, fino al 3° giorno di sviluppo embrionale, l'embrione "funziona" utilizzando solo il messaggio genetico dell'ovocita, non quello derivato dall'unione dei geni materni e paterni insieme. Inoltre, gli embrioni trasferiti al 2°-3° giorno di sviluppo costituiscono una popolazione mista di embrioni "sani" e "anomali" sul piano genetico-cromosomico.

    Nel nostro Centro abbiamo completamente rivoluzionato la strategia. Infatti consigliamo in maniera elettiva (cioè in tutti i casi) il transfer embrionale al 5° giorno (blastocisti) con screening genetico pre-impianto dei migliori embrioni prima del loro trasferimento in utero, trasferendo in questo modo solo gli embrioni con maggiori possibilità di gravidanza. Gli embrioni con profonde anomalie non arrivano al 5° giorno di sviluppo in un laboratorio di elevata qualità, e nello stesso modo non impianterebbero se trasferiti in utero al 2°-3° giorno di sviluppo embrionale.

Tuttavia, poichè anche alcune blastocisti sono anomale, in genere anomalie minori (perchè quelle maggiori impediscono la crescita dell'embrione fino al 5° giorno di sviluppo-blastocisti), consigliamo sempre lo screening genetico pre-impianto, potendo in questo modo trasferire solo embrioni geneticamente e cromosomicamente sani, con aumento del tasso di gravidanza nelle donne con età superiore ai 38 anni.

    Per saperne di più circa la nostra nuova metodologia mutuata dal miglior centro di fecondazione assistita al mondo (IVF Genea di Sidney, Australia) leggi qui.

    Risultati all'estero


    Per comparazione, i dati inglesi riportati dall'Human Fertilisation and Embryology Authority (HFEA) a partire dal 2006 mostrano un tasso di nascita da fecondazione in provetta dell'11% nel gruppo di donne tra 40 e 42 anni, del 4,6% nel gruppo tra 43 e 44 anni, e di meno del 4% in donne sopra i 44 anni.

    Dati statunitensi riportano un tasso cumulativo di successo del 9,7% (per uno o più cicli di FIVET ICSI) in donne con età uguale o superiore a 40 anni.

Cosa facciamo nel Gruppo Donnamed


Nel Gruppo Donnamed, è pratica elettiva (cioè viene effettuata in ogni caso) il transfer di embrioni allo stadio di blastocisti (Blasto FIVET ICSI).

Rispetto al transfer classico di embrioni al 2° o 3° giorno di sviluppo, questa procedura può aumentare il tasso di impianto embrionale perchè gli embrioni fortemente difettosi non riescono a crescere in laboratorio fino allo stadio di blastocisti (5 giorni di sviluppo). Inoltre, gli embrioni allo stadio di blastocisti sono meglio sincronizzati rispetto allo sviluppo dell'endometrio (in natura gli embrioni giungono in utero dopo 5 giorni di sviluppo non dopo 2 o 3 giorni).

Tuttavia anche la blastocisti può essere cromosomicamente non idonea ad impiantare o a crescere in utero (si pensi alla sindrome di Down che quasi sempre esita in aborto).

Pertanto, poichè il problema della ridotta possibilità di gravidanza risiede sostanzialmente nella generazione di embrioni difettosi sul piano genetico-cromosomico, la soluzione che noi consigliamo ai nostri pazienti è quella dello screening genetico pre-impianto, che consente di sapere, prima del transfer embrionale, quali embrioni siano geneticamente e cromosomicamente idonei e pertanto abbiano maggiori possibilità di impianto in utero e di nascita.

Con lo screening genetico pre-impianto la possibilità di errore della diagnosi risulta inferiore all'1%.

Con questo approccio attuato dal Gruppo Donnamed la donna con età superiore ai 40 anni ha la ragionevole certezza di effettuare un trattamento di ICSI FIVET con ottime possibilità di successo.

Autore


Prof. Dott. Angelo Tocci, ginecologo ed ostetrico
Direttore Clinico Gruppo Donnamed
 

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Il Gruppo Donnamed si dedica da anni alla cura della sterilità ed infertilita' di coppia. Si caratterizza per l’accurata applicazione di protocolli australiani, i più avanzati al mondo nell’ambito della procreazione assistita. Trasferimento embrionale al  5° giorno di sviluppo (blastocisti) e possibilità di conoscere lo stato di salute dell’embrione attraverso lo screening genetico pre-impianto consentono un maggior tasso di gravidanza.

Per saperne di più vai al sito
www.fecondazionedonnamed.it