Ormai sai tutto del trattamento della sterilità. Hai cercato e trovato tutte le informazioni che riguardano gli esami di preparazione, la stimolazione ovarica ed il prelievo degli ovuli. Ma a livello del laboratorio e mentre dormi facendo il prelievo degli ovuli la fecondazione assistita come avviene? Questo nessuno te lo ha spiegato in dettaglio e tu non riesci a saperlo perchè durante la procedura sei sottoposta a sedazione. Nei giorni successivi ti informano solo dei risultati.

Ma la fecondazione assistita come avviene in laboratorio? Che succede durante il prelievo degli ovuli? Cosa fanno esattamente i biologi? Cosa fa il tuo compagno mentre tu ti sottoponi al prelievo ovocitario?

Bene! In questo articolo ti spiegherò tutto in dettaglio e come al solito semplicemente.

Cosa accade quando entri in sala operatoria

Ti posizioni su un lettino speciale da sala operatoria. Le gambe vengono legate in modo da evitare movimenti durante l’intervento. L’anestesista, col permesso del ginecologo, ti addormenta iniettando in vena un farmaco che ti addormenta in pochi secondi. Non hai bisogno di essere intubata, perchè respirerai spontaneamente durante tutto l’intervento. L’anestesista sorveglia tutti i parametri vitali (pressione arteriosa, battito, respiro) e il tuo tracciato elettrocardiografico per verificare che le condizioni siano sempre ottimali.

Cosa accade quando dormi durante il prelievo degli ovuli

Il medico, una volta chiesto e ottenuto l’ok dell’anestesista, applica uno speculum dopo aver pulito bene la parte esterna dei tuoi genitali. Lo speculum mette in evidenza il collo uterino. Il ginecologo inizia a detergere il collo uterino e la vagina o con una soluzione disinfettante (se non hai fatto lavande la sera prima) o con semplice soluzione fisiologica sterile (se ti ha consigliato la lavanda).

Tolto lo speculum, viene inserita in vagina una sonda ecografica uguale a quella usata durante il monitoraggio dei follicoli. Sulla sonda è montato un porta aghi lungo, attraverso il quale il medico fa passare un lungo ago, attaccato ad un tubicino. Il tubicino è connesso ad una pompa di aspirazione, che lui comanda con un pedale, avendo le mani impegnate a tenere la sonda con una, e l’ago con l’altra. Un altro tubicino finisce nelle provette (da cui fecondazione in provetta) dove viene raccolto il liquido contenuto nei follicoli.

Guardando il monitor dell’ecografo, il ginecologo buca con l’ago tutti i follicoli ovarici. Guardando sul monitor ecografico il medico è sicuro che l’ago sia nel posto giusto, cioè al centro del follicolo. Con il piede pigia sul pedale che mette in funzione la pompa di aspirazione. In questo modo, i follicoli vengono svuotati del loro contenuto che passa nelle provette. Le provette sono mantenute calde a 37 gradi, la temperatura interna del tuo corpo.

Mentre il ginecologo procede all’aspirazione di tutti i follicoli, le provette vengono portate al biologo. Lui/lei inizia, già durante l’intervento, a verificare la presenza delle uova e comunica il loro numero al ginecologo.

Terminata l’aspirazione di tutti i follicoli, il ginecologo rimette lo speculum in vagina e verifica che non ci siano eccessive perdite di sangue. Se ci sono vi pone rimedio. L’anestesista ti risveglia. Ora spiegherò come avviene la fecondazione assistita all’interno del laboratorio.

Nel laboratorio come avviene la fecondazione assistita

Il biologo guarda al microscopio il liquido aspirato dai follicoli. E’ facile verificare se ci sono ovuli, sono molto grandi e si possono vedere anche a occhio nudo. Sono circondati di cellule del cumulo ooforo, cellule di sostegno dell’uovo che lo mantengono in buone condizioni e lo nutrono.

Preleva tutti gli ovuli e li sistema in un incubatore a 37 gradi per mantenerne le caratteristiche di qualità. Il liquido in cui vengono immersi è un insieme di sostanze di nutrimento simili a quelle del liquido follicolare.

Nel frattempo, in stanza, il tuo compagno raccoglie il liquido seminale in un contenitore per urinocoltura sterile, che gli è stato consegnato dall’assistente. Il liquido seminale viene portato in laboratorio. Il biologo esamina il liquido seminale e le cellule riproduttive del tuo compagno. Esegue un veloce spermiogramma, accerta che ci siano spermatozoi e ne verifica numero e motilità. Quindi le mette a riposo in un incubatore sempre a 37 gradi. Più tardi sottoporrà il liquido seminale a separazione in modo da isolare gli spermatozoi dal resto delle componenti del liquido seminale.

FIVET o ICSI?

A seconda delle caratteristiche del liquido seminale e del numero di ovociti, il biologo d’accordo col medico decide se procedere a mettere solo in contatto gli spermatozoi del tuo compagno con le tue uova (FIVET), oppure se micro-iniettarli all’interno delle uova (ICSI).

La crescita degli embrioni

Una volta eseguita la FIVET o la ICSI, il biologo ripone le cellule in incubatore. Il giorno dopo, quando verifica se e quante sono fecondate. Successivamente osserva la crescita delle uova fecondate al 3° giorno ed eventualmente fino al 5°-6° giorno se si decide, di accordo col medico, di proseguire nella coltura degli embrioni fino allo stadio di blastocisti.


Questo articolo non intende sostituire il consiglio del Medico. Non devi usare questa informazione per diagnosticare o trattare problemi di salute o condizioni patologiche. Consulta sempre il tuo Medico prima di cambiare trattamento, abitudini, assumere supplementi alimentari o farmaci, o iniziare terapie.


DOTT. ANGELO TOCCI

Angelo Tocci è un Medico Chirurgo (iscrizione albo n° 1870), Specialista in Ginecologia ed Ostetricia, e Andrologia e Sessuologia. Dirige il Gruppo Donnamed® che si occupa da 20 anni di sterilità di coppia e di malattie da virus del papilloma HPV maschile e femminile. E’ Socio dell’ American Society for Reproductive Medicine, della European Society of Human Reproduction and Embryology, della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità e della European Academy of Andrology. Ha lavorato presso il Policlinico Gemelli dell’Università Cattolica di Roma, presso l’Unità di Ricerca INSERM U80 dell’Università Claude Bernard a Lione (Francia) e al Queen Charlotte’s and Chelsea Hospital dell’Imperial College di Londra (UK).