Stile di vita


 

Prima di iniziare qualsiasi terapia per infertilità maschile, è necessario migliorare lo stile di vita eliminando il fumo di sigaretta, l’alcool, droghe, steroidi, anabolizzanti esposizione prolungate ed intense a fonti di calore, il contatto con sostanze tossiche, e se possibile, sospendere farmaci dannosi per la fertilità.

 

La terapia


 

La terapia cardine, quando giustificata, è quella con le gonadotropine da utilizzare sia in caso di ipogonadismo ipogonadotropo, che in presenza di gonadotropine basali normali (ipogonadismo funzionale) con miglioramento del tasso di gravidanza, aumento della spermatogenesi e della capacità fecondante in vitro.

Abbiamo poi gli androgeni (mesterolone o testosterone undecanoato) che non hanno tuttavia dimostrato nessun miglioramento significativo delle caratteristiche seminali.

Gli antiestrogeni, antagonizzando in maniera competitiva a livello recettoriale l’azione degli estrogeni, ottengono un aumento delle gonadotropine circolanti. La L-arginina (è uno dei pochi farmaci in vendita in Italia con la indicazione ipofertilità maschile), gli antiossidanti (Vitamina C, Glutatione, Vitamina E), ed infine la carnitina che ha dimostrato un aumento della motilità rettilinea degli spermatozoi.

In altre situazioni, quali il deficit testicolare primitivo, la sindrome a sole cellule del Sertoli o l’agenesia dei deferenti non esiste alcuna terapia in grado di ripristinare la spermatogenesi.

Anche in caso di grave oligoastenoteratozoospermia (riduzione del numero, della motilità e della percentuale di forme normali degli spermatozoi), con FSH ripetutamente elevato e/o con alterazioni cromosomiche o geniche, non esiste ad oggi alcuna possibilità terapeutica per il ripristino della fertilità naturale.