La causa più frequente di danno tubarico è la malattia infiammatoria pelvica (pelvic inflammatory disease PID), cioè una forma di peritonite blanda sul piano dei sintomi, che possono anche essere assenti o poco avvertiti dalla paziente. Una causa frequente è la infezione da Chlamydia. Insieme all’infezione da gonococco, l’infezione da Chlamydia costituisce l’80% delle cause di malattia infiammatoria pelvica associata a danno tubarico.

L’incidenza di malattia infiammatoria pelvica è proporzionale al numero di episodi di infezione cui la paziente va incontro.

Un’altra causa di malattia tubarica è la gravidanza extrauterina; una causa ulteriore è la sterilizzazione chirurgica.

Raramente, la tuba può essere sede di un fenomeno malformativo indotto da farmaci (esposizione al dietilstilbestrolo) o congenito.

Le tube possono essere danneggiate in vari distretti, più o meno in vicinanza dell’utero (occlusione prossimale) o dell’ovaio (occlusione distale); un’occlusione intermedia è anche possibile.

La severità del danno tubarico in termini di infertilità dipende dal tratto danneggiato e dall’entità del danno.

Donne con danni estesi hanno una bassissima possibilità di concepire spontaneamente e la soluzione può essere trovata nella procreazione assistita (fecondazione in provetta) o nella microchirurgia tubarica.

La microchirurgia trova applicazione nei danni lievi, e in ogni caso il suo successo è paragonabile alla FIVET/ICSI.

La diagnosi

La valutazione preliminare della pervietà tubarica è fondamentale e può avvenire attraverso l’isterosalpingografia con mezzo di contrasto o la isterosonosalpingografia, in ecografia senza mezzo di contrasto.

L’isterosalpingografia e la isterosonosalpingografia sono dei test “idraulici”: consentono cioè di verificare solo la apertura o chiusura delle tube, ma non dicono nulla circa il danneggiamento della sottile mucosa interna delle tube e delle cellule ciliate, dalla cui integrità dipende in ultima analisi la fertilità.

L’esame ideale nei casi ad alto rischio per un problema tubarico resta comunque la laparoscopia. In laparoscopia, un esame chirurgico da eseguirsi in anestesia generale, possono essere effettuati i seguenti test:

  • test di pervietà tubarica (salpingocromoscopia), per valutare se le tube sono libere da restringimenti o patologie che impediscono il flusso di liquido al loro interno
  • salpingoscopia, che consente di visualizzare la parte interna della tuba e il grado di danneggiamento della mucosa interna, che si correla al loro danno funzionale
  • la falloppioscopia, che risponde agli stessi quesiti della salpingoscopia ma viene eseguita per via vaginale

La maggior parte della chirurgia tubarica è eseguita per via laparoscopica che si caratterizza come una tecnica mini-invasiva, con poco dolore post-operatorio, e scarse o assenti aderenze post-operatorie.