Hai fatto diversi cicli di fecondazione assistita senza successo ? Ti sei convinta che il problema è nell’utero ? Non sai cosa fare se gli embrioni non attecchiscono ? Ti puoi sentire in difficoltà nel capire esattamente cosa ti succede.

Il fallimento ripetuto di attecchimento è una condizione patologica che ha molte cause presunte. Sono state proposte molte soluzioni.

Tuttavia non ti spaventare. Cerca di capire cosa fare se gli embrioni non attecchiscono. L’impresa è ardua ma ce la puoi fare.

L’impianto embrionario

La maggior parte delle donne che si sottopongono a FIVET raggiungono il trasferimento embrionale. Tuttavia la proporzione di embrioni che impiantano in utero dopo il transfer è rimasta piccola dalla metà degli anni ’90.
L’endometrio a causa della sua crescita passiva a seguito di una adeguata stimolazione delle ovaie, ha avuto poca attenzione. La maggior parte dei trattamenti attuali non sono basati su dati solidi, nonostante molti medici e pazienti usino questi trattamenti.

I fattori uterini

I fattori uterini sono legati alla presenza di corpi estranei presenti nell’utero (polipi, fibromi, setti). Dall’11 al 23% delle isteroscopie eseguite in donne con sterilità danno risultati anomali.
E’ dimostrato che la rimozione di polipi uterini migliora i risultati dell’inseminazione intrauterina. Tuttavia più studi controllati sono necessari per provare definitivamente che la rimozione di polipi, fibromi, setti uterini e aderenze dentro l’utero siano efficaci nel miglioramento dei risultati della inseminazione e della fecondazione in provetta.  La rimozione delle tube malate che contengono liquido (idrosalpinge) migliora sicuramente i risultati e va consigliata in tutte le donne prima di una fecondazione assistita.

L’endometrio

Lo spessore endometriale non sembra troppo importante nell’identificare le donne con bassa probabilità di impianto dopo fecondazione in provetta.

I farmaci

Sicuramente alcuni farmaci si associano ad un miglioramento dell’impianto degli embrioni. Tra questi il progesterone che va sempre usato. La via di somministrazione del progesterone non cambia il risultato, sia che venga dato per intramuscolo, che per via vaginale.

L’aspirinetta, il Viagra, il G-CSF e i vasodilatatori non migliorano l’attecchimento nella popolazione generale dopo trasferimento embrionale. Neanche l’aggiunta di estrogeni cambia la percentuale di attecchimento. La somministrazione in utero di hCG non migliora l’attecchimento.

L’aspirinetta e l’eparina non migliorano l’attecchimento nella popolazione con anticorpi anti nucleo o antifosfolipidi dopo trasferimento embrionale.

Il LIF (fattore inibente la leucemia) e l’Intralipid peggiorano i risultati di gravidanza.

Il cortisone non è chiaramente legato ad un miglioramento dei risultati di attecchimento e può peggiorare i risultati.

L’eparina a basso peso molecolare (Clexane) può migliorare i risultati in donne con ripetuto fallimento dell’impianto o con trombofilia.

Le immunoglobuline endovena migliorano i risultati di gravidanza e riducono l’aborto.

La Pipelle

La Pipelle è un piccolo tubicino che viene usato per provocare un danno controllato dell’endometrio sotto forma di una “grattatina” molto simile ad una biopsia. Sebbene non migliori i risultati di donne che fanno inseminazione semplice o rapporti mirati a letto, la Pipelle sembra migliorare i risultati della fecondazione in provetta.

L’isteroscopia

Fare una isteroscopia in donne che non hanno anomalie visibili all’ecografia dell’utero non migliora l’attecchimento.

La diagnosi pre-impianto

Selezionare gli embrioni geneticamente sani migliora i risultati in pazienti giovani che sono di per sé stesse a buona prognosi.
Non c’è dimostrazione che la diagnosi pre-impianto migliori i risultati in donne con età avanzata, con aborto ricorrente e con difetto dell’impianto embrionale.

La blastocisti

Una moderata evidenza scientifica suggerisce un vantaggio trasferendo embrioni al 5° o 6° giorno di sviluppo (blastocisti).

Assisted hatching

Non dimostra un miglioramento significativo dei risultati.

Embryoscope

Non dimostra un miglioramento significativo dei risultati.

La selezione degli spermatozoi (IMSI)

Non dimostra un miglioramento significativo dei risultati.

Cosa fare se gli embrioni non attecchiscono

Molti centri di fecondazione assistita offrono un ampio range di trattamento in aggiunta alle procedure standard di fecondazione in provetta. Per molti di questi trattamenti, si dichiarano risultati ottimi. Tuttavia, per la maggior parte di questi trattamenti, i risultati positivi mancano e non sono supportati da prove scientifiche solide.

Il consiglio che dò alle mie pazienti è quello che nella stragrande maggioranza dei casi l’utero non c’entra nulla nell’attecchimento. Lo dimostra il fatto che la maggior parte delle terapie dirette all’utero non funzionano.

Piuttosto occorre migliorare la qualità degli embrioni rivolgendosi a medici e centri competenti, in grado di generare embrioni più forti ed in grado di superare ogni ostacolo di attecchimento.

E poi….pazienza, pazienza e pazienza. La fecondazione in provetta risolve il problema ad oltre l’80% delle coppie.


Questo articolo non intende sostituire il consiglio del Medico. Non devi usare questa informazione per diagnosticare o trattare problemi di salute o condizioni patologiche. Consulta sempre il tuo Medico prima di cambiare trattamento, abitudini, assumere supplementi alimentari o farmaci, o iniziare terapie.


DOTT. ANGELO TOCCI

Angelo Tocci è un Medico Chirurgo (iscrizione albo n° 1870), Specialista in Ginecologia ed Ostetricia, e Andrologia e Sessuologia. Dirige il Gruppo Donnamed® che si occupa da 20 anni di sterilità di coppia e di malattie da virus del papilloma HPV maschile e femminile. E’ Socio dell’ American Society for Reproductive Medicine, della European Society of Human Reproduction and Embryology, della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità e della European Academy of Andrology. Ha lavorato presso il Policlinico Gemelli dell’Università Cattolica di Roma, presso l’Unità di Ricerca INSERM U80 dell’Università Claude Bernard a Lione (Francia) e al Queen Charlotte’s and Chelsea Hospital dell’Imperial College di Londra (UK).