Ti sei accorto osservandoti i genitali che da qualche settimana sono spuntate delle piccole protuberanze ? Hai avvertito con le mani dei sollevamenti della pelle intorno all’ano? Chiacchierando con i tuoi colleghi o colleghe di lavoro hai potuto osservare che questa cosa è già accaduta ad alcuni di loro ? Navigando in rete hai visto delle immagini che assomigliano alle tue protuberanze e che vengono indicati come condilomi ? Ti stai preoccupando di avere una malattia grave?

Calma e gesso ! Adesso leggerai questo articolo e quindi capirai cosa sono i condilomi e cosa fare per debellarli in modo rapido ed efficace.

Un consiglio sui condilomi: astieniti dal fare terapie da solo, senza consultare un medico o meglio un centro specializzato. Sono lesioni banali, ma tendono fastidiosamente a ripresentarsi a distanza, nonostante i trattamenti ripetuti. E ora iniziamo !

Cosa sono i condilomi

I condilomi acuminati sono la più comune malattia sessualmente trasmessa da un virus superando in prevalenza l’herpes genitale che è anch’esso un virus a DNA. Colpiscono milioni di persone (solo negli USA ci sono 20 milioni di persone con condilomi). Il modo di trasmettersi più comune è attraverso i contatti sessuali, sia con penetrazione che senza. Altri modi di infettarsi sono il contatto con oggetti, lenzuola, bagni, piscine etc.

I sintomi dei condilomi

Pochi e a volte assenti sono i sintomi. Ci può essere prurito e meno frequentemente, perdite, sanguinamento, cattivo odore, spasmo dello sfintere anale accompagnato da stimolo alla evacuazione, anche senza emissione di materiale.

La diagnosi dei condilomi

L’osservazione può rivelare le classiche lesioni a cavolfiore spesso di dimensioni importanti. Tuttavia a volte i condilomi si presentano come minuscole papule o anche lesioni invisibili a occhio nudo. Non sfuggono però ad un esame peniscopico o colposcopico. A volte le lesioni convergono a formare una specie di polipo che può essere a larga base o a base stretta. Il colore dei condilomi può essere rosa o bianco.

La diagnosi di conferma più sensibile dei condilomi è il test del papilloma virus che si può prelevare dal collo uterino, vagina, vulva, ano, pene, bocca. I virus del papilloma più frequenti nei condilomi sono il 6 e l’11.

Il trattamento medico dei condilomi

Diciamo subito che a causa della loro facile trasmissibilità, i condilomi vanno trattati. Tra i trattamenti medici, la podofillotossina è una sostanza chimica che viene ampiamente usata sin dagli anni ’40. Viene applicata direttamente sui condilomi facendo attenzione a non toccare la cute sana adiacente per non provocare irritazioni a volte di estrema gravità. Per questo noi sconsigliamo questo trattamento, perchè  è inevitabile che il paziente si irriti la cute e le mucose sane, con sintomi molto pesanti e fastidiosi. Dermatiti, necrosi, cicatrici o fistole sono state osservate in soggetti che hanno usato la podofillotossina. Oltre tutto il tasso di ricorrenza dei condilomi dopo trattamento con questo metodo è molto alto. La podofillotossina non deve essere usata in gravidanza perchè viene assorbita e può provocare malformazioni al feto.

Per la stessa ragione noi sconsigliamo qualunque trattamento chimico. Sconsigliamo anche l’interferone, che può causare febbri, brividi, dolori muscolari, cefalea, affaticamento e abbassamento dei globuli bianchi.

L’Imiquimod applicato localmente è un farmaco che induce la liberazione di interferone e citochine dai tessuti su cui viene applicato. Attiva pertanto la risposta immunitaria, ma non fa fuori direttamente il virus. Viene applicato sotto forma di crema. E’ relativamente ben tollerato e sicuro, ma può creare un forte arrossamento locale. Il tasso di ricorrenza dopo applicazione di Imiquimod è dell’ordine del 5-20%.

Il vaccino contro il virus del papilloma può avere un effetto terapeutico in persone con condilomi ma questo effetto è controverso.

Il trattamento chirurgico dei condilomi

Diciamo subito senza indugi che è il trattamento dei condilomi che Gruppo Donnamed® propone più volentieri.

E’ un trattamento efficace ma dipende dall’abilità e dall’esperienza dell’operatore. Noi preferiamo trattare i condilomi con l’elettrocoagulazione delle lesioni, effettuata in diverse sedute per evitare aderenze o fastidi al paziente. Si effettua in anestesia locale tramite una potente crema anestetica applicata qualche minuto prima. E’ importante che prima di elettrocoagulare, si effettuino delle biopsie del tessuto malato, che dimostrino la benignità delle lesioni. Se questo non viene fatto e il tessuto viene distrutto, mancherebbe la possibilità di diagnosticare un cancro.

La terapia col laser ha lo stesso effetto dell’elettrocoagulazione, senza significativi vantaggi per il paziente ed è più costosa e meno maneggevole.

La terapia del freddo (crioterapia) è sconsigliata da Gruppo Donnamed® in quanto i risultati sono inferiori a quelli ottenuti con l’elettrocoagulazione.

La escissione chirurgica delle lesioni in anestesia locale è ottima, in associazione con la elettrocoagulazione. I tassi di ricorrenza della malattia sono tra i più bassi rispetto a tutte le altre terapie.


Questo articolo non intende sostituire il consiglio del Medico. Non devi usare questa informazione per diagnosticare o trattare problemi di salute o condizioni patologiche. Consulta sempre il tuo Medico prima di cambiare trattamento, abitudini, assumere supplementi alimentari o farmaci, o iniziare terapie.


DOTT. ANGELO TOCCI

Angelo Tocci è un Medico Chirurgo (iscrizione albo n° 1870), Specialista in Ginecologia ed Ostetricia, e Andrologia e Sessuologia. Dirige il Gruppo Donnamed® che si occupa da 20 anni di sterilità di coppia e di malattie da virus del papilloma HPV maschile e femminile. E’ Socio dell’ American Society for Reproductive Medicine, della European Society of Human Reproduction and Embryology, della Società Italiana di Andrologia e Medicina della Sessualità e della European Academy of Andrology. Ha lavorato presso il Policlinico Gemelli dell’Università Cattolica di Roma, presso l’Unità di Ricerca INSERM U80 dell’Università Claude Bernard a Lione (Francia) e al Queen Charlotte’s and Chelsea Hospital dell’Imperial College di Londra (UK).