Anomalie del ritmo

♦ Oligomenorrea (mestruazioni poco frequenti, “cicli che ritardano”)
♦ Polimenorrea (mestruazioni molto frequenti, “cicli che anticipano”)
♦ Amenorrea (assenza di mestruazioni)

Normalmente il ciclo viene ogni 25-35 giorni, che rappresenta l’intervallo normale di riferimento. Questo intervallo è quello nell’ambito del quale è molto probabile che i cicli siano normalmente ovulatori.

Le mestruazioni sono da considerarsi irregolari nel ritmo quando non compaiono tutti i mesi oppure quando compaiono più di una volta al mese, con un intervallo fra di esse che può essere sintomatico di mancanza di ovulazione.

Facendo riferimento alla cadenza mestruale media appena descritta, possiamo anche dire che una donna ha un ritmo mestruale irregolare quando fra i giorni di inizio di due mestruazioni successive si osserva:

♦ un intervallo superiore ai 35 giorni e dunque le mestruazioni non vengano tutti i mesi (oligomenorrea)

♦ un intervallo inferiore ai 25 giorni e dunque le mestruazioni vengano più di una volta al mese (polimenorrea)

♦ assenza di mestruazioni: l’assenza di mestruazioni per almeno tre mesi (in una donna che le ha già avute) è detta amenorrea secondaria.

Le cause di oligomenorrea e di polimenorrea sono generalmente ormonali e legate proprio alla anovulazione (mancanza dell’ovulazione).

Si riscontrano infatti di frequente in quelle condizioni caratterizzate da saltuaria o cronica mancanza di ovulazione, come nella ovaio policistico e in premenopausa.

Più numerose e di diagnosi più complessa sono le cause patologiche di amenorrea, al di là della causa più ovvia e frequente, nonché fisiologica, di amenorrea che è la gravidanza. Le principali condizioni che possono causare amenorrea secondaria sono:

♦ Alterazioni anatomiche cerebrali o ipotalamiche: traumi, interventi chirurgici, tumori, infezioni (encefaliti), radioterapia;

♦  droghe o farmaci che possono alterare i livelli di prolattina: antipsicotici, antidepressivi triciclici, oppiacei, antiemetici. Inoltre, in questo ambito, si iscrive il caso dell’amenorrea post-pillola, cioè un’assenza di mestruazioni, anche fino a sei mesi, dopo aver assunto per un periodo variabile la pillola contraccettiva. Si tratta di una condizione benigna e transitoria a risoluzione spontanea.

♦ stress, esercizio fisico intenso (atlete);

♦ Disturbi del comportamento alimentare (anoressia-bulimia)

♦ Sindrome dell’ovaio policistico

♦ Esaurimento ovarico prematuro

♦ alterazioni dell’ipofisi, la ghiandola che produce gli ormoni che stimolano l’attività delle ovaie: gli adenomi con iperproduzione di prolattina rappresentano la causa ipofisaria più frequente di amenorrea.

♦ aderenze intrauterine (che impediscono meccanicamente la mestruazione) che possono formarsi quali esiti cicatriziali di raschiamenti uterini o di infezioni dell’endometrio (endometriti). Tale condizione di chiama sindrome di Asherman.

Anomalie di presentazione

Le anomalie di presentazione sono descritte come:

♦ Metrorragia (perdita anomala inaspettata)
♦ Menometrorragie (perdite inaspettate intermestruali combinate con mestruazioni che durano molti giorni)

Anomalie di quantità e durata

♦ Ipomenorrea (scarsa quantità mestruale)
♦ Ipermenorrea (abbondante quantità mestruale)

Nelle anomalie di quantità e durata, le donne possono presentare  scarsità e/o brevità della mestruazione (ipomenorrea) che in genere non è indicatore di patologia quando il ritmo mestruale sia adeguato.

I casi patologici nella ipomenorrea sono pochi e sono rappresentati dalle stesse aderenze cicatriziali uterine, che nei casi gravi possono dare amenorrea.

Vale la pena di tenere presente inoltre che una frequente causa “artificiale” di mestruazione scarsa è l’assunzione della pillola contraccettiva, che infatti può rappresentare la cura di alcuni casi funzionali di mestruazione abbondante.

Rappresentano invece spesso una patologia le mestruazioni abbondanti (ipermenorrea) e/o lunghe 7 giorni o più (menorragia), tranne che in quelle donne che hanno mestruazioni abbondanti fin dall’adolescenza e che rappresentano casi “costituzionali” di ipermenorrea/menorragia, di significato non patologico.

Le metrorragie e le menometrorragie hanno sempre significato patologico.

L’ipermenorrea, la menorragia, le metrorragie e le menometrorragie sono sintomi che grossolanamente possiamo dire riconoscano gli stessi fattori causali:

♦ L’anovulazione, già citata prima come causa di anomalie del ritmo mestruale, può presentarsi altre volte sotto forma di menometrorragie (cosiddette menometrorragie disfunzionali);

♦ Malattie organiche dell’apparato genitale, più spesso dell’utero: fibromi, polipi, carcinomi del collo o del corpo dell’utero.

♦ Corpi estranei ad azione irritativa sulla mucosa uterina come alcune volte accade nelle portatrici di IUD (dispositivo contraccettivo intrauterino o spirale);

♦ Malattie generali (cioè che interessano più globalmente l’individuo, manifestandosi in più organi corporei): difetti della coagulazione, ipotiroidismo, iperprolattinemia, obesità;

♦ Farmaci: antidepressivi, antipsicotici e ormoni sessuali tra cui anche la pillola contraccettiva. Soprattutto le moderne pillole a basso dosaggio estrogenico possono essere responsabili, come effetto collaterale, di sanguinamenti uterini anomali in alcune utilizzatrici, probabilmente non adatte costituzionalmente ad accettare un dosaggio molto basso di estrogeni senza che il loro utero non interpreti tale basso dosaggio come il momento di mestruare.

♦ Un capitolo particolare rappresentano invece le metrorragie della gravidanza. Una perdita di sangue in gravidanza deve sempre essere considerata patologica fino a prova contraria: in alcuni casi non evolutivi (e quindi a prognosi buona) non è possibile in effetti risalire ad una causa riconoscibile. Le principali cause di metrorragia in gravidanza sono la minaccia d’aborto, l’aborto in atto, la placenta previa e il distacco di placenta.