Il problema della Chlamydia

La malattia infiammatoria pelvica colpisce donne giovani in età riproduttiva causando infezione alla parte interna dell’utero (endometrio), le tube, le ovaie e altre strutture pelviche. I dati in Italia sono difficili da reperire, tuttavia negli Stati Uniti si calcola che oltre 1 milione di donne subiscano un episodio di malattia infiammatoria pelvica ed oltre 100.000 donne rimarranno sterili. Inoltre, negli Stati Uniti, oltre 150 donne all’anno moriranno per la malattia infiammatoria pelvica o per le sue conseguenze.

La Chlamydia dà sintomi ?

La Chlamydia a livello della cervice uterina può essere del tutto asintomatica, dunque l’unica maniera di accorgersene è effettuare un test molecolare sulla cervice uterina e a livello uretrale. Occorre quindi effettuare una prevenzione molto accorta delle infezioni sessualmente trasmesse, in particolare della Chlamydia, che ha una notevole rilevanza per la fertilità maschile e femminile.

Se non diagnosticata e dunque non trattata, l’infezione da Chlamydia aumenta il rischio di malattia infiammatoria pelvica nella donna, di conseguenza aumenta il rischio di gravidanza extra uterina ed infertilità tubarica.

Conseguenze dell’infezione da Chlamydia

L’infezione è responsabile di un’ampia proporzione di gravidanze extra-uterine.  Si stima che dopo un episodio di malattia infiammatoria pelvica, 13% delle donne rimarranno sterili, dopo due episodi una su tre rimarrà sterile, e dopo 3 episodi, i 3/4 delle donne rimarranno sterili.

Collo dell’utero: la chlamydia può causare una cervicite che in caso di cronicizzazione può produrre infertilità cervicale

Endometrio (parete interna dell’utero): la chlamydia puà causare endometriti che possono compromettere il corretto attecchimento embrionale. 70-90% di donne con infezione tubarica hanno anche una endometrite. I dati sull’importanza dell’endometrite nell’attecchimento embrionale sono controversi.

Tube di Falloppio: le tube devono essere sia aperte che funzionali per mantenere una buona funzione riproduttiva. Aderenze esterne ed endometriosi possono causare disfunzioni tubariche, con danneggiamento della fimbrie e ciglia causando un difetto nel trasporto degli spermatozoi, dell’ovocita, dell’embrione. La Chlamydia è uno degli agenti principali di danno permanente tubarico, attraverso il rilascio di una specifica heat shock protein (Ch-hsp60) capace di indurre una risposta infiammatoria locale. Gli anticorpi anti-Ch-hsp60 possono essere dosati nel siero

Agenti causali della malattia infiammatoria pelvica

I principali sono la Chlamydia trachomatis e la Neisseria gonorrheae. Altri agenti causali o associati sono la flora vaginale patogena, gardnerella vaginali, haemophilus influenza, batteri enterici gram-negativi, streptococco agalactiae, micoplasmi e ureaplasmi (→ vedi).

Come si diagnostica la Chlamydia ?

Molti test diagnostici sono disponibili; tra questi, i test molecolari hanno la massima accuratezza.

E’ importante notare che molte volte l’infezione si diagnostica a livello dell’uretra, non del collo dell’utero: infatti, nel 5-30% dei casi, il tampone della cervice uterina risulta negativo, ma il tampone uretrale è positivo.

Chlamydia nel maschio infertile

Anche nel maschio le infezioni sessualmente trasmesse possono provocare un danno alla fertilità, per esempio riducendo la qualità del liquido seminale. La Chlamydia nel maschio è responsabile del 50% delle uretriti non causate dal gonococco.
Quando è opportuno effettuare il test?

Prima di essere sottoposte a procedure diagnostiche strumentali come la isterosalpingografia o la isteroscopia, le pazienti devono eseguire un test di screening per la Chlamydia, per evitare che un’infezione misconosciuta possa essere portata a livello tubarico e produrre sterilità.

In caso di positività, una semplice terapia antibiotica elimina il rischio di infezione pelvica, che comporta un danno tubarico in una donna su 10.

Tale rischio aumenta al 50% se si verificano tre episodi di malattia infiammatoria pelvica.
Introduzione del catetere nell’inseminazione intrauterina

E’ possibile prevenire la Chlamydia?

Negli Stati Uniti il Centro per il Controllo delle Malattie e la loro Prevenzione (CDC) ha instaurato un progetto per la prevenzione dell’infertilità che si basa sullo screening delle infezioni sessualmente trasmesse, dell’informazione dei medici e dei biologi, sul miglioramento dei test di screening, e sulla sorveglianza con raccolta accorta dei dati provenienti dal territorio.

E’ stato calcolato che lo screening delle donne di età compresa tra 18 e 24 anni previene 140.000 casi di malattia infiammatoria pelvica ogni anno.