Cosa è l’azoospermia

Azoospermia è l’assenza di spermatozoi nel liquido seminale eiaculato.
Convenzionalmente si parla di:

  • azoospermia ostruttiva (OA) quando essa deriva da un’ostruzione delle vie seminali
  • azoospermia secretiva  o non ostruttiva (NOA) quando, invece, vi è un blocco della maturazione delle cellule germinali, per cui l’individuo non produce spermatozoi maturi. Il tipo ostruttivo è meno frequente e si rileva all’incirca nel 15-20% dei pazienti azoospermici

Classificazione dell’azoospermia

L’azoospermia ostruttiva a sua volta viene classificata secondo l’organo dove è presente l’ostruzione: intratesticolare, epididimale, dei vasi deferenti, del dotto eiaculatore o dei dotti seminali distali.

L’azoospermia non ostruttiva, invece, viene classificata a seconda dell’istologia (aspetto microscopico del tessuto) del testicolo, grazie alla quale è possibile capire a che livello vi è il blocco maturativo. Gli spermatozoi, infatti, sono il risultato di un processo di maturazione delle cellule germinali che parte dagli spermatogoni per poi differenziarsi in spermatociti, spermatidi ed, infine, spermatozoi maturi. Una biopsia testicolare con conseguente studio istologico del tessuto bioptico può evidenziare se e quali cellule germinali sono presenti.

La prognosi peggiore è rappresentata dalle condizioni in cui non sono presenti nemmeno spermatogoni (Sindrome a sole Cellule del Sertoli) o in cui manca completamente anche l’epitelio seminifero.

Le cause dell’azoospermia

Le cause di una azoospermia possono essere molto varie, partendo da motivi anatomici come anorchia, disgenesia testicolare, assenza dei vasi deferenti, fino a danni iatrogeni, tumori, infiammazioni o cause genetiche.

La diagnosi dell’azoospermia

Il primo test da eseguire per evidenziare una azoospermia è lo spermiogramma.

Dapprima l’analisi va fatta sul liquido a fresco dopo di che, se non si ritrovano spermatozoi, l’analisi viene estesa al sedimento in seguito alla centrifugazione dell’intero campione seminale. È importante anche valutare le cellule tonde in quanto queste possono indicare una anche minima funzionalità testicolare.

Lo spermiogramma può anche dare una prima impressione sul tipo di azoospermia.

Nelle azoospermie ostruttive, infatti, il liquido seminale presenta spesso volume ridotto e pH più basso e lo studio della biochimica seminale può far capire a che livello c’è l’ostruzione; questi parametri sono, invece, nella norma nel caso di azoospermia non ostruttiva.

Gli esami ormonali per FSH, inibina B e testosterone possono aiutare la diagnosi differenziale in quanto indicano la funzionalità testicolare, ma il loro valore è discusso.

Aspetti clinici che possono differenziare i due tipi di azoospermia sono soprattutto:

  • il volume testicolare
  • il volume epididimario.

Testicoli di dimensioni normali ed epididimi ingrossati sono indice di azoospermia ostruttiva, mentre testicoli di dimensioni ridotte lasciano supporre ad una non ostruttiva. Le ecografie aiutano ulteriormente la diagnosi differenziale in quanto possono evidenziare eventuali disomogeneità nell’architettura testicolare e i punti dell’ostruzione, se presenti.

Altro importante fattore da considerare è la genetica del paziente. Anomalie cromosomiche sono spesso causa di azoospermia ed è quindi opportuno lo studio del cariotipo e delle microdelezioni del cromosoma Y, spesso associate ad azoospermia secretiva. Lo studio del cariotipo permette di evidenziare condizioni quali la Sindrome di Klinefelter o la Sindrome dei maschi XX.

L’insieme di tutti questi dati clinici e di quelli anamnestici possono dare un quadro chiaro della patologia che molto spesso viene arricchito anche dai risultati di un agoaspirato o di una biopsia testicolare.

Bibliografia

G.R. Dohle, A. Jungwirth, G. Colpi, A. Giwercman, T. Diemer, T.B. Hargreave. Guidelines on male infertility, 2007

Proctor M, Johnson N, van Peperstraten AM, Phillipson G. Techniques for surgical retrieval of sperm prior to intra-cytoplasmic sperm injection (ICSI) for azoospermia. Cochrane Database of Systematic Reviews 2008, Issue 2