Infertilità e procreazione assistita a Roma
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Quando ne vale la pena
Molte coppie decidono, o meglio vengono consigliate, di andare all'estero, per effettuare un primo ciclo di fecondazione assistita, a causa delle restrizioni imposte dalla legge italiana. In questo articolo, vengono spiegate le situazioni in cui può valere la pena di sobbarcarsi disagi e spese. Vediamo in quali casi può convenire: sono la minoranza. Molti Centri stranieri, allorquando è divenuta operativa la legge italiana sulla procreazione assistita (legge 40 del 2004), si sono organizzati per ricevere le coppie italiane: hanno approntato protocolli idonei, hanno ridotto il disagio delle coppie itineranti con l'adozione di personale madre lingua italiana, ed hanno aumentato notevolmente il loro "fatturato" a scapito delle coppie. Molto spesso le coppie italiane non decidono spontaneamente di sobbarcarsi disagi, costi, e oneri anche psicologici della trasferta. Invece, sono consigliate, spesso da ginecologi od andrologi, di rivolgersi direttamente ai Centri esteri. Tuttavia, occorre precisare che solo una minoranza di coppie hanno realmente la necessità, sul piano dei risultati, di recarsi all'estero. Vediamo quali possono essere le indicazioni: 1) coppie in cui la donna è giovane, sotto i 35-36 anni e risponde molto bene alla stimolazione: in questo caso, può essere opportuno recarsi all'estero, in quanto gli embrioni che non vengono trasferiti al momento, possono essere congelati in azoto liquido per un successivo tentativo o ove la coppia, nel futuro, desideri un altro figlio. Tuttavia in Italia le coppie che si rivolgono ai Centri di Procreazione Assistita sono spesso non giovanissime (in alcuni Centri, come il nostro, l'età media delle pazienti è superiore ai 36 anni). Attenzione: nei Centri Esteri il vantaggio della criopreservazione embrionale può non riscontrarsi in tutti i casi (ad esempio quando, nonostante l'età giovane della donna, la stimolazione ormonale ha prodotto pochi ovociti, oppure pochi embrioni di buona ed ottima qualità si sono prodotti). Si tenga inoltre presente che le stimolazioni richieste dai protocolli in cui si prevede la crioconservazione embrionale tendono ad ottenere il massimo numero di follicoli, quindi le dosi di farmaco utilizzate sono in genere molto più alte di quelle utilizzate in Italia dove il limite di 3 ovociti fecondabili e il divieto di crioconservazione consigliano protocolli a dosi più basse, e più fisiologiche anche per il futuro impianto embrionale. 2) coppie che necessitano della Diagnosi Genetica Preimpianto, cioè in cui uno dei partner è portatore di un difetto genetico cromosomico che può essere escluso (non con certezza assoluta) prelevando una cellula (blastomero) dall'embrione ed analizzandolo. Attenzione: la Diagnosi Genetica Preimpianto non assicura con certezza che ci sarà l'attecchimento embrionale e che la gravidanza andrà avanti fino al parto. Infatti, possono essere escluse (non con certezza) le condizioni ed i difetti che hanno consigliato l'indagine, ma non possono essere escluse altre molteplici condizioni (geni difettosi o errori nel patrimonio genetico embrionale) che possono interessare il prodotto del concepimento 3) coppie in cui l'età della donna o altre motivazioni maschili o femminili indicano la donazione dei gameti come una delle possibilità per la donna di vivere l'esperienza della gravidanza e di partorire. Sono casi relativamente sporadici, e l'esecuzione di una tecnica "eterologa" pone il problema della diversità genetica tra il bimbo e il padre (o madre) di cui non è stato utilizzato il gamete (ovocita o spermatozoo). Consiglio pratico: diversi Medici operanti in Italia effettuano visite in nome e per conto di Centri Esteri: quando viene proposta una trasferta all'estero, chiederne sempre le motivazioni sul piano statistico e verificare che si rientri nelle suddette categorie. Articoli correlati: |
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| Ultimo aggiornamento ( venerdì 07 agosto 2009 ) |