Impotenza, atrofia testicolare, ginecomastia (aumento delle mammelle nell’uomo) e perdita di stimolo sessuale sono condizioni molto spesso associate al consumo di alcol nell’uomo. La condizione quindi di acuta e cronica somministrazione di alcool può influenzare le funzioni riproduttive maschili, anche perché spesso associata a cattive abitudini, come ad esempio il fumo, che hanno effetti negativi sull’apparato riproduttore.

Effetti dell’alcool sul seme umano

Nel seme umano l’etanolo produce una significativa diminuzione della percentuale di motilità, una riduzione del volume del seme e della concentrazione spermatica totale, una riduzione della vitalità e un aumento di spermatozoi con morfologia anomala.
Assumendo alcol in dosi elevate giornaliere, più di 80 grammi al giorno (più di un litro di vino al giorno), si può arrivare all’arresto del processo di maturazione degli spermatozoi, quindi ad una azoospermia (assenza di spermatozoi nell’intero eiaculato).

Queste interferenze causano una riduzione della fertilità nell’uomo.

Nonostante non sia ancora stata dimostrata una correlazione tra assunzione di alcol in quantità non elevate e infertilità maschile, si ritiene comunque di non superare certe dosi per preservare la fertilità.

Gli uomini che si sottopongono a terapie di procreazione assistita dovrebbero astenersi dall’assunzione di alcolici visto alcuni recenti lavori che hanno mostrato un rapido miglioramento delle condizioni spermatiche di pazienti alcolizzati cronici dopo un breve periodo (circa tre mesi) dalla sospensione dal bere fino al ripristino di condizioni di normalità.

Azione dell’alcool: meccanismo

L’apparato riproduttivo maschile è composto da 3 organi che interagiscono fra di loro per la produzione di testosterone e di conseguenza di spermatozoi:

  • l’ipotalamo (situato al centro del cervello)
  • l’ipofisi (situata alla base del cervello)
  • i testicoli.

La funzione è strettamente legata dagli ormoni che essi producono andando a costituire quello che viene definito asse ipotalamo-ipofisi-gonadi. Nell’uomo l’alcool interferisce  con il funzionamento della formazione e maturazione degli spermatozoi, le quali dipendono oltre che dal testicolo anche dall’ipotalamo e ipofisi. Queste ultime interagiscono nella produzione e nel rilascio di testosterone (il più importante ormone maschile).

Ipotalamo-Ipofisi

L’alcool interferisce a diversi livelli dell’ asse ipotalamo-ipofisi-testicolo  direttamente inibendo la sintesi degli ormoni testicolari (steroidogenesi testicolare).
Il consumo di alcol, inoltre,  è stato correlato ad uno scompenso nella funzione di LH (ormone luteinizzante, che stimola il testosterone) e FSH (ormone follicolo stimolante, che avvia la spermatogenesi), probabilmente a causa di un interferenza  dell’attività del GnRH (ormone che stimola il rilascio di LH e FSH).

Testicolo

L’alcool mostra un effetto dose-dipendente anche diretto sulla funzione testicolare  portando ad una insufficienza testicolare primaria con conseguente aumento compensatorio di FSH e LH.
L’alcool danneggia le cellule di Leydig (del testicolo) che producono testosterone (T), necessario alla crescita degli spermatozoi (un metabolita dell’etanolo, l’acetaldeide, sembra avere un effetto tossico sulle cellule di Leydig, deputate alla produzione di testosterone). La riduzione di testosterone nel circolo ematico negli alcolizzati altera il sistema di regolazione dell’ipofisi. Così, come risposta compensatoria, aumenta nel sangue la produzione di LH da parte dell’ipofisi.
A livello delle cellule del Sertoli (testicolo) il consumo di alcool è associato ad una modificazione strutturale dei testicoli (atrofia dovuta a diversi fattori fra cui la perdita di cellule spermatiche e la riduzione dei tubuli seminiferi) .
Il livello di FSH prodotto dall’ipofisi aumenta nel circolo sanguigno a causa della perdita di funzione dei tubuli seminiferi.

Altre azioni possibili

Si ritiene anche che l’alcol abbassi i livelli di testosterone nel sangue a causa dell’aumento dell’attività di un enzima che converte gli androgeni in estrogeni (causando un fenomeno detto della femminilizzazione).

Ancora in fase di studio sono le cause genetiche, per esempio su geni coinvolti nel metabolismo dell’alcol che possono influenzare l’apparato riproduttivo maschile.

Bibliografia

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